“Se una notte di settembre, l’alluvione”, già in ristampa il libro di Martina Picca

In attesa della prima presentazione, in programma il 6 febbraio al caffè letterario Melville di San Nicolò, la nuova pubblicazione di Edizioni Officine Gutenberg “Se una notte di settembre, l’alluvione”, scritto da Martina Picca, è già alla seconda ristampa.

Con la prefazione della giornalista di Libertà, Elisa Malacalza,  “Se una notte di settembre, l’alluvione”, è il racconto in prima persona di quel tragico 14 settembre del 2015 che ha devastato due vallate ed è costato la vita a 3 persone.

La Martina del 2015 era una ragazzina di Farini, iscritta al liceo Gioia, ed ora è giovane donna che ha messo su carta come la sua vita e quella dei suoi cari sia cambiata da quel giorno.

Millequattrocentosessanta giorni.
Quanto fa paura? Millequattrocentosessanta giorni da alluvionata. Diciassette anni da bambina. Quattro da grande. Trentacinque mila e quaranta ore in cui mi sono sentita in milioni di modi, guardata da miliardi di occhi, sfiorata da centomila mani sulle spalle.
Noi tre e quattro Natali fuori casa.
Nessun albero, nessun camino acceso.
Noi tre e quattro Pasque, quattro ferragosti, quattro di tutto.
Loro due e quattro anniversari di matrimonio fuori dal porto sicuro.
Noi tre e dodici compleanni.
Un diciottesimo mai festeggiato a spegnere candeline su una panca di legno che ora non c’è più.
Quattro anniversari passati ovunque ma non lì. Mai lì.
Quattro settembri. Uno eterno.
Notti, troppe, in una camera che non è mia.
Milioni di mezzogiorni a fissare mia madre in una cucina stretta, come un uccellino in gabbia, e mio padre rientrare da un lavoro che non gli appartiene più.
Quattro – dannati, fragili, sudati, interminabili – anni.
Uno pensando di non farcela. Intrappolata in una gabbia.
Quello appena finito passato a scrivere. Trecentosessantacinque giorni per darmi tempo.
Ottomilasettecentosessanta ore per ritrovarmi.
Millequattrocentosessanta giorni e un solo comandamento.
Farcela.
Se una notte di settembre
l’alluvione.
Io ti ho scritto, e tu mi hai salvata.

 

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