Teatro Gioia, va in scena “Vita di Galileo” di Brecht con gli studenti del Respighi

Una riduzione di uno dei capolavori teatrali del secolo scorso: “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht.

A proporla in forma di lettura scenica la classe IV F del Liceo “Respighi” di Piacenza dopo un laboratorio teatrale intensivo di Teatro Gioco Vita curato da Nicola Cavallari.

Appuntamento venerdì 24 gennaio al Teatro Gioia alle ore 20.30 per la rassegna Pre/Visioni proposta da Teatro Gioco Vita e Associazione Amici del Teatro Gioco Vita con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e dedicata ai giovani artisti delle scuole di teatro, ai laboratori e alle azioni teatrali. Si tratta di una sezione del cartellone Altri Percorsi della Stagione di Prosa “Tre per Te” del Teatro Municipale, proposta da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj, con la Fondazione Teatri di Piacenza, il Comune di Piacenza e il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren.

“Vita di Galileo” è una creazione collettiva della classe IV F del Liceo “Respighi” con la supervisione artistica di Nicola Cavallari. Gli studenti saranno al lavoro con l’attore e regista, affiancato da Alessandro Gelmini (luci e fonica) e Giovanni Mutti (macchinista), da mercoledì 22 gennaio al Teatro Gioia, dopo una fase di preparazione del testo condotta autonomamente. Nel progetto, possibile grazie alla collaborazione della Dirigente del Liceo “Respighi” Simona Favari e della referente per le attività teatrali dell’istituto professoressa Emanuela Sindaco, i ragazzi sono stati seguiti dalla professoressa Mariaelena Scotti con la disponibilità di tutti gli insegnanti della classe.

In scena vedremo Leonardo Anselmi, Mattia Bobbi, Simona Bucheva, Alexandra Cvetkovic, Gaia Dallacasagrande, Carlotta Feoli, Simone Ferrari, Lorenzo Giannini, Andrea Gilioli, Federico Guglielmetti, Francesco Lanza, Matteo Lucini, Davide Moreschi, Simone Ponticelli, Mattia Ragone, Tommaso Reggi, Alessia Rizzi, Elena Siboni, Siria Tagliaferri, Lorenzo Tavani, Lorenzo Vaccaroni.

«Un testo – sono le parole di Nicola Cavallari a proposito di “Vita di Galileo” – che, attraverso i dubbi e le paure dell’essere umano, affronta ancora oggi il grande dilemma etico che si sviluppa tra scienza, progresso e potere. La conquista scientifica e in alcuni casi il fallimento sociale. Un testo che contrappone il “sventurata la terra che non ha eroi” al galileiano “sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. Un susseguirsi di scene e di emozioni da parte dei protagonisti: le difficoltà economiche e il bisogno fastidioso di insegnare ad allievi benestanti e di stilare oroscopi; l’entusiasmo per il cannocchiale e la paura data dall’odore delle carni bruciate di Giordano Bruno; gli onori e i riconoscimenti nel Granducato di Toscana e il terrore della Santa Inquisizione e delle sue torture; l’abiura pubblica di tutta una vita di studi e certezze (“abiuro maledico e detesto suddetti errori ed eresie”); l’esilio forzato con “le mani sporche”, ma il continuare segretamente gli studi (“meglio sporche che vuote”), perché “Quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea più breve tra due punti può essere una linea curva”. Fino ad arrivare alla conclusione di una vita. Non la vita di uno scienziato, ma la vita di un essere umano, dove il lascito non è solo il rivoluzionario metodo scientifico, ma è soprattutto il “Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità”. Ma è successo tutto davvero? O come scriveva il Bardo, “coscritto” di Galileo: “Se l’ombre nostre offeso v’hanno pensate, per rimediare al danno, che qui vi abbia colto il sonno durante la visione del racconto e questa vana e sciocca trama non sia nulla più di un sogno”».

PREZZI – Biglietti posto unico non numerato 5 euro.

INFO E BIGLIETTERIA – TEATRO GIOCO VITA, Via San Siro 9, Piacenza – Telefono 0523.315578 – biglietteria@teatrogiocovita.it

Orari di apertura: dal martedì al venerdì ore 10-16.

Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona unicamente nella sede della rappresentazione a partire dalle ore 19.30 (Teatro Gioia, via Melchiorre Gioia 20/a, tel. 05231860191 ).

Per informazioni: Teatro Gioco Vita, Biglietteria/Promozione pubblico 0523.315578 info@teatrogiocovita.it

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