Appalto verde, la minoranza “Fino a quando il sindaco intende garantire fiducia a Mancioppi?”

Appalto del verde, su “questa partita è mancato presidio politico e tecnico” dell’amministrazione Barbieri.

Lo dice Massimo Trespidi (Liberi), in apertura della conferenza stampa della minoranza dedicata alla sentenza del Tar che dà ragione alla cooperativa Geocart esclusa dalla gara. “E’ mancato il presidio tecnico da parte dell’allora direttore generale sulla procedura che ha visto – dice Trespidi – il bando ritoccato più volte; mentre sul fronte politico, il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha nominato un assessore che doveva controllare che le cose venissero fatte nel modo adeguato a garantire continuità, efficienza e qualità del servizio”.

“Questa vicenda mette in evidenza che questo presidio non c’è stato, ci sono evidenti responsabilità della sfera politica. Vorremmo evitare da subito l’obiezione che stiamo strumentalizzando questa partita, perché basta controllare la rassegna stampa ed emerge come abbiamo segnalato il tema per tempo, ad esempio per quanto riguarda la tempistica del bando”. “Fino a quando la situazione può essere tollerata, fino a quando il sindaco intende confermare la fiducia a un assessore (Paolo Mancioppi, ndr) che ha dimostrato di non essere in grado di presidiare i processi amministrativi seguiti dai suoi uffici?” – incalza Trespidi.

“Mi auguro che il Comune si possa appellare al consiglio di Stato, e che possa avere ragione, perché quello che c’è scritto nella sentenza del Tar  – “L’amministrazione ha consentito volontariamente o comunque colposamente, tramite una modifica illegittima del bando di gara, che il raggruppamento controinteressato conseguisse un appalto per cui non possedeva, nella sua composizione definitiva, un requisito essenziale di partecipazione” – pesa come dei macigni. Se questo dovesse essere riproposto dal consiglio di Stato, sarebbe gravissimo, verrebbe scritta una pagina inaccettabile per la nostra città – aggiunge Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) -. Ho trovato ancora più gravi però le dichiarazioni, riportate da Libertà, del giardiniere che ha riferito di aver denunciato una serie di mancanze all’assessore Mancioppi venendo trattato in maniera sbrigativa da quest’ultimo. Di fronte a queste affermazioni abbiamo bisogno di sapere dal sindaco, dall’assessore, da chi rappresenta questa amministrazione se davvero le cose sono andate così”. “Noi non facciamo attacchi strumentali – aggiunge Rabuffi -, ma non accettiamo neanche il silenzio. I cittadini meritano una risposta. I soldi spesi per pagare l’appalto del verde sono quelli dei piacentini, bisogna fornire loro una risposta’.

“Siamo qui come rappresentanti dei cittadini – le parole di Sergio Dagnino (M5s) -, portiamo all’attenzione la sconcertata opinione dei cittadini in merito alla gestione del verde, con le manchevolezze più volte segnalate; se quello scritto nella sentenza corrispondesse al vero è molto grave. Questo bando modificato più e più volte ha generato disagi ai piacentini: è legittimo e nelle disponibilità dell’amministrazione rivedere bandi che magari avevano da anni gli stessi aggiudicatari, però qui è evidente che qualcosa non ha funzionato. Non è neanche vero, come sostiene qualcuno dell’amministrazione, che sia tutta responsabilità degli uffici. Vanno presidiati, gli assessori devono sapere quello che viene fatto e, nel caso, intervenire: non è credibile che un’amministrazione non sappia quello che fanno i tecnici. Aspettiamo senza nessuna strumentalizzazione risposte chiare, anche perché tra due mesi si ricomincia con la gestione del verde e bisogna che questa volta tutto funzioni alla perfezione”.

“E tardi per non essere considerati alla stregua di chi strumentalizza la vicenda – commenta Stefano Cugini, il capogruppo Pd -, anche se abbiamo posto il tema da mesi, anticipando anche la questione della quota disabili, con una interrogazione da noi presentata e parzialmente discussa in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale. Oggi noi interpretiamo la voglia di chiarezza dei cittadini: andiamo a chiedere cosa ne pensano della gestione del verde e andiamo a vedere se sono d’accordo con la replica dell’amministrazione. Non viene sospesa l’aggiudicazione del bando perché si vuole tutelare il preminente interesse pubblico: qualora si procedesse a una nuova gara i tempi sarebbero troppo lunghi e ci sarebbero nuovi disagi per i cittadini. Le sorti politiche di Mancioppi non ci interessano, politicamente parlando saranno poi i cittadini a esprimersi a fronte della fiducia che il sindaco continua a riporre in lui. A noi interessa sapere perché i dirigenti hanno assegnato il bando a una ditta che aveva solo 10 dipendenti su 46 iscritti alle categorie protette, e che quindi non raggiungevano il 30% previsto dalla gara stessa”.

“La responsabilità politica è evidentissima – continua il capogruppo M5s Andrea Pugni -; a fine 2018 si sono tenute tre commissioni sul verde, volute dalla stessa maggioranza. Nonostante questo, a distanza di qualche mese con l’esito della gara d’appalto possiamo dire che è però rimasto un tema inascoltato. L’assessore Mancioppi ha dimenticato quelle che erano le avvisaglie arrivate dalla commissione stessa: ben sapendo che la gestione del verde avrebbe portato dei problemi, si è preferito non affrontarli e questo è un errore politico di questa amministrazione. Non poniamo questi temi per visibilità, a noi non interessa, se il bando fosse stato svolto in maniera lineare noi avremmo potuto riconoscere la vittoria dell’aggiudicatario. Ma non è andata così: da una parte abbiamo visto un bando scritto male, dall’altro il verde gestito male…Cosa dobbiamo aspettare ancora? A noi interessano chiarezza e miglioramento della città, non la risposta dei soliti quattro capigruppo della maggioranza che ci accusano di fare polemica. Aspettiamo risposte”.

“Se questa fosse la giunta dei pasticceri, noi la valuteremmo sulla qualità delle torte prodotte. Ma è la giunta degli avvocati, sono sei su dieci, ci aspettiamo di valutarla sugli atti amministrativi – conclude Mauro Monti (Liberi) -, con un controllo sulla forma e nella scelta dei dirigenti. Se fosse confermato quanto scritto nella sentenza del Tar, vuol dire che c’è un problema a monte. Continuo a sentir dire da questa amministrazione che si vuole dedicare un’attenzione particolare alle piccole cose, ecco proprio sulle piccole cose, sulla gestione ordinaria, assistiamo a cose sconcertanti come quelle messe in evidenza dalla recente sentenza del Tar. Insomma, noi vorremmo che le torte riuscissero bene”.

Gli assenti Roberto Colla (Piacenza Più) e Gianluca Bariola (Piacenza del Futuro) hanno mandato una nota ciascuno, che pubblichiamo di seguito, per spiegare la propria posizione in merito.

Colla “Sentenza Tar pesante come un macigno” – E’ da giorni che leggo e rileggo il passaggio della sentenza n. 34/2020 del T.A.R. / sezione staccata di Parma (Sezione Prima) in cui si dice che: “Sotto il profilo della responsabilità della stazione appaltante, sussistono sia l’elemento oggettivo che quello soggettivo¦ omissis¦ dell’illecito extracontrattuale costituito dall’avere illegittimamente precluso alla ricorrente principale l’aggiudicazione della gara. L’amministrazione ha consentito volontariamente o comunque colposamente, tramite una modifica illegittima del bando di gara, che il raggruppamento controinteressato conseguisse un appalto per cui non possedeva, nella sua composizione definitiva, un requisito essenziale di partecipazione.”

Credo che sia un passaggio molto significativo e soprattutto molto pesante, lo definirei pesante come un macigno. Ecco perché avrei preferito che oggi si fosse tenuto un consiglio comunale ad hoc in cui all’ordine del giorno ci fosse, quale unico punto, quello legato a questo bando e alla relativa sentenza del TAR, a seguito del ricorso presentato da Geocart, non per attaccare a tutta forza l’Amministrazione, bensì per fare chiarezza. L’Amministrazione dice, nel comunicato con il quale sembra liquidare il discorso legato alla sentenza del Tar, di respingere ora e per il futuro ogni strumentale accusa volta a screditare la Giunta. A me spiace leggere queste cose. Io (come credo tutta la minoranza) non voglio strumentalizzare la situazione, bensì voglio capire, comprendere; voglio semplicemente trasparenza e pretendo spiegazioni, per rispetto del ruolo ricoperto e soprattutto per rispetto di tutti i cittadini che noi consiglieri rappresentiamo in ragione dei voti con cui siamo stati eletti.

Non solo. Nel comunicato l’Amministrazione dice che la sentenza non rileva illegittimità tali da annullare il contratto già stipulato. Io, invece, leggendola (non è detto però che l’abbia capita!) rilevo che il T.A.R. dice che “l’interesse della parte che ha richiesto tale subentro, deve considerarsi soccombente,¦ omissis…, RISPETTO ALL’INTERESSE PUBBLICO ALLA PROSECUZIONE DEL SERVIZIO; il contratto è inoltre in stato di esecuzione avanzato e il vizio ravvisato dal Collegio comporterebbe comunque, per la stazione appaltante, l’obbligo di rinnovare l’intera gara”.

Secondo il sopracitato stralcio della sentenza, pare chiaro che il TAR, invece, intervenga, in modo preciso, puntuale, dettagliato ed usando un termine calcistico, a gamba tesa, sulla illegittimità del contratto, tanto da prevedere “la necessità di valutare la richiesta di risarcimento del danno per equivalente” e di non interrompere il contratto in essere, solo per il prevalere dell’interesse pubblico ( forse continuo a non capire…). Più rileggo queste poche righe, più penso che l’Amministrazione abbia perso una occasione: quella, di far immediatamente chiarezza (fornendo le dovute spiegazioni), nella sede più opportuna, il Consiglio comunale, su una situazione, quella del verde, che purtroppo per la città di Piacenza è nata male (tanto da portare il Sindaco a chiedere alla città pubbliche scuse) e prosegue peggio.

Bariola “Dovete risposte ai cittadini” – La sentenza del TAR n.00034/2020 REG.PROV.COLL. n.00167/2019 REG.RIC, in nome e per conto del popolo italiano, a pag 12 dichiara: “ Sotto il profilo della responsabilità della stazione appaltante, sussistono sia l’elemento oggettivo che quello soggettivo dell’illecito extracontrattuale costituito dall’avere illegittimamente precluso alla ricorrente principale l’aggiudicazione della gara.

L’amministrazione ha consentito volontariamente o comunque colposamente, tramite una modifica illegittima del bando di gara, che il raggruppamento controinteressato conseguisse un appalto per cui non possedevamo, nella sua composizione definitiva, un requisito essenziale di partecipazione”. Di quale sia la natura e le relative conseguenze risultanti da un approfondimento sulla strisciante vicenda, lo verificherà la magistratura competente nel pieno dei suoi poteri di autonomia e di indagine.

Da rappresentante politico, democraticamente eletto, constato che dall’insediamento di questo governo cittadino accadono fatti e avvenimenti a cui i Piacentini non erano abituati. In nessuna amministrazione precedente, di qualsiasi orientamento politico, fino al 2017 (anno della vostra elezione), è mai accaduto quanto si è verificato in quasi tre anni. Regolarmente, sia che abbiano riguardato fatti gravissimi: molto probabili legami criminali di esponenti politici, oppure errori di ordinaria amministrazione della città, a seguito delle scuse, avete sempre etichettato l’opposizione come strumentale perché “colpevole” di chiedervi conto – è nostro dovere farlo – di fatti e di scelte.

Non è solo a noi (come voi, pro-tempore nella responsabilità della carica ricoperta) a cui dovete dare spiegazioni, ma alla cittadinanza e al suo sistema economico. È stato un mantra, non l’unico e non sarà neanche l’ultimo in termini di astrattezza, il non avere aumentato le tasse: “non abbiamo messo le mani nelle tasche dei Piacentini”. Come più volte ricordato, il costo del verde è aumentato rispetto alla passata gestione; in più ci sarà da risarcire la ditta che per un atto dell’amministrazione dichiarato dal TAR: “volontario o comunque colposo”, non si è aggiudicata l’appalto. Metterete, smentendo un astratto slogan, le mani nelle tasche dei Piacentini.

Mi chiedo come definire la Tassa: rappresentata dalla vostra azione politica e amministrativa, che grava sul presente e sul futuro di Piacenza. A seguito della lettura della sentenza del TAR, a quale altra impresa – Piacentina e non – verrebbe in mente di partecipare ad un qualsiasi bando del Comune di Piacenza, rappresentato e guidato da questa amministrazione, sperando di avere regole certe di concorrenza? Quali garanzie e interesse avrebbe un’impresa, non solo nel settore del verde, a partecipare ad un appalto bandito dall’attuale governo cittadino?

Questa vicenda, oltre alle probabili conseguenze di diversa natura, isola sempre più Piacenza e i suoi cittadini dal resto delle comunità che progettano un futuro aperto e inclusivo. Isolati sempre più dalle comunità che scommettono sulla concorrenza (correre insieme) per gestire il presente e per costruire il futuro. Crediamo che le tante situazioni e i numerosi fatti abbiano minato, forse irrimediabilmente, la fiducia di cittadini e delle imprese nell’attuale amministrazione. Perché è successo, è una domanda doverosa e obbligatoria. I cittadini, le imprese e (anche noi) attendono una risposta credibile.

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