Cinque nuove casi a Piacenza, sono 14 in tutto. Primo contagio a Modena foto

AGGIORNAMENTO Coronavirus lunedì 24 febbraio – Nuovo caso di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna. Si tratta di un residente nel modenese che ha lavorato per alcune settimane nel Lodigiano, ora ricoverato al reparto Malattie infettive del Policlinico di Modena. E’, quindi, un caso che – come gli altri – è riconducibile al focolaio lombardo.

Da sottolineare come l’uomo non sia stato prima ricoverato, né abbia avuto contatti con operatori sanitari, essendosi trattato di un percorso ‘pulito’, partito dalla sua individuazione nell’ambito dei protocolli previsti e quindi all’accertamento della positività.

Complessivamente, in Emilia-Romagna, i casi di positività salgono così a 17. Di questi, 6 ricoverati all’ospedale di Piacenza, 6 in isolamento a domicilio e 2 trasferiti dall’ospedale di Piacenza a quello di Parma, reparto Malattie infettive, dove si trovano anche i 2 pazienti parmigiani riscontrati positivi nelle ultime ore. A questi si aggiunge l’ultimo caso, al Policlinico di Modena.

L’aggiornamento ufficiale arriva dalla Regione Emilia Romagna, che specifica inoltre come all’ospedale di Piacenza tra le persone contagiate – tutte e tre del lodigiano – ci siano la compagna, il figlio e la nuora di un paziente già riscontrato positivo e ricoverato sempre a Piacenza: la compagna è isolata al suo domicilio, figlio e nuora sono ricoverati a Piacenza. Così come è della provincia di Lodi una quarta persona, un uomo, anch’esso ricoverato al nosocomio di Piacenza. La quinta è invece un’infermiera dell’ospedale piacentino, isolata a domicilio.

Sono inoltre attesi a breve dal laboratorio analisi di Bologna i risultati di altri duecento tamponi circa realizzati a Piacenza.

IL VERTICE IN PREFETTURA DI DOMENICA – Nei comuni interessati da casi accertati (Piacenza, Castel San Giovanni e Podenzano) nonché a Fiorenzuola, saranno attivati i cosiddetti Coc (Centri operativi comunali) per consentire veloci e puntuali interazioni tra livello comunale e livello provinciale. Durante gli incontri di domenica in prefettura di Piacenza, le autorità locali si sono collegate, in audio e videoconferenza, con il centro di coordinamento nazionale presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri coadiuvato dal commissario straordinario della Protezione civile. Nel corso del confronto con le autorità centrali del Dipartimento di Protezione civile nazionale (DPC) è stata sottolineata la peculiare situazione della provincia di Piacenza per la contiguità all’area lombarda (lodigiana e cremonese) particolarmente colpita da casi di positività acclarata del virus.

I presidenti delle Regioni Lombardia – Veneto – Emilia Romagna – Friuli Venezia Giulia e Piemonte sono stati nominati soggetti attuatori e ognuno di essi per il proprio territorio, incaricandoli di individuare le misure necessarie di prevenzione. Nella riunione in prefettura, pur prendendo atto che i casi di Fiorenzuola della ditta Mae sono tutti negativi, come pure quelli riferibili al ristorante di Rivergaro, si è deciso di monitorare costantemente il fenomeno.

LE MISURE IN VIGORE

– si conferma la misura della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sino al 25 febbraio 2020, con estensione sulla base dell’ordinanza regionale sino almeno al primo marzo;

– si confermano, altresì, tutte le misure già assunte dalla Prefettura e dai comuni con le ordinanze del 22 febbraio con riguardo, in particolare, alla sospensione di tutte le manifestazioni ricreative pubbliche (compreso il carnevale), di quelle sportive e la chiusura degli impianti sportivi pubblici e privati.

posto medico avanzato ospedale

LA POSTAZIONE MEDICA AVANZATA – È stata accolta la richiesta rivolta al Direttore generale dell’Ausl di posizionare un posto medico avanzato (PMA) – nelle foto – per il triage sia nei pressi dell’ospedale di Piacenza, di Fiorenzuola e di Castel San Giovanni ed è stato deciso di attivare canali informativi continui con i rappresentanti di tutte le professioni sanitarie.

“Si tratta di un pre-triage per filtrare gli ingressi in ospedale, realizzato nell’interesse generale al fine di evitare accessi incongrui nella struttura e cercando di privilegiare i percorsi di pazienti sospetti – ha spiegato il primario del Pronto Soccorso cittadino Andrea Magnacavallo -. Interrogato sui comportamenti da tenere in questa situazione di emergenza, il primario ha poi aggiunto: “l’aspetto più importante da sottolineare è che nel caso si abbia bisogno di informazioni non bisogna andare in ospedale né chiamare il 118. Per questo ci sono due numeri da chiamare: il 1500 che è il numero nazionale e lo 0523 317979, riservato alla provincia di Piacenza. In secondo luogo – ha aggiunto – se i pazienti hanno sintomatologie lievi, come tosse, raffreddore, qualche linea di febbre, devono preventivamente sentire il loro medico curante, perchè la sanità territoriale è in grado di poter offrire risposte in questi casi. Se invece il paziente avesse sintomi più seri, allora deve chiamare il 118 per essere trasportato in ospedale. Ecco quindi il perché della postazione mobile medicalizzata avanzata (PMA), dove le sue condizioni verranno valutate da medici, infermieri, personale di assistenza che, come detto, opereranno da filtro rispetto agli ingressi nell’ospedale”.

posto medico avanzato ospedale
Posto medico avanzato all'ospedale di Piacenza
Posto medico avanzato all'ospedale di Piacenza

UN PIANO DELL’OSPEDALE DI PIACENZA DA 44 POSTI DEDICATO AL VIRUS – Il direttore dell’Ausl Luca Baldino ha anche riferito che, per una migliore gestione dei casi di cittadini con patologie riferibili a questa emergenza, sarà dedicato, nei prossimi giorni, un piano del polichirurgico dell’ospedale di Piacenza con capienza di 44 posti letto.

LE AZIONI DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA – Dopo l’Ordinanza del Ministro Speranza e del Presidente Bonaccini – che, tra le altre cose, fa scattare in Emilia-Romagna fino al primo di marzo la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, degli asili nido, la sospensione delle manifestazioni e eventi e dei musei, e altre misure ancora – l’assessore alla Salute, Sergio Venturi, ha spiegato gli altri provvedimenti che si stanno mettendo in campo da parte della Regione Emilia-Romagna, del Servizio sanitario regionale e della Protezione civile dell’Emilia-Romagna.

“Innanzitutto – dice Venturi – vorrei dire che siamo di fronte ad un virus nuovo, ma non ci sono motivi per lanciare allarmi che possano ingenerare panico tra le persone. E vanno rispettate alla lettera le indicazioni contenute nell’Ordinanza del ministro Speranza e del presidente Bonaccini. Dal punto di vista operativo, si è deciso di potenziare i laboratori analisi, per cui al Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche (CRREM) del S.Orsola di Bologna si aggiunge ora il laboratorio dell’ospedale di Parma. Per quanto riguarda, invece, le necessità legate al periodo di isolamento a casa da parte di pazienti ancora in attesa di diagnosi certa, si è deciso di mettere a disposizione una struttura a Reggio Emilia (la REMS, Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, prossima all’apertura), con 30 camere singole con bagno, per le persone che abbiano difficoltà – di spazi o di logistica – a garantire un isolamento presso la propria abitazione”.

Da un punto di vista sanitario, ha spiegato Venturi, la decisione più importante riguarda l’effettuazione automatica del test per la verifica della presenza di coronavirus a tutte le persone con diagnosi di polmonite interstizio-alveolare. Da lunedì operativi anche alcuni provvedimenti di tipo organizzativo. Innanzitutto, i cittadini avranno a disposizione un Numero verde valido per tutto il territorio regionale (il numero verrà definito e comunicato nelle prossime ore), che potranno chiamare per avere informazioni o indicazioni su come comportarsi nel caso in cui sospettino di avere sintomi legati alla possibile presenza del coronavirus.

“Quando parlo di necessaria collaborazione con i cittadini – spiega Venturi – penso ad esempio all’indicazione importantissima di non recarsi al Pronto soccorso nel caso in cui si ritenga di avere sintomi legati alla presenza del virus. Non fatelo, può creare davvero problemi. Chiamate il Numero verde o telefonate al vostro medico di Medicina generale, o chiamate il numero 1500 del Ministero. E poi, in caso di urgenze, naturalmente, rimane sempre attivo il 118. Ma non andate al Pronto soccorso se avete il dubbio di avere i sintomi del contagio”

posto medico avanzato ospedale

Dal punto di vista operativo, presso l’ospedale di Piacenza verranno allestiti due strutture della Protezione civile per garantire una sorta di “pre-accesso” al Pronto soccorso, dove i sanitari provvederanno ad effettuare un primo triage, per poi smistare le persone secondo i percorsi di cura più adeguati. Sempre nelle prossime ore saranno attivati in ogni provincia dell’Emilia-Romagna i Centri di Coordinamento dei Soccorsi (CCS, è l’organo principale a livello provinciale ed è presieduto dal prefetto o suo delegato), cui si affiancheranno i Centri Operativi Comunali (COC, responsabili delle attività a livello comunale-locale, il cui massimo punto di riferimento è il sindaco o suo delegato). Ogni Centro avrà tra i propri componenti un rappresentante della Sanità pubblica.

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“Vorrei infine – ha concluso l’assessore Venturi – associarmi al ringraziamento che ha fatto il presidente Bonaccini a tutto il personale del Servizio sanitario regionale, che sta facendo un grandissimo lavoro con la consueta professionalità. E lo fa in condizioni difficili, ma sempre con l’impegno a garantire -come sempre- qualità alle prestazioni sanitarie prestate ai cittadini”.

Durante la conferenza stampa l’assessore Venturi ha inoltre chiarito che i 9 pazienti piacentini, positivi al coronavirus, fanno tutti riferimento all’area di Codogno, sia per contagio diretto, sia per aver prestato loro soccorso. Non c’è quindi un focolaio a Piacenza. Nel pomeriggio intanto è arrivata la notizia di un nuovo decesso: si tratta di una donna anziana, ricoverata a Cremona, risultata positiva al coronavirus.

PIACENZA – Dei nove diagnosticati al virus, 5 sono ricoverati presso lo stesso nosocomio in isolamento, mentre 4 si trovano al proprio domicilio, sempre in isolamento. Tra i nuovi casi, vi sono anche due medici e un infermiere dell’ospedale di Piacenza. Il nosocomio sta mettendo in atto ogni misura per affrontare in modo adeguato la situazione. Su Facebook il presidente della Regione Stefano Bonaccini annuncia il potenziamento dei “laboratori nei quali vengono svolti i test tampone, a Bologna e Parma”. “Abbiamo inoltre individuato nella Rems di Reggio Emilia la struttura nella quale accogliere pazienti da isolare che non abbiano nelle loro abitazioni le condizioni per l’isolamento domiciliare”.

Ristorante Bellaria di Rivergaro: tutti negativi al test – Ecco la comunicazione dei titolari del ristorante dove ha cenato il “paziente 1”, 38enne di Codogno: Le autorità sanitarie ci hanno prontamente informato che siamo risultati tutti negativi al tampone. La notizia ci rende estremamente lieti, ma non solo, aspettiamo con entusiasmo i nostri clienti perché ora possiamo dire che il nostro locale è ufficialmente sicuro. 

Saremmo inoltre onorati di avere la redazione della stampa come nostra ospite per la disponibilità che hanno avuto nei nostri confronti, e per l’aiuto che ci hanno dato nel diffondere le notizie esatte. Riapriremo mercoledì a pranzo con enorme sollievo, sicuri che nel nostro locale non vi è alcun pericolo per noi e per la nostra clientela. Ringraziamo tutti gli amici e gli affezionati clienti che ci hanno mostrato completa solidarietà e sostegno; un ringraziamento particolare al sindaco di Rivergaro, Andrea Albasi, e al Comandante dei carabinieri di Rivergaro, Roberto Guasco.

UNIVERSITA’ CHIUSE – “Visto l’andamento del quadro epidemiologico – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha riunito la Cabina di coordinamento regionale – in via precauzionale, vista l’alta mobilità degli studenti, in accordo con il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e le nostre Università abbiamo deciso insieme la sospensione dell’attività didattica (lezioni, esami, sedute di laurea) in tutti gli atenei dell’Emilia-Romagna da lunedì 24, a sabato 29 febbraio compresi. Inoltre, stiamo valutando la chiusura di ogni scuola di ordine e grado, asili nido, impianti sportivi pubblici e privati e dei musei. Decisione che stiamo esaminando e definendo in tutti i suoi aspetti, anche alla luce dei provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri ieri sera”.

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