Così il Coronavirus manda alle stelle il prezzo dell’oro

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Il Coronavirus fa schizzare la quotazione dell’oro. Mai così alto il prezzo del metallo prezioso. La quotazione di lunedì 24 febbraio 2020 sfiora i 50 euro al grammo. Per avere un termine di paragone bisogna andare indietro fino al 1 ottobre 2012 , data nel quale si registrò un picco di 44,34 euro al grammo, per poi subire una battuta di arresto culminata al ribasso il 1 gennaio 2014 con un minimo di 28,22 euro al grammo.

Dal 1 settembre 2018, quando era quotato 33,34 euro al grammo, ha iniziato una inesorabilmente salita verso l’alto, seppur con qualche periodo di leggera decrescita, fino al picco odierno. E alcuni economisti, considerando macro fattori economici, stimano che entro fine maggio, se la situazione economica globale non dovesse mutare – anche in virtù di guerre, panico da Coronavirus, crisi di economie locali – la quotazione potrebbe toccare se non sorpassare i 60 euro al grammo.

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Si dimostra e si conferma che l’oro è un bene rifugio, tant’è che è custodito come forma di riserva monetaria nei caveau della banche centrali. Bankitalia, ad esempio, amministra le riserve ufficiali dell’Italia e, come altre banche centrali nazionali dell’Eurosistema, parte di quelle della Banca Centrale Europea (BCE). Le riserve ufficiali contribuiscono a sostenere la credibilità del Sistema europeo di banche centrali e possono essere utilizzate per interventi sul mercato dei cambi; quelle del Paese consentono di adempiere agli impegni dell’Italia nei confronti di organismi finanziari internazionali.

La quotazione dell’oro, inoltre, tendenzialmente va in controtendenza con il comportamento dei mercati finanziari. E in effetti, mentre l’oro sale, Piazza Affari ha aperto la seduta di lunedì 24 febbraio al ribasso, idem il prezzo del petrolio che si è deprezzato del 3 %.

Così accadde che in molti si rivolgono a gioiellieri o negozi specializzati per vendere bracciali, collane, ciondoli, anelli in oro. Così come sterline, marenghi o lingotti, per monetizzare le plusvalenze.

«Al momento non ho sterline d’oro, quotate oggi circa 370 euro. Mi sono rimasti 2 marenghi d’oro – commenta Daniele Moia, titolare dell’omonima gioielleria di via Calzolai a Piacenza – quotati oggi 305 euro ognuno. E pensare che fino a pochi mesi fa il loro prezzo era di 240 euro ciascuno».

Ma quel che colpisce è dover giustificare alla clientela l’impennata dei prezzi di braccialetti, orecchini e anelli. «Per un bracciale nuovo, in oro 18 carati, del peso di pochi grammi, servono oggi diverse centinaia di euro. I prezzi sono direttamente influenzati dalla quotazione dell’oro. Così i clienti hanno iniziato a valutare, già da qualche tempo, l’usato, la cui valutazione si aggira intorno ai 37 euro al grammo. Ma ultimamente anche il prezzo dell’oro usato fa storcere il naso, considerato da alcuni clienti troppo alto. Dopotutto il prezzo del ritiro applicato a chi vuole vendere vecchi monili d’oro è circa di 30 euro al grammo, e il Banco Metalli (fonderie) pagano a noi gioiellieri 33 euro al grammo. I conti son presto fatti. Sarebbe antieconomico ribassare i prezzi».

«Al momento è calata fortemente la richiesta di privati che erano soliti comprare monete auree come forma d’investimento – conclude Daniele Moia – Dopotutto, voi, andreste a pagare le ciliegie in pieno inverno a 15 euro al kg? O aspettereste qualche mese, nell’ottica che il prezzo scenda?».

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet https://www.coininvest.com/it/grafici/prezzo-oro/ dove troverete le quotazioni in tempo reale dell’oro. Al sito internet https://www.coininvest.com/it/ è invece possibile guardare le quotazioni dei metalli preziosi, monete auree, lingotti e relativi grafici.

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