Due bancomat nel mirino dei ladri nella notte, colpi falliti

Due bancomat nel mirino dei ladri nella notte tra venerdì e sabato 15 febbraio nel piacentino.

Con ogni probabilità in azione una banda specializzata, anche se nessuno dei due colpi ha avuto esito positivo.

Il primo tentativo di far saltare la cassa continua della Banca di Piacenza è avvenuto a Monticelli, in via Martiri della Libertà alle 2 e 30 circa, mezz’ora dopo stesso copione a Fiorenzuola in corso Garibaldi, alla Banca intesa. Entrambi in pieno centro.

Sul posto il radiomobile di Fiorenzuola, con i militari delle stazioni competenti, mentre le attività di indagine sono state affidate al nucleo investigativo di Piacenza.

Entrambe i tentativi sono stati eseguiti con dell’esplosivo, ma non ci sono stati danni strutturali alle banche e agli edifici che li ospitano.

Sono in corso le verifiche per acquisire i filmati delle telecamere nelle zone dove sono avvenuti gli assalti falliti.

Prematuro collegare i due casi di stanotte all’episodio di Travo di qualche giorno fa, le indagini sono in corso.

Si presume sia entrata in azione la stessa banda, con ogni probabilità due persone, con sciarpe e cappelli in testa.

BANCA DI PIACENZA “CHIEDIAMO COLLABORAZIONE DEGLI ABITANTI” (nota stampa) –  Due assalti ad altrettanti bancomat (Monticelli e Fiorenzuola d’Arda) in una notte. Il dott. Pietro Coppelli, componente la Commissione ABI-Associazione Bancaria Italiana e condirettore generale della Banca di Piacenza, prende posizione facendo appello ai cittadini. «Anche questa notte – dichiara il rappresentante piacentino della Commissione regionale ABI – due assalti a due bancomat, dopo tutti quelli degli scorsi mesi. Sono assalti andati a vuoto, ma non per questo non dannosi. Con le particolari protezioni che la Banca di Piacenza ha applicato ai propri apparecchi, si riesce ad evitare di essere svaligiati, ma il danno alle apparecchiature c’è comunque ed anche rilevante per migliaia e migliaia di euro. Sostanzialmente ogni ripristino di un bancomat, anche solo forzato, comporta una spesa di circa 40mila euro, puramente di esborso. Se poi riuscissero a prelevare denaro, abitualmente si raggiunge una somma superiore a 100-110mila euro, considerato che questi attacchi vengono effettuati nelle giornate – ad esempio del venerdì o nei prefestivi in genere – nelle quali i malviventi sanno che i bancomat sono più carichi per soddisfare le esigenze della clientela di approvvigionarsi di contante». La dichiarazione del dott. Coppelli così prosegue: «Le operazioni dei malviventi per attaccare un bancomat durano diversi minuti ed i loro comportamenti sono anche facili da individuare. Abitualmente devono introdursi nei locali retrostanti l’apparecchiatura per prelevare il contante e poi introdurre i cavi o i sistemi per aprire il bancomat. Chiediamo la collaborazione degli abitanti e dei vicini di casa perché segnalino ogni movimento sospetto intorno a questi apparati alle Forze dell’ordine, agli istituti di vigilanza o alla banca interessata. Tenendo per quanto possibile sott’occhio i movimenti intorno agli stessi apparati e tenendoli attenzionati. Al proposito va tenuto presente che questo servizio rende ormai ben poco, quando ci guadagnano, agli Istituti bancari, i quali tengono i bancomat in funzione essenzialmente per rendere un servizio. Se i danni continueranno a verificarsi con l’attuale ritmo è gioco forza che le banche non possano più mantenerli, tenendo presenti tutte le spese (di assicurazione, di rifornimento a mezzo portavalori, ecc.) che essi comportano. Se con la collaborazione dei cittadini (e tenendo presente che questi apparati sono perlopiù collocati in zone centrali) non si riuscisse a porre fine a questi danneggiamenti e sottrazioni di denaro continue, presto si verificherà che verrà a mancare il servizio in più centri».

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