Interrogazione di Foti e Murelli: “Paziente con sintomi ricoverato in Medicina Interna”

Interrogazione parlamentare dei deputati piacentini Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ed Elena Murelli (Lega) al Ministro della Salute Roberto Speranza. Al centro del quesito la prassi adottata all’interno dell’ospedale di Piacenza nell’accogliere una paziente che ha accusato sintomi riconducibili al coronavirus.

Ecco il testo – L’emergenza provocata dal cosiddetto corona virus richiede l’applicazione scrupolosa, soprattutto nei presidi ospedalieri, di protocolli volti a scongiurare la sua possibile diffusione negli stessi; risulta all’interrogante che il giorno 21 febbraio 2020, verso le ore 10, sia giunta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Piacenza una persona anziana, proveniente da Codogno (Lodi), che presentava sintomi di grave polmonite virale, compatibili con il citato virus;

Alle ore 17 del predetto giorno – quando già l’assessore alla sanità della Regione Lombardia aveva annunciato che nella provincia di Lodi, in particolare nel comune di Codogno, si sospettava la possibile diffusione del corona virus – la citata paziente veniva ricoverata al reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Piacenza – struttura priva dei presidi atti ad adeguatamente tutelare il personale medico e di assistenza, oltre che i ricoverati, dalla possibile contrazione del virus in questione – anziché nel reparto di Malattie Infettive. Solo successivamente, accertato che la paziente risultava positiva ai test del corona virus, la stessa veniva trasferita nel reparto di Malattie Infettive; resta però da accertare e verificare se il personale di medicina interna e le persone eventualmente venute a contatto con la predetta paziente nella struttura ospedaliera di Piacenza debbano – o meno – essere sottoposte al periodo di quarantena;

Risulta altresì essere stata ricoverata presso la medicina d’urgenza anziché al reparto di Malattie Infettive, sempre dell’ospedale di Piacenza, la manager di un’importante azienda con sede a Casalpusterlengo (Lodi), in seguito – fortunatamente – risultata negativa ai test volti ad accertare o meno la contrazione del virus; se le questioni sopra rappresentate siano state affrontate nelle riunioni convocate dalla Prefettura di Piacenza – riunioni dalle quali sono stati sistematicamente esclusi i parlamentari del territorio piacentino, costretti ad apprendere delle decisioni assunte nelle stesse dai giornali on line -e in caso di risposta affermativa quali specifiche iniziative siano state assunte al riguardo.

Nel caso in cui le questioni rappresentate risultino ignote, se e quali urgenti iniziative intendano suggerire e/o assumere i Ministri interrogati al fine di evitare il possibile ripetersi di fatti analoghi a quelli evidenziati, e ciò a tutela – in primo luogo – della salute pubblica; se sia a conoscenza dei Ministri interrogati – e quale ne sia la valutazione – il fatto che dalle riunioni convocate presso la struttura ospedaliera di Piacenza per valutare come fronteggiate la situazione organizzativa della stessa, soprattutto in ragione della chiusura del vicino ospedale di Codogno, siano sistematicamente escluse le capo sala; se quali specifiche azioni risultino assunte per adeguatamente informare – ma non solo – i medici di medicina generale – da sempre, in ogni emergenza, in prima linea – che allo stato risulterebbero privi di specifiche indicazioni sulle procedure e le azioni da intraprendere, oltre che dei dispositivi di primo intervento (DPI).

Se risulti infine in essere – e sia stato condiviso con il Ministro della Salute – un protocollo della Regione Emilia-Romagna volto ad affrontare e gestire l’attuale situazione di crisi, atteso che l’affermazione resa alla conferenza Stato-Regioni dal Presidente Bonaccini secondo il quale la filiera della prevenzione risulta smentita dai fatti più sopra evocati.

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