L’Opera minima, piccolo scrigno musicale ed artistico fotogallery

I melomani lirici sono generalmente conservatori e tradizionalisti e normalmente poco sensibili al moderno ed alle novità.

Così un pubblico non certo numeroso ha presenziato alla prima assoluta dell’opera lirica in un proscenio “L’Opera Minima”, su libretto di Claudio Saltarelli, con dieci miniature melodrammatiche parzialmente e liberamente tratte da Farfalle, Effetti di luce di Luigi Illica ed un epilogo con musiche di Joe Schittino, andata in scena nel pomeriggio di domenica 9 febbraio al teatro Municipale di Piacenza, in forma di concerto.

Spettacolo breve ma molto gradevole, con una musica non d’avanguardia ma di stile neo romantico composta da un artista eclettico di notevole successo internazionale, in Germania in particolare. Musica e poesia tra muse secondo un poema delicato, di forte sensibilità dove si snodano dieci quadri – realizzati dall’artista piacentino Guido Morelli – con epilogo finale: ciliegi nipponici, promenade al sepolcro illichiano.

Il libretto di Carlo Saltarelli, dedicato al grande librettista e letterato Luigi Illica in occasione del centenario della sua morte, è davvero molto bello, ispirato e musicale, con cenni tratti da molte opere liriche assai conosciute. Anche le pagine musicali di quel grande musicista Joe Schittino sono quanto mai suggestive ed avvolgenti. Questa Opera minima è davvero un piccolo scrigno musicale ed artistico. Ad interpretarla sul palcoscenico un gruppo di giovani cantanti con voci ancora in modulazione ma tutti musicalmente molto bravi, con parti da solisti e d’insieme. Se la sempre bravissima Renata Campanella è stata un insieme di personaggi interpretati con maestria, accanto a lei tutti hanno ben figurato: le compagne Federica Sardella, Eunbyul Cho, Eri Arai, Veronica Granatiero, Cinzia Chiarini, Jihye Kim, Mae Hayashi, Paola Lo Curto e le parti maschili di Alessandro Fantoni, Rino Matafù, Lorenzo Sivelli e Juliusz Loranzi. A questi va aggiunto il fisarmonicista solista Matthieu Grange.

L’Orchestra Giovanile Della Via Emilia è stata davvero sorprendente per bravura e pulizia d’esecuzione, diretta magistralmente dal direttore Giovanni Di Stefano. In definitiva uno spettacolo di assoluto valore artistico e spettacolare che avrebbe meritato una maggiore attenzione.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.