“Ordinanza scuole? Decide la nuova Giunta regionale”

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“Sarà la nuova Giunta regionale, che si insedierà domani, a decidere in merito alla decisione se prorogare o meno la chiusura delle scuole”.

Lo ha detto l’assessore regionale – uscente – Sergio Venturi, in occasione del suo ultimo collegamento in diretta Facebook da Bologna, prima di passare le sue deleghe a Raffaele Donini. Venturi chiarisce che nulla è ancora stato deciso in merito a un’eventuale proroga dell’ordinanza sulla chiusura delle scuole che, al momento, è destinata a concludersi il primo marzo anche a Piacenza.

Restano 97, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus: 63 a Piacenza, 18 a Modena, 10 a Parma e 6 a Rimini. L’aggiornamento del pomeriggio del 27 marzo non presenta infatti variazioni rispetto alla mattinata. Cambia invece il quadro clinico: oltre la metà dei pazienti, 54, sta svolgendo il periodo di isolamento a casa, molti dei quali senza sintomi, e la maggior parte di quelli ricoverati non è grave. I pazienti in terapia intensiva sono 6. Resta confermato come, al momento, non vi sia un focolaio autonomo in Emilia-Romagna.

Venturi ha spiegato il motivo dell’incremento dei casi positivi registrati in mattinata rispetto a ieri sera, quando erano 47. “Un aumento che in gran parte ci aspettavamo, perché nei giorni scorsi abbiamo spinto molto il piede sull’acceleratore dei tamponi, oltre mille refertati ed eseguiti su persone asintomatiche principalmente a contatto con casi positivi, prima che le indicazioni nazionali stabilissero la necessità di fare il test tampone solo in caso di sintomi manifesti”.

“Il fatto che per oltre la metà dei pazienti l’ambiente di cura sia quello domestico – ha spiegato l’assessore – è da un lato tranquillizzante, dall’altro stiamo procedendo con l’armonizzazione dell’effettuazione dei test alle indicazioni nazionali, per le quali vanno effettuati sulle persone sintomatiche. Pertanto, il contatto asintomatico continuerà ad essere isolato in quarantena per 14 giorni, e gli sarà effettuato il tampone solo in caso di comparsa di sintomi. Mi aspetto dunque che nei prossimi giorni il ritmo dei casi positivi possa diminuire. Nella situazione data, abbiamo diversi elementi da valutare positivamente, a partire dal fatto che nella maggioranza dei casi si guarisca semplicemente stando a casa e assumendo degli antipiretici”.

Alle nuove indicazioni sui tamponi, Venturi ha ricordato che continua ad affiancarsi, sempre sul piano diagnostico, la linea ‘aggressiva’ messa in campo dalla Regione fino ad ora: tutti i pazienti con polmonite in ospedale vengono sottoposti a tac del torace e tampone. E a questo proposito, tra tutte le indagini effettuate, soltanto in un caso – quello di Cattolica (Rm) è stata riscontrata la positività.

I nuovi casi – Rispetto a ieri pomeriggio, i 50 nuovi casi riguardano prevalentemente Piacenza, dove sono 35; 2 Parma (dove l’origine del contagio rimane Codogno, dove si era recato un pullman di ballerini) e 3 Rimini (questi ultimi tutti correlati al primo paziente di Rimini). Infine, 10 nuovi casi sono a Modena, sette dei quali riconducibili alla persona che si era recata nel Basso Lodigiano e prima contagiata nel territorio provinciale; gli altri tre riguardano un uomo che ha ricevuto la visita del figlio arrivato dalla Lombardia e due persone sulle quali sono in corso approfondimenti epidemiologici. Per quanto riguarda i 6 casi complessivi di Rimini, sono tutti contatti del proprietario del ristorante, dipendenti o avventori; è ancora in corso l’indagine, non solo epidemiologica, per verificare se i clienti che nell’ultimo mese avevano pernottato nella struttura limitrofa fossero provenienti dal Basso Lodigiano.

Presidi di protezione distribuiti a breve, anche ai medici di base – L’assessore ha ricordato che si sono già svolti alcuni degli incontri previsti in assessorato con i medici per fronteggiare insieme le criticità, a partire dalla mancanza dei presidi di protezione. Rispetto a martedì, quando si è svolta la riunione con i medici ed è stato rivolto anche dal presidente Stefano Bonaccini un appello a livello nazionale per reperire il materiale necessario a tutela degli operatori, la situazione è migliorata: sono già stati ripartiti tra le Aziende sanitarie i quantitativi (sulla base della popolazione e dei casi presenti); nelle prossime ore avverrà la distribuzione e anche i medici di famiglia disporranno dei presidi di protezione individuale.

Tra gli incontri già svolti, anche quello, stamani, con le Organizzazioni sindacali del comparto e Confederali, giudicato proficuo e conclusosicon un verbale di incontro su varie tematiche relative al personale, tra cui le assenze dal lavoro.

Riammissione a scuola: nessun bisogno di sanificare gli istituti – 
Sarà la nuova Giunta, operativa da domani, ad assumere le prossime decisioni – a partire dalla riapertura o meno di scuole e servizi educativi per l’infanzia -anche attraverso la valutazione condivisa con la comunità scientifica, le autorità nazionali, le altre Regioni e i Comuni.

“Sono il primo ad auspicare un ritorno verso una maggiore normalità- ha affermato Venturi-, anche per dare un segnale ai cittadini, alle famiglie e ai ragazzi che sono a casa da scuola. Ma si ragionerà sulla base delle valutazioni fatte in modo approfondito con esperti e tecnici”. Una cosa, intanto, l’assessore ha voluto chiarire: non c’è alcun bisogno di sanificare le scuole, perché in Emilia-Romagna non c’è un solo caso positivo proveniente da asilo nido, materne o scuole di ogni ordine e grado.

Immissione a scuola dei bambini: nessun certificato medico necessario, ad eccezione di malattia superiore ai 5 giorni (lo prevede il decreto del Governo) – Non è necessario alcun certificato medico per il rientro a scuola (di ogni ordine e grado) degli studenti. È necessario, invece, se l’assenza da scuola è dovuta a una malattia di durata superiore a cinque giorni: in questo caso, a stabilirlo è il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (23 febbraio 2020, n.6), fino al 15 marzo la riammissione a scuola dovrà avvenire, appunto, dietro presentazione del certificato medico, in deroga alle disposizioni vigenti in Emilia-Romagna dove la certificazione di riammissione scolastica è stata abolita da anni.

Per evitare afflussi eccessivi negli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di libera scelta, il consiglio è di non presentarsi direttamente ma di contattare preventivamente il medico. E, per i pazienti con la febbre o con sintomi respiratori, rimane valida la raccomandazione di non recarsi negli studi dei medici senza averli contattati prima per telefono.

Naturalmente, anche in questo periodo e come sempre, i medici rilasceranno ai propri assistiti certificazioni sul loro stato di salute che attestino i dati anamnestici raccolti e i rilievi clinici constatati o oggettivamente documentati. Quindi i lavoratori che vogliono fruire del congedo per l’assistenza ai figli minori potranno ottenere gratuitamente dal medico, generalmente il pediatra di base, il certificato che attesti unicamente lo stato effettivo di malattia del figlio. Non possono essere chiesti certificati di malattia o di riammissione scolastica se non per i casi in cui lo stato di malattia sia effettivamente intervenuto.

Laboratori per i tamponi e numero verde regionale: 1.899 chiamate – Ai laboratori per l’analisi dei tamponi di Bologna (Crrem del Sant’Orsola) e Parma (laboratorio dell’Università), per i quali è stata rafforzata l’operatività con l’acquisto di ulteriori tecnologie, si aggiunge da oggi il laboratorio Unico del Centro Servizi dell’Ausl Romagna,con sede a Pievesestina di Cesena. Si ricorda anche il numero verde regionale, 800.033.033 (oltre a quelli attivati direttamente dalle Aziende sanitarie e al numero nazionale 1500) per ricevere informazioni e indicazioni sul comportamento da tenere in presenza di sintomi sospetti.

Al numero verde regionale 800.033.033 oggi sono arrivate 1.899 chiamate, con una percentuale di risposta del 75,9 %./EC

VIDEO – LA CONFERENZA STAMPA DELL’ASSESSORE VENTURI

“Avete riportato – ha detto ai giornalisti in sala – alcune cose un po’ diverse da quelle che ho detto e infatti mi hanno anche sgridato, e hanno fatto bene. Adesso la riprovo a dire in maniera articolata: l’ordinanza sulle scuole è stata presa, domenica scorsa, a metà tra la protezione della salute e le precauzioni di carattere generale. Ed è quindi del tutto evidente che queste due cose vanno ricommisurate e sono quindi consapevole che domani la nuova giunta farà le sue valutazioni, condividerà le considerazioni dei sindaci dei capoluoghi di provincia, ragion per cui domani sarà presa una decisione”.

“Sapete poi che ci sono molti auspici in queste ore che si possa allentare la presa e tornare a una situazione più normale, visto che ci stiamo rendendo tutti conto che non ci troviamo di fronte ad una situazione che al momento non desta preoccupazione rispetto alla pesantezza della malattia, e quindi io sono il primo ad auspicare che questo allentamento possa essere preso per dare un segnale ai cittadini, alle famiglie e ai ragazzi. Lo dico perché a casa ne ho uno anch’io – si lascia scappare l’assessore, con un filo di ironia -: vorrei che da lunedì potesse tornare a calcare le aule del liceo, perché ce ne’è bisogno. L’unica preoccupazione che lui ha è…”Non è che poi ci fanno recuperare queste giornate?” Io gli ho detto che non lo so, non è la Champions, in ogni caso è bene che i ragazzi studino, e questo lo fanno meglio a scuola che a casa propria”.

Venturi non esclude un confronto anche con altre Regioni (ad esempio la Lombardia ha deciso di procedere con la riapertura delle scuole e stop a altre limitazioni) e sottolinea “non c’è nessun bisogno di sanificare le scuole, sono ambienti sicuri. Non abbiamo nessun caso di contagio da scuola in Emilia Romagna”.

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