Panico da coronavirus, a Piacenza crescono del 18,5% le vendite della grande distribuzione

Il panico da Coronavirus ha spinto anche tanti piacentini ad una corsa ai rifornimenti e a fare scorta di provviste, specialmente acqua, cibo in scatola, pasta, zucchero, sale, olio, aceto, surgelati e prodotti per la disinfezione come la candeggina o i disinfettanti per le mani andati letteralmente sold-out nel giro di poche ore.

IRI ha elaborato le prime stime sull’impatto sulle vendite della Grande Distribuzione dato dal diffondersi dei casi nel nostro paese: “L’impatto sulle vendite della settimana tra il 17 e il 23 febbraio – spiegano – quando la diffusione delle notizie e le ordinanze restrittive sono state attivate – è stato molto significativo nelle province toccate dal fenomeno in Lombardia, Emilia e Veneto, e nelle zone prossime ad uno dei focolai del virus, quello del “triangolo” Codogno – Casalpusterlengo – Castiglione d’Adda”.

“In tutte le province – proseguono – è evidente una crescita sostanziale, con ogni probabilità legata a una ricerca di disinfettanti e materiale igienico ma anche beni di prima necessità, come farina, passate, zucchero, sale, latte e acqua. Il resto del paese, sempre secondo le stime ad oggi elaborate ha registrato nell’analogo periodo un incremento delle vendite pari al 2,7%”.

Il caso più eclatante si registra a Piacenza dove il picco dell’andamento delle vendite dei negozi monitorati da IRI ha mostrato un incremento del 18,5% rispetto alla media delle 4 settimane precedenti. Più contenuti gli effetti nella provincia di Lodi dove si registra “solo” un 7% in più. Si è trattato di un afflusso straordinario ai punti vendita che ha coinvolto anche il capoluogo Lombardo. Milano ha infatti registrato nella medesima settimana un 11,9% di vendite in più. Andando poi ad analizzare quella che è stata definita la “zona rossa” le stime di IRI ad oggi elaborate indicano un calo degli acquisti pari al 15,6% sempre rispetto alla media delle 4 settimane precedenti.

Numeri che testimoniano come il timore – per altro ingiustificato – di una imminente chiusura forzata di market e ipermercati abbia spinto tante persone a riempire i carrelli della spesa di generi alimentari. “Sono dati ancora preliminari, ma comunque abbastanza significativi. Il fenomeno è purtroppo inedito nelle sue dimensioni e gli impatti che potrà avere sulla filiera del Largo Consumo sono di difficile previsione – ha commentato Angelo Massaro, Amministratore Delegato di IRI -. Dal nostro punto di vista continueremo a monitorare con tempestività la situazione fornendo aggiornamenti regolari sui trend con occhio particolare al canale Online per il quale ci aspettiamo dinamiche simili”.

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