Recuperate dopo 7 anni le opere d’arte rubate dalla chiesa di Rallio. Erano state vendute all’estero

Sono state recuperate dai carabinieri diverse opere d’arte sacra rubate quasi sette anni fa dalla Chiesa di Sant’Ilario Vescovo di Rallio di Montechiaro, frazione di Rivergaro (Piacenza).

Ad individuare le opere i militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia e dell’Arma Territoriale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pavia, a seguito di complesse e prolungate attività di indagine, svolte con l’ausilio della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più grande banca dati di opere d’arte rubate esistente al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma.

Si tratta di un Crocifisso in legno di cui la scultura raffigurante Gesù Cristo (scultore emiliano del XVIII-XIX sec.); di due Candelieri in legno scolpito e argentato con piedi a zampe leonine (seconda metà XIX sec.); di due due candelieri in legno scolpito e argentato, con piedi a voluta (XVIII sec); di due candelieri in legno intagliato, argentato (XVIII sec.); di due cornici in legno intagliato, relative a due cartegloria “ante et post missam” di forma mistilinea decorate da volute e riccioli (bottega piacentina del XVIII sec.), la cui parte interna a stampa è stata sostituita con specchi: tutte erano state trafugate da ignoti presumibilmente nel periodo compreso presumibilmente tra il 28 febbraio e il 3 marzo 2013 dalla Chiesa della piccola frazione nel piacentino.

Dopo il furto e la ricettazione – riferiscono gli inquirenti – i beni erano stati illecitamente esportati all’estero e commercializzati presso una nota fiera antiquariale inglese. Reintrodotti sul mercato italiano a seguito di ulteriori transazioni e compravendite, sono stati individuati e recuperati nelle province di Venezia, Milano e Pavia presso ignari collezionisti. I beni recuperati sono stati riconosciuti dal legittimo proprietario e la competente Autorità Giudiziaria ha già disposto la loro restituzione. Una persona è stata denunciata per ricettazione.

“Le opere recuperate – viene sottolineato – rappresentano importanti testimonianze dell’arte scultorea di ambito ecclesiastico del XVIII e XIX secolo in territorio emiliano-piacentino, e la loro restituzione al patrimonio culturale nazionale e locale è pertanto da considerarsi oltre che ”un ritorno a casa”, anche un deterrente contro i furti sacrileghi”.

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