“Rilevato difetto interno all’attuatore, Rfi ha sospeso il montaggio di scambi di questo tipo”

Disastro Frecciarossa, è stato riscontrato un problema tecnico all’interno dell’attuatore che avrebbe causato il deragliamento del 6 febbraio scorso in provincia di Lodi.

Lo conferma Marco D’Onofrio, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie, riferendo in Commissione lavori pubblici al Senato in merito all’incidente che ha visto 2 vittime e 31 feriti. “E’ arrivata ieri sera comunicazione dalla procura del rilevamento di un difetto interno all’attuatore: da prove in campo sembra ci sia un’inversione dei cablaggi interna al dispositivo che si è andato a sostituire – ha detto -. Questo giustifica il problema trovato dai manutentori nel fare le verifiche prima di rilasciare l’apparato al regolatore di circolazione, qualcosa evidentemente non funzionava a dovere. E’ una prima evidenza ma non giustifica completamente tutto. Noi come agenzia ci accingiamo a fare una procedura di ‘safety alert’ una volta noti gli estremi del componente e del lotto di fabbricazione: avviseremo tutte le autorità di ‘safety’ europee del difetto riscontrato sul componente. Rfi intanto ha sospeso il montaggio di ulteriori attuatori di questo tipo in attesa di capire quello che è accaduto”.

Sul perché il deviatore fosse posizionato in modo non corretto non è ancora stata fatta chiarezza. “L’evidenza è che il deviatoio era in posizione rovescia. E’ abbastanza incomprensibile anche per noi, alla luce delle informazioni che abbiamo, cosa è successo e perché è successo”, risponde D’Onofrio a chi ha chiesto perché il treno avesse avuto via libera alla normale circolazione in quel tratto.

“DIRAMATO ALERT SICUREZZA” – Il procuratore di Lodi Domenico Chiaro ha spiegato che la Procura ha diramato un alert di sicurezza dopo che gli stessi periti nominati dalla procura, per indagare sulla dinamica del deragliamento del Frecciarossa, hanno confermato l’esistenza di un problema elettrico dello scambio numero 5,
quello ‘incriminato’ per aver fatto deragliare il convoglio. “Lo abbiamo dovuto fare – ha detto il procuratore – perchè quei componenti, prodotti da un fornitore di Rfi, vengono venduti in tutta Europa”. (Fonte Ansa).

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