Salgono a 16 i contagi, ma “a Piacenza nessun focolaio” Aperto il posto medico in ospedale foto

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AGGIORNAMENTO 24 febbraio – Due nuovi casi di positività al Coronavirus a Piacenza nel pomeriggio del 24 febbraio.

Salgono così a 16 i contagi nella nostra provincia, l’ultimo caso nel pomeriggio di lunedì riguarda un operatore dell’Ausl di Piacenza: “Su 62 referti arrivati tra stamattina e oggi pomeriggio solo due sono positivi e confermano come a Piacenza non ci sia un focolaio autoctono – sottolinea il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino -, tutti coloro che sono positivi sono residenti nel lodigiano o si tratta di operatori sanitari contagiati all’interno dell’ospedale”.

“Già da oggi – prosegue Baldino – abbiamo una prima zona all’interno dell’ospedale per i casi sospetti, che sarà raddoppiata entro domani; sempre domani attiveremo un secondo numero telefonico, al momento siamo in pari con tutti i tamponi presi sul territorio e posso dire che la situazione è sotto controllo”.

I casi di Coronavirus in Emilia-Romagna – I 16 casi di Piacenza riguardano tutte persone venute in contatto con malati (o perché parenti o perché operatori sanitari); dei due contagiati a Parma, una è una donna che a Codogno assisteva la madre ricoverata in ospedale, l’altro un uomo che si era recato a ballare nel paese lombardo. L’unico caso di Modena, infine, riguarda un operatore edile che ha frequentato per 2-3 settimane i luoghi infetti e anche in questo caso è venuto in contatto con una persona malata.

Posto medici avanzato

Intanto dalle ore 20 di lunedì sono iniziate le attività all’interno del Presidio medico avanzato (PMA)nelle foto – esterno al Pronto soccorso dove tutte le persone verranno sottoposte a triage e poi smistate all’interno dei servizi ospedalieri. Il direttore generale Baldino, il prefetto Maurizio Falco e il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, insieme ad altre autorità, andranno ad augurare un proficuo lavoro agli operatori sanitari impegnati nella struttura. Martedì la Croce Rossa allestirà presidi analoghi agli ospedali di Fiorenzuola e Castelsangiovanni: come per la struttura messa a disposizione dalla protezione civile, comitato regionale di Bologna, e montata dagli operatori Anpas davanti alla piazzetta del pronto soccorso dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, avrà funzione di pre-triage e smistare i pazienti che saranno presi in carico dalle strutture ospedaliere piacentine.

Croce Rossa Presidio Medico

19 I CASI IN EMILIA ROMAGNA – 19 in tutto finora i casi di Coronavirus in Emilia Romagna: oltre ai 16 di Piacenza, se ne registrano due a Parma e uno a Modena. “Tutti – ha evidenziato l’assessore uscente alle Politiche per la Salute Sergio Venturi – sono riconducibili al focolaio lombardo”.

Numero verde regionale – Attivo un numero verde regionale che si aggiungerà al 1500 nazionale e al 0523 317979 sul territorio di Piacenza: 800033033.

VIDEO – LA CONFERENZA STAMPA IN REGIONE

LA NOTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA – Coronavirus, salgono a 19 i casi di positività in Emilia-Romagna: 16 a Piacenza, 2 a Parma e 1 a Modena, tutti riconducibili al focolaio lombardo. Da domani attivo, per informazioni, il numero verde regionale 800.033.033. Il presidente Bonaccini: “Nessun allarmismo, ci sono tutte le condizioni per superare questo periodo con efficacia”. L’assessore Venturi: “Il sistema opera a pieno regime. Stop alle fake news, pronti a denunciare chi semina il panico”

Rimane in vigore fino al primo di marzo l’Ordinanza di Ministero-Regione, definiti i criteri applicativi. Reperito dalla Regione un milione di mascherine chirurgiche, a cui se ne aggiungeranno 500mila a settimana: saranno distribuite nei territori agli operatori sanitari. Da giovedì attivo a Pievesestina il terzo laboratorio regionale

Salgono a 19 i casi positivi al Coronavirus in Emilia-Romagna, gli ultimi due dei quali riscontrati a Piacenza: si tratta di due operatori dell’ospedale cittadino venuti a contatto con un paziente positivo ricoverato. Complessivamente, dunque, le persone risultate positive al tampone su tutto il territorio regionale sono 16 a Piacenza, 2 a Parma e 1 a Modena. Tutti riconducibili al focolaio lombardo. Grazie al lavoro svolto dall’intero sistema sanitario, è stato possibile ricostruire per ognuno il percorso epidemico, e pertanto tutti i contagi hanno provenienza nota, che porta sempre al primo anello della catena, quella del basso Lodigiano.

Più controlli e numero verde: 800.033.033 – Questo l’aggiornamento sul numero di contagiati e sulle misure adottate per contrastare e contenere la diffusione del virus sul territorio regionale, fatto oggi in Regione, a Bologna, dall’assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi, che ha anche annunciato il numero verde regionale, 800.033.033, attivo da martedì e a disposizione delle persone che potranno chiamare per avere informazioni e indicazioni sul comportamento da tenere in presenza di sintomi sospetti. E da giovedì ai due laboratori finora operativi per l’esame dei tamponi – il Crrem del Sant’Orsola di Bologna e quello dell’Università di Parma, per i quali è stata rafforzata l’operatività con l’acquisto di ulteriori tecnologie – si aggiungerà quello di Pievesestina (Cesena), in capo all’Ausl Romagna.

Secondo il principio della massima precauzione, non solo in Italia ma anche in Emilia-Romagna si sta eseguendo un elevato numero di tamponi (oltre mille in regione), e l’indicazione sul territorio regionale è quella di effettuare tamponi e di eseguire una tac del torace a tutte le persone ricoverate con polmonite interstiziale. Inoltre, questa sera a Piacenza sarà aperto il presidio medico avanzato a protezione degli operatori, che servirà a dividere già all’ingresso i pazienti con possibili sintomi da Coronavirus dagli altri.

“Stiamo cercando di fare tutto il possibile per contrastare la diffusione del Coronavirus- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini– adottando misure precauzionali che ci chiamano, tutti quanti, a fare la nostra parte, collaborando in un impegno che sia collettivo, dell’intera comunità regionale. Senza cedere ad allarmismi o panico di sorta: è in atto la piena collaborazione con il Governo, le autorità sanitarie nazionali, la Protezione civile, la comunità scientifica, le altre Regioni, i sindaci e ci sono tutte le condizioni per uscirne insieme, grazie a un lavoro di squadra nel quale l’Emilia-Romagna ha già dato prova più volte di riuscire a fare bene e con efficacia. Sono peraltro orgoglioso del lavoro che stanno facendo tutte le strutture, i professionisti, gli operatori coinvolti nella gestione di questa vicenda. La Regione Emilia-Romagna garantirà l’effettuazione di ogni intervento ritenuto utile perassicurare a tutti per garantire la tutela della salute pubblica e la migliore qualità delle prestazioni fornite ai cittadini”.

“Stiamo lavorando a pieno regime, e finora con buoni risultati- ha affermato Venturi-. Essere riusciti a ricostruire tutto il percorso epidemiologico delle persone contagiate è importantissimo, e siamo fiduciosi di poter continuare su questa strada, anche intensificando i controlli e i tamponi. Non abbiamo nessun nuovo contagio di cui non ci spieghiamo la provenienza, e questo è positivo. Voglio quindi ribadire e invitare tutti i cittadini, per quanto possibile, a non farsi prendere dal panico e da inutili allarmismi. Ma voglio anche dire che non avremo nessuno scrupolo a denunciare chi sta diffondendo delle fake news: è un comportamento infame quello di seminare terrore nelle persone”.

I provvedimenti assunti – Tra i provvedimenti ricordati dall’assessore, il testo, trasmesso dalla Regione alle Prefetture, con i chiarimenti applicativi dell’Ordinanza emanata ieri dal ministero della Salute e dal presidente della Regione, che resterà in vigore fino a domenica 1^ marzo. Viene dato lo stop a tutte le manifestazioni e le iniziative che, comportando l’afflusso di pubblico, esulano dall’ordinaria attività delle comunità locali. Le autorità territoriali competenti potranno disporre ulteriori prescrizioni, in ragione di particolari esigenze delle comunità locali

Previsti anche specifici incontri in assessorato con farmacisti, medici di base e pediatri di libera scelta, alcuni dei quali già fissati, per fare il punto della situazione ed esaminare insieme problemi e criticità; l’assessorato è al lavoro, inoltre, per esaminare il tema della protezione degli operatori sanitari nelle carceri.

Pronte 1 milione di mascherine per gli operatori – Intanto la Regione ha reperito 1 milione di mascherine chirurgiche da utilizzare negli ospedali e negli ambulatori, a cui se ne aggiungeranno 500mila a settimana dalla prossima settimana, che saranno distribuite nei territori agli operatori sanitari. A questo proposito, l’assessore ha ricordato che è stato chiesto al Dipartimento di protezione civile, con cui la Regione è in costante contatto, di intervenire per aumentare la produzione nazionale dei presidi più sofisticati di protezione individuale per gli operatori, come mascherine, calzari, cuffie.

“Ringrazio ancora una volta tutti gli operatori, dalla sanità alla Protezione civile, che stanno lavorando con il massimo impegno per affrontare questa emergenza- ha concluso Venturi-. Stiamo operando a stretto contatto con il Ministero della Salute e il Dipartimento nazionale di Protezione civile e da domani ci sarà un coordinamento tra i presidenti delle Regioni e il ministero per concertare ancor più le misure da adottare”.

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