Altri 8 casi a Piacenza, 2 dimessi “Una persona arrivata da Codogno, segnaleremo alla Lombardia”

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AGGIORNAMENTO 26 febbraio, ore 18 – Una mamma, positiva al Coronavirus, che all’ospedale di Piacenza partorisce un bambino che sta bene e che non ha il virus, e i primi due pazienti dimessi. Sempre dal nosocomio piacentino, infatti, sono usciti un signore di Codogno e un operatore sanitario di Piacenza che lavora al Pronto soccorso del Comune lodigiano, dove fece il triage al paziente 1 (il primo a essere contagiato in Italia). Entrambi, adesso, osserveranno un periodo di isolamento precauzionale a casa, ma stanno bene.

Sono invece otto i nuovi casi di positività al coronavirus a Piacenza che fanno salire il totale a 28 sul nostro territorio (ai quali si aggiungono i tre piacentini al momento a Tenerife). A fornire gli aggiornamenti l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi: “Si tratta – ha detto in riferimento ai nuovi casi in Piacenza – di persone che si sono presentate autonomamente questa notte, una delle quali – posso dirlo con sufficiente margine di certezza – è arrivata da Codogno: fatto, quest’ultimo, che stiamo segnalando alla Regione Lombardia: non abbiamo rimandato indietro nessuno, ma i pazienti di Codogno avremmo piacere rimanessero nell’ospedale di Lodi o similari. Anche gli altri sette hanno una frequentazione nella “zona rossa” lombarda, la metà si trova attualmente al proprio domicilio”.

Mauro Codeluppi, direttore Malattie infettive all’ospedale di Piacenza, spiega: “I due pazienti che abbiamo dimesso ieri non avevano una sintomatologia grave. Pur avendo contratto il virus, non sono mai andati incontro a insufficienza respiratoria, ma solo a febbre e sintomi respiratori minori. Il primo, il triagista che lavora all’ospedale di Codogno, è stato in reparto dalla notte tra sabato e domenica fino a ieri mattina. Il secondo, medico del nostro ospedale, ha avuto un ricovero ancora più breve, da domenica a martedì. Entrambi sono stati dimessi perché ormai senza febbre e clinicamente guariti, con l’unica raccomandazione di trascorre un ulteriore periodo di isolamento a casa, per il tempo necessario a escludere una residua contagiosità.

Intanto, in Emilia-Romagna il numero di casi positivi sale a 47, alla luce dei quasi 630 test tampone refertati: 28 a Piacenza, 8 a Parma, 8 a Modena – tutti riconducibili al focolaio lombardo – e 3 a Rimini, sui quali sono in corso approfondimenti epidemiologici. Dei 47, sono 3 i pazienti in terapia intensiva, quasi la metà sono in isolamento domiciliare a casa. Diciassette i nuovi casi registrati dopo l’aggiornamento del mattino: 8 nel piacentino, 4 nel parmense, 3 nel modenese e 2 nel riminese.

“Continuiamo a non avere elementi per parlare di focolaio in Emilia-Romagna, anche alla luce delle nuove positività- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Ribadisco che il nostro sistema sanitario è perfettamente in grado di sostenere la situazione al meglio, sia per quanto riguarda i cittadini sia nei confronti del personale sanitario. Proseguono inoltre gli accertamenti sui casi ancora in corso di analisi, che sono circa una quarantina a fronte degli oltre 600 tamponi ad oggi refertati. E da domani- aggiunge Venturi- ai due attuali laboratori di Bologna e Parma si affiancherà anche quello di Pievesestina in provincia di Cesena. Desidero inoltre tranquillizzare le famiglie che in queste ore si erano poste l’interrogativo se fosse necessario un certificato medico per il rientro a scuole dei loro figli alla riapertura delle scuole. L’Ufficio scolastico regionale mi ha infatti confermato che non sarà necessario alcun certificato medico per essere riammessi a scuola. Quanto a episodi di fake news- conclude-, non si fermano le denunce alla polizia postale da parte delle aziende sanitarie”

Punti triage esterni agli ospedali – Si rafforza il numero dei presidi, a protezione degli operatori sanitari, che serviranno a dividere già all’ingresso i pazienti con possibili sintomi da Coronavirus dagli altri. La Protezione civile regionale ha infatti predisposto, oltre ai 3 già allestiti a Piacenza, nuovi moduli provvisori per il triage, dove poter sottoporre le persone ai primi controlli prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri: 3 a Modena (Mirandola e Vignola Pavullo); 1 a Ferrara (Cento); 1 a Ravenna.

Altri sono previsti a Bologna, Parma, Reggio Emilia, Rimini e Forlì Cesena. /Ti.GA.

LA CONFERENZA STAMPA DELL’ASSESSORE VENTURI

AGGIORNAMENTO 26 febbraio – Tra i contagiati di coronavirus c’è anche il primo cittadino di Borgonovo, Pietro Mazzocchi. La diagnosi di positività al virus sarebbe arrivata in questi giorni.

Il sindaco al momento sarebbe in buone condizioni di salute e si troverebbe in isolamento a casa sua, visto che non mostra particolari problematiche. Sarebbero inoltre già state attivate le verifiche epidemiologiche previste dal protocollo, con verifiche puntuali solo per chi ha avuto contatti diretti con il primo cittadino. Sembra comunque che il sindaco non abbia partecipato in questi giorni ai vari vertici con gli amministratori che si sono tenuti in prefettura.

Quattro i nuovi casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, di cui 2 a Piacenza e 2 nella provincia di Modena: si tratta di contagi tutti riconducibili al focolaio lombardo, nessuno di questi è in condizioni critiche. Complessivamente, sale così a 30 il numero dei casi sul territorio regionale: 20 a Piacenza, 4 a Parma, 5 a Modena e 1 a Rimini.

Da registrare anche un decesso: il paziente era un cittadino lombardo, un 68enne già affetto da importanti patologie pregresse. Proveniente da uno dei comuni della “zona rossa” lombarda, era stato ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma.

Per quanto riguarda le condizioni degli altri casi positivi rilevati nei giorni scorsi, 2 soli sono in terapia intensiva, 14 ricoverati in condizioni non critiche presso i reparti di malattie infettive e 13 – di cui 9 asintomatici – si trovano in isolamento al proprio domicilio.

A scopo precauzionale, la Protezione civile regionale è già pronta ad allestire nuovi moduli provvisori per il triage, dove poter sottoporre le persone ai primi controlli prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri. Soprattutto a tutela degli operatori sanitari.

Oltre alle 3 già messe in campo nel piacentino, ne sono in arrivo altre all’esterno di diversi nosocomi della regione. Altre informazioni, su questo aspetto, nel pomeriggio.

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