“Un ponte tra sapere scientifico e umanistico”, tornano a Piacenza “I Giovedì della Bioetica”

Le grandi domande della vita alla luce del progresso scientifico.

Tornano a Piacenza “I Giovedì della Bioetica”, un ciclo di otto appuntamenti organizzato dall’Istituto Italiano di Bioetica – Sezione Emilia Romagna con il supporto della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Integrazione persona-macchina, cervello plastico, malattie neurovegetative, meccanica della natura, il senso della vita e della morte: sono tanti i temi che verranno affrontati, con il contributo di studiosi italiani di profilo nazionale ed internazionale, in questa seconda edizione che si svolgerà dal 12 marzo al 12 novembre 2020.

Il programma completo è stato presentato nella mattinata del 17 febbraio presso il Salone d’Onore dell’Istituto di via Sant’Eufemia, che quest’anno ospiterà tutti gli appuntamenti. Si parte il 12 marzo, ore 17:30, con lo scienziato Valter Tucci dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova che affronterà il tema “Le basi neurogenetiche del male”; il 26 marzo, poi, sempre alle 17:30, si terrà l’incontro con Alberto Oliverio dell’Università La Sapienza di Roma che parlerà del tema “Il cervello plastico”; il 2 aprile sarà Alberto Martinelli, dell’Università di Milano, a parlare di “Scienza e Democrazia: un progetto europeo”; il 23 aprile, Maria Chiara Carrozza, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, affronterà “Le sfide etiche dell’integrazione persona-macchina”; si conclude la prima parte dell’anno, il 21 maggio, con Elena Cattaneo, dell’Università di Milano, che tratterà il tema “Cellule staminali e malattie neurovegetative: i passi della scienza e dell’uomo”.

I Giovedì della Bioetica riprenderanno in autunno, il primo ottobre, con Giuseppe Longo, dell’Ecole Normale Supérieure di Parigi e della Tufts University di Boston, che parlerà del tema “Meccaniche della natura ed ecosistema verso un’etica e un’analisi diverse del vivente”. L’8 ottobre ci sarà un gradito ritorno, con lo scienziato piacentino Matteo Cerri dell’Università di Bologna che spiegherà al pubblico “Come il cervello genera la coscienza”. L’ultimo appuntamento sarà il 12 novembre con lo scienziato Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri  di Milano, con l’incontro dal titolo “Morte e morire. Non è ora che cominciamo a parlarne quando stiamo ancora bene?”.

“Anche quest’anno avremo ospiti personalità di profilo nazionale ed internazionale che porteranno un grande prestigio a Piacenza – ha commentato il curatore scientifico dell’iniziativa, e presidente dell’Istituto Italiano Biotetica – Sezione Emilia Romagna, Giorgio Macellari – . Il fil rouge che collega i relatori e gli argomenti trattati fa riferimento alla volontà di creare un ponte tra discipline scientifiche e discipline umanistiche: entrambe hanno come oggetto di studio l’uomo e la vita dell’ecosistema di cui facciamo parte. C’è un forte rapporto tra etica e scienza, ciò significa che quest’ultima ha bisogno dei filosofi per determinare i suoi limiti, ma al contempo è necessario avere un apparato di conoscenze scientifiche per sapere in che direzione sta andando il mondo. Questo è un requisito che deve avere anche la nostra politica: in Italia abbiamo una classe dirigente che ha da sempre un idiosincrasia verso il sapere scientifico. Ma senza la scienza, nessuna scelta politica può essere razionale ed efficace”.

Alberto Dosi della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha poi spiegato il perché del sostegno a questa iniziativa. “Lo scopo del nostro ente è quello, tra le altre cose, di diffondere cultura – le sue parole -. Se fosse per noi, ogni giorno della settimana dovremmo porci domande e approfondirle: solo una crescita culturale della città può infatti aiutarci a migliorare la nostra vita. Con questa iniziativa, l’obiettivo è quello di creare un ponte tra cultura scientifica ed umanistica”. Nel corso della conferenza stampa di presentazione de “I Giovedì delle Bioetica” – moderata dal giornalista Gaetano Rizzuto – è intervenuto anche il gastroenterologo Fabio Fornari. “Credo – ha commentato – che parlando di bioetica uno dei problemi più grandi che abbiamo a livello globale sia quello della denutrizione: considerato anche il grande spreco di risorse del mondo occidentale, non è accettabile che ci siano ancora milioni di bambini che muoiono di fame”.

LA LOCANDINA

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