Scuole chiuse, stop a locali da ballo e discoteche fino al 25 febbraio

AGGIORNAMENTO ore 19,30 – S’inaspriscono le misure per evitare il contagio da coronavirus adottate dalla Prefettura di Piacenza e comunicate dopo il vertice pomeridiano delle 18 coi sindaci e i rappresentanti delle istituzioni.

Alla chiusura delle scuole fino al 25 febbraio, si aggiunge anche la sospensione dei mercati domenicali di Carpaneto e Castelsangiovanni, e le porte chiuse per le discoteche e i locali da ballo e intrattenimento, mentre per il momento non sono interessati dai divieti i pub e i bar.

Non cambia per il momento il quadro sanitario della nostra provincia, dove non si segnalano focolai del virus. I tre contagiati ricoverati all’ospedale di Piacenza provengono tutti dalla Lombardia (due da Codogno e uno da Maleo) e hanno avuto contatti con il “paziente 1”, primo contagiato della zona.

Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha parlato dei dipendenti “pendolari” residenti nel lodigiano ai quali l’ordinanza emanata dal Governo impone di restare a domicilio senza recarsi al lavoro: “Devono restare a casa e la loro condizione è equiparata alla malattia”.

Un nuovo vertice è previsto per la mattinata di domenica per prendere decisioni sulla base dell’evolvere della situazione.

Firmata l’ordinanza sindacale, tutte le limitazioni in vigore a Piacenza sino a martedì 25 incluso

E’ stata firmata sabato sera, dal sindaco Patrizia Barbieri, l’ordinanza – immediatamente esecutiva – che sancisce la chiusura, sino a martedì 25 febbraio compreso, di tutte le sedi universitarie e delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private (inclusi i centri di formazione e gli istituti musicali, gli asili nido e le scuole dell’infanzia), con conseguente sospensione dell’attività educativa, degli stage lavorativi e delle attività laboratoriali.

Contestualmente, resteranno chiusi le biblioteche comunali e i musei civici, nonché gli impianti sportivi pubblici e privati, con rinvio di tutte le manifestazioni sportive agonistiche e dilettantistiche previste nel periodo in cui è in vigore l’ordinanza.

E’ stata inoltre stabilita la chiusura, sempre sino a martedì 25 incluso, delle discoteche, dei locali da ballo e dei pubblici esercizi che esercitino attività di intrattenimento. Restano sospese, con rinvio a data da destinarsi, anche tutte le manifestazioni pubbliche, inclusi incontri e comizi pubblici, festeggiamenti previsti per il Carnevale e mercati settimanali sul territorio cittadino.

A tutti gli esercenti di attività imprenditoriali site a Piacenza, infine, si comunica che sono da considerarsi assenti giustificati dal lavoro, per riconoscimento dello stato di malattia ex lege, tutti i lavoratori dipendenti che risiedano nei Comuni indicati nell’ordinanza emanata dal Ministero della Salute.

IL VIDEO DELLA PREFETTURA

IN AGGIORNAMENTO

Vertice in Prefettura a Piacenza sabato 22 febbraio dedicato all’emergenza coronavirus: decisa la chiusura delle scuole a Piacenza fino al 25 febbraio.

“Le decisioni prese si basano su analisi di contesto nazionale – ha precisato il Prefetto Maurizio Falco ai cronisti – e per questo abbiamo deciso di prolungare la chiusura delle scuole”.

Confermato anche lo stop alle manifestazioni pubbliche e quelle sportive fino al 25 febbraio.

Verrà convocata una doppia riunione quotidiana tra gli esperti e le istituzioni in Prefettura per monitorare la situazione. All’incontro ha partecipato anche il neo assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna Raffaele Donini e i consiglieri regionali Katia Tarasconi e Matteo Rancan.

Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha specificato che verranno chiusi anche gli impianti pubblici sportivi fino a quella data.

“Abbiamo considerato le dinamiche – ha fatto notare – nelle province confinanti (Cremona, Lodi e Pavia ndr), sono in contatto costante con gli amministratori locali e confrontandoci abbiamo ritenuto che sia utile prendere questi provvedimenti”.

Per ora non c’è nessuna misura di chiusura degli esercizi pubblici. “Il caso accertato a Piacenza – ha aggiunto la Barbieri – riguarda una persona che non risiede in città”.

Luca Baldino, direttore dell’Ausl di Piacenza ha fatto il quadro sanitario: “Abbiamo attualmente tre persone ricoverate nel reparto di Malattie Infettive come sospetti coronavirus, la prima è una donna anziana confermata nella diagnosi.

E’ una paziente che è residente a Codogno e che si era presentata al nostro Pronto Soccorso per problematiche di natura respiratoria e che non è in condizioni critiche. Si trova in isolamento in ospedale. Non è un piacentino che ha girato nelle nostre strade, è una signora anziana che non ha avuto contatti sul nostro territorio”.

“Stiamo aspettando i tamponi di altri due ricoverati, uno di un paese vicino a Codogno e il terzo l’infermiere da due giorni in isolamento”.

“Al momento la situazione di rischio di Piacenza non si è modificata rispetto a ieri – ha aggiunto – non abbiamo casi autoctoni, ma stiamo monitorando continuamente la situazione”.

Per quanto riguarda i dipendenti del’azienda Mae di Fiorenzuola (quella del manager rientrato dalla Cina definito “paziente zero”), Baldino ha ricordato che sono stati eseguiti i test coi tamponi su 70 persone e sono stati inviati per l’esame all’ospedale S. Orsola di Bologna.

Sottoposti a tampone anche i dipendenti del ristorante Bellaria di Rivergaro, dove il 15 febbraio scorso ha cenato il 38enne di Codogno che ha contratto il virus e si trova ricoverato a Pavia. il ristorante è chiuso, al momento.

“Abbiamo individuato anche i dodici operatori sanitari – ha affermato Baldino – che sono venuti a contatto con la paziente risultata positiva al tampone e sono già in isolamento domiciliare e stiamo già eseguendo i testi, stiamo verificando tutti i casi possibili. Ma la situazione in ospedale è buona e non abbiamo un sovraffollamento ne’ un aumento della richiesta di accessi”.

LA NOTA UFFICIALE

Salute. Aggiornamento coronavirus, concluso l’incontro in Prefettura a Piacenza: scuole chiuse fino a martedì, così come impianti sportivi pubblici e privati. Provvedimenti precauzionali, perché per ora non c’è trasmissione autoctona del virus in Emilia-Romagna. L’ordinanza del ministero della Salute alle Regioni

Confermato che, al momento, non ci sono emiliano-romagnoli colpiti dal virus. L’importanza di seguire le indicazioni del Ministero della Salute per prevenire casi di contagio. Le regole per i comportamenti personali

Bologna – Scuole chiuse, così come gli impianti sportivi pubblici e privati, fino a martedì 25 febbraio compreso. E un invito ad evitare, se proprio non è indispensabile, i luoghi molto affollati.
Sono le decisioni, valide per tutto il piacentino, emerse dal primo incontro della giornata del Comitato allargato di Piacenza per affrontare i problemi legati al Coronavirus, convocato dal prefetto Maurizio Falco.

Si tratta di provvedimenti assunti a solo titolo esclusivamente precauzionale, perché, come è stato ribadito, non si è verificato al momento alcun contagio nel piacentino e in Emilia-Romagna, visto che la signora 82enne riscontrata positiva è una cittadina di Codogno, in Lombardia, recatasi all’ospedale di Piacenza per ricevere assistenza.

vertice in Prefettura coronavirus

Il Comitato si riunisce due volte al giorno per aggiornamenti continui. La misura potrà essere revocata in qualsiasi momento a seconda dell’evolversi della situazione. Presenti oggi le autorità civili e militari, quelle sanitarie, e i sindaci del territorio, a partire da Patrizia Barbieri, prima cittadina di Piacenza. Presente il direttore generale della Asl di Piacenza, Luca Baldino, il futuro assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, vista una lieve indisposizione dell’assessore Sergio Venturi, l’assessore Paola Gazzolo (Protezione civile), la direttrice generale dell’assessorato alla Sanità, Licia Petrapoulacos, e Rita Nicolini, direttrice dell’agenzia regionale di Protezione civile.

Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza dei contenuti dell’Ordinanza emessa ieri dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, proprio per mettere in campo ogni accorgimento utile per prevenire la diffusione del virus.

La Direttiva del ministro Speranza

Chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa. Lo prevede l’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede la «permanenza domiciliare» e prima ancora l’obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria azienda sanitaria di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni.

In particolare, chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone. chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.

In entrambe le situazioni il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante -due volte al giorno- delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di “quarantena” domiciliare.

Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive.

Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi.

La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118. Per i cittadini piacentini è attivo il numero dedicato 0523 317979.

Prevenzione, le regole da osservare

L’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da coronavirus.

Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini.

Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni. E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

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