“Abbiamo sempre informato le famiglie. Da noi rispettate tutte le normative”

“Non abbiamo nascosto nulla alle famiglie, e abbiamo fin dall’inizio gestito l’emergenza nel rispetto dei decreti e di quanto disposto a livello sanitario per contrastare la diffusione del virus”.

Il presidente della Fondazione Madonna della Bomba, don Andrea Campisi e il direttore, Paolo Cavallo, rispondono alle obiezioni mosse dalla parente di una degente, ora ricoverata in ospedale e risultata essere positiva al coronavirus. “Abbiamo cercato di ripercorrere insieme, io e il direttore, quanto è stato fatto dall’inizio dell’emergenza – riferisce don Campisi -, assicuro che per quanto riguarda la chiusura della struttura abbiamo rispettato tutte le indicazioni arrivate dalle varie ordinanze che si sono susseguite a livello regionale e dal Comune di Piacenza, fino ad arrivare al decreto del Governo che dal primo marzo ha impedito l’ingresso da visitatori dall’esterno. Ricordo che i nostri degenti sono persone anziane: se non vedono i parenti smettono di mangiare, di bere…Comunque, ripeto, abbiamo rispettato tutte le indicazioni previste dal decreto”.

“Riguardo ai tamponi, non siamo noi a decidere a chi farli. Il primo test è stato eseguito su una nostra ospite perché, dopo essere stata male, è stata ricoverata in ospedale e sottoposta ad accertamenti. L’esito non è arrivato subito, ma abbiamo fin da subito trattato la situazione come se tutti i nostri ospiti potessero essere positivi, adottando tutte le precauzioni dei casi. All’obiezione di aver potuto nascondere i casi di positività dico che non è vero: ma come potevamo dare informazioni sull’esito dei test se neppure a noi venivano comunicati?” dice don Campisi.

Ad entrare nel merito di date e tempistiche è il direttore, Paolo Cavallo. “Abbiamo saputo l’esito del primo test, eseguito su una nostra degente, venerdì 6 marzo. Il lunedì successivo, il 9, sono stati eseguiti dall’Ausl altri 10 tamponi su altrettanti ospiti. I risultati sono arrivati il 16. Non abbiamo mai nascosto nulla a nessuno – dice il direttore – perché non avevamo nessun interesse a nascondere nulla: la nostra coordinatrice infermieristica è in costante contatto con le famiglie. Siamo in grado di gestire la situazione, dal punto di vista sanitario? Assolutamente sì, grazie alla nostro staff che conta due medici, un infermiere e gli operatori socio sanitari siamo in grado di prenderci cura dei nostri ospiti”.

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