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Cassa in deroga per chi non può accedere ad altri ammortizzatori: nuovo accordo con la Regione

È stato firmato oggi con la Regione Emilia Romagna, e tutte le associazioni firmatarie del Patto per il lavoro, il nuovo accordo per la cassa integrazione in deroga a fronte all’emergenza Coronavirus. Un’intesa necessaria per adeguare quella precedente del 6 marzo, alla luce delle novità introdotte dal decreto legge “Cura Italia” del 17 marzo che ha allargato gli ammortizzatori sociali utilizzabili per affrontare l’emergenza.

“Si tratta di un risultato importante – sottolineano Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna -. La cassa integrazione in deroga riguarderà tutti i lavoratori dipendenti che non possono accedere ad altri ammortizzatori: avranno a disposizione questo strumento di tutela del reddito i lavoratori del settore privato, i dipendenti delle imprese manifatturiere, dei servizi, il settore agricolo, quello della pesca e il terzo settore. Saranno inoltre ricompresi nelle coperture della cassa in deroga i lavoratori a tempo indeterminato, determinato, i lavoratori somministrati, i lavoratori intermittenti e gli apprendisti”.

Nell’accordo è stato specificato che le “nove settimane di trattamento in deroga (contemplate dal decreto del 17 marzo) sono aggiuntive al mese di cassa in deroga già previsto”. Per quanto riguarda invece i lavoratori autonomi, le partite IVA, i co.co.co, i lavoratori agricoli, gli stagionali impegnati nel settore turistico e termale, i lavoratori dello spettacolo non dipendenti e i collaboratori sportivi, “avranno diritto all’indennità introdotta dal decreto “Cura Italia”, pari a 600 euro per il mese di marzo (con l’obiettivo di un secondo assegno ad aprile qualora fosse prorogata la quarantena)”.

“Cgil, Cisl e Uil – si legge in una nota – sono impegnate a garantire, come previsto dai provvedimenti del Governo, la tutela di tutti i posti di lavoro affinché non si esercitino licenziamenti individuali o collettivi. Riteniamo che fin da ora sia opportuno cominciare a valutare un’estensione della durata degli ammortizzatori, poiché molto probabilmente gli effetti economici legati all’emergenza epidemiologia saranno di medio termine. Continuiamo a rivendicare tutele per quelle lavoratrici e per quei lavoratori che risultano ancora scoperti da interventi a salvaguardia del salario, a partire ad esempio dal lavoro domestico”.

“Monitoreremo – concludono -, come concordato con la Regione Emilia-Romagna, l’utilizzo che le imprese faranno di questo prezioso, anche se temporaneo, strumento”.

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