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Con lo stop al mercato i prodotti di Campagna Amica arrivano a domicilio

Con l’emergenza Coronavirus quasi 4 italiani su 10 (38%) hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovarli più disponibili sugli scaffali di negozi, supermercati e discount.

È quanto emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixè su “La spesa degli italiani al tempo del coronavirus” in occasione dell’avvio dell’iniziativa dei produttori di Campagna Amica che anche nel piacentino, in ottemperanza delle ordinanze hanno sospeso i mercati contadini. “È arrivata così l’idea – comunica Coldiretti Piacenza– di venire incontro alle esigenze dei consumatori che non vogliono rinunciare a prodotti freschi, genuini, di stagione e a km zero: i produttori agricoli di Campagna Amica hanno deciso di provvedere a consegnare a domicilio la spesa dei prodotti del territorio“.

“La campagna e l’agricoltura – afferma il direttore di Coldiretti Piacenza Claudio Bressanutti – non possono fermarsi e, rispettando tutte le direttive del Governo, abbiamo colto l’opportunità di trasformare la vendita diretta in consegna a domicilio”. “L’iniziativa – evidenzia la Coldiretti – si inserisce nella campagna #MangiaItaliano per salvare il Made in Italy, difendere il territorio, l’economia e il lavoro. Un obiettivo sostenuto dalla grande maggioranza dei consumatori (82%) che è d’accordo sul fatto che in questa fase è importante acquistare prodotti italiani per tutelare una filiera agroalimentare che dal campo alla tavola garantisce il lavoro a 3,8 milioni di persone”.

“Nel piacentino – fa sapere l’associazione degli agricoltori – hanno già aderito alle consegne a domicilio delle specialità cucinate dai cuochi contadini e della spesa gli agriturismi “Poggio d’Incanto” di Bettola, “L’Oca d’Oro” di Ziano, l’azienda agricola “Mulino di Bisi” con la Bottega Italiana di via Colombo a Piacenza e l’azienda agricola e agrituristica “Molino Fuoco” di Podenzano”.

COLDIRETTI NAZIONALE, APPELLO UE SALVA 44 MILIARDI DI EXPORT – “L’appello dell’Unione Europea a garantire la libera circolazione degli alimenti salva 44,6 miliardi di esportazioni Made in Italy bloccate alle frontiere a causa dei limiti posti da un numero crescente di Paesi europei”.

E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per le linee guida presentate dalla Commissione agli Stati membri sulle misure di gestione delle frontiere connesse alla salute nel contesto dell’emergenza COVID-19. “Secondo la Commissione – sottolinea la Coldiretti – “la libera circolazione delle merci e fondamentale” e “ciò è particolarmente cruciale per i beni essenziali come le forniture alimentari e le forniture mediche e protettive” e per questo “le misure di controllo non dovrebbero causare gravi interruzioni delle catene di approvvigionamento dei servizi essenziali di interesse generale e delle economie nazionali e dell’economia dell’UE nel suo insieme”.

“Si tratta di un pronunciamento fortemente atteso dopo che le decisioni unilaterali di molti Stati Membri hanno pregiudicato le consegne all’estero con gravi danni soprattutto per prodotti alimentari deperibili” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento alle difficoltà poste in molti confini, dal Brennero dell’Austria fino alla Slovenia. “Quasi i due terzi (63%) delle esportazioni agroalimentari italiane – precisa la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove la crescita nel 2019 è stata del 3,6% con la Germania che si classifica come il principale partner con l’export che cresce del 2,9% e raggiunge i 7,2 miliardi nel 2019”.

“La preoccupazione – continua la Coldiretti – riguarda anche eventuali ritardi e rallentamenti nei trasporti che rischiano di danneggiare soprattutto le merci deperibili con la frutta e la verdura in una situazione in cui l’88% delle merci in Italia viaggia su gomma. Il pronunciamento dell’Unione Europea è importante per sostenere l’export alimentare Made in Italy dopo la campagna di disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale che ha portato alcuni Paesi – denuncia la Coldiretti – a richiedere addirittura insensate certificazioni sanitarie “virus free” su merci alimentari provenienti dall’Italia che ha portato addirittura il Ministero degli Esteri ad aprire un indirizzo di posta elettronica (coronavirus.merci@esteri.it) dove segnalare restrizioni e discriminazioni verso i prodotti italiani”.

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