“Diario della positività” e piccoli video tutorial per i bambini di Pontenure

“La chiusura delle scuole prima e la sospensione delle lezioni poi non è stata facile neppure per noi insegnanti. Ho salutato i miei alunni al venerdì augurandogli buon week end e, poi, questa emergenza sanitaria, oltre a gettare scompiglio nella nostra quotidianità, ha modificato la via del nostro percorso di studi privandoci di quella interazione vis-à-vis che è molto importante per tutte le persone. Figuriamoci per i più piccini”.

Giovanna Ravazzola è un’insegnate di scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “Amaldi” di Roveleto di Cadeo e Pontenure.

“Cosa abbiamo fatto per proseguirlo? – continua – Per prima cosa ci siamo confrontati. Si è stretta la rete già esistente con il team di classe e delle classi parallele, con il corpo docente, il team digitale, il nostro preside e la rappresentante di classe”. E facendo sostenere la didattica dalle nuove tecnologie.

“La prima settimana pensavo che saremmo rientrati quella successiva quindi ci siamo concentrati sul ripasso ed ho consigliato agli alunni di dedicare tempo alla lettura che, da un lato, accresce la fantasia dall’altro ci offre esempi di ottima scrittura”.

“Poi, però, la sospensione si è prolungata…”. Sono nati così i primi file audio. “Ho sperimentato, ad esempio, la “flipped classroom”: ho spiegato l’organizzazione sociale egizia e la figura del faraone attraverso un audio lasciando al tempo in classe dibattiti e laboratori sul tema”. Ancora un esempio: “Con le colleghe abbiamo anche scorso nella mente alcune esperienze di didattica on line, così abbiamo imitato “Beatrice la maestra dettatrice” del progetto Abiles proponendo un dettato con alcune difficoltà ortografiche al quale abbiamo abbinato esercizi grammaticali sul testo”.

La didattica diventa quindi una sfida. “Sì – evidenzia – questa emergenza ci impone di mettere in campo le nuove tecnologie, calibrandole in base all’età dei nostri alunni e rendendole fruibili e di agevole consultazione a tutte le famiglie, per rendere comunque questo tempo fecondo”. Tra priorità non ci sono solamente quelle didattiche: “E’ fondamentale mantenere un rapporto affettivo con i nostri alunni e le loro famiglie, far loro sapere che sono importanti, che noi ci siamo, che siamo presenti nonostante la distanza fisica”.

Non è mancata la riflessione sull’attualità del momento ed un compito tradizionale.  “Nel corso di una delle ultime lezioni affrontate a scuola – ha spiegato la docente – abbiamo introdotto il diario come genere letterario. Ho invitato i miei alunni a scrivere, ogni giorno, una pagina di un diario. Un “diario di positività” l’ho definito”. “Riagganciandoci al secondo capitolo de “Il piccolo principe” che, (caso strano) abbiamo letto proprio l’ultimo venerdì di scuola, anche noi siamo capitati in un “deserto”. È un momento per fermarci, riflettere, provare empatia per chi è meno fortunato e ora soffre per la malattia. È sopratutto, credo, un momento per vedere ed apprezzare il bello ed il positivo che ci circonda”.

“E in questo – ha chiosato – i bambini sono sicuramente più bravi di noi adulti”.

Tra le ultime proposte didattiche, Giovanna Ravazzola ha anche realizzato alcuni piccoli video tutorial, che spaziano dalla storia all’arte, per consentire ai bambini di imparare divertendosi.

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