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Giocare con le bambole ai tempi dei virus

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Per i più piccoli giocare è un’esperienza essenziale. È anche la strategia più immediata che i genitori possono adottare per spiegare le proprie ragioni. Se si è in grado di declinare in forma ludica le routine quotidiane e di raccontare gli eventi spiacevoli in maniera giocosa, possono succedere miracoli. I piccoli comprendono alla perfezione il linguaggio del gioco, imparare a comunicare nella loro lingua permette di essere presi sul serio e di essere seguiti senza difficoltà.

La narrazione, le storie, le rappresentazioni con l’uso di personaggi è il modo migliore per parlare ai più piccoli delle loro emozioni. È la maniera più efficace per chiarire le ragioni che portano incertezza e insicurezza nel loro mondo così stimolante eppure così spaventoso.

Perché è importante giocare con le bambole

Il gioco delle bambole permette ai bambini di identificarsi con un oggetto che ricorda loro le cure che ricevono da parte degli adulti. Possono riproporre e ripetere le azioni viste fare da parte dei genitori su se stessi.

Si tratta di una pratica che molti bambini adottano in forma spontanea e che intenerisce gli adulti, ma ha fondamenti molto seri e serve a crescere. L’imitazione è il processo tramite il quale il piccolo rivive sulla propria pelle quello che vede fare agli adulti. Per questo si raccomanda spesso di fare attenzione alle proprie azioni e al modo di reagire alle diverse situazioni: serve da ispirazione per guidare le scelte dei più piccoli.

Il gioco per parlare di argomenti difficili

Il gioco si usa anche per affrontare argomenti complessi che il piccolo fa difficoltà a interiorizzare. Spesso le novità o i cambiamenti delle routine possono destabilizzare i bambini. Si tratta di una reazione frequente ma che ha una durata e un impatto decisamente minore rispetto a quanto possa interessare un adulto.

Le reazioni dei più piccolo ai cambiamenti possono essere più drastiche, ma vengono presto assimilate e ricondotte alla normalità se i genitori riescono a fargliele vivere come normali. Il gioco è un grande alleato per i genitori, perché rappresenta il linguaggio che con più facilità il piccolo riesce a comprendere.

Parlare di una visita dal dottore servendosi di Cicciobello Bua è molto più facile che farlo in astratto sperando che il bambino riesca a richiamare alla mente concetti che non ha ben chiari.

Il gioco simbolico è un grande alleato dei genitori. Giocare a “fare finta di” è il miglior modo per fare delle prove e simulare quello che succederebbe in un determinato contesto che potrebbe far innervosire i bambini.

 Ogni età ha il suo gioco

Già intorno al primo anno di vita, ma questo aspetto varia da bimbo a bimbo, il gioco rappresenta un elemento di scoperta. Per esempio il piccolo vorrà riprodurre le azioni che vede fare ai genitori. Magari qualcuno porterà la tazzina da tè o caffè alla bocca, un altro userà la spugna per pulire le superfici.

Man mano che il piccolo cresce aumentano le sue capacità cognitive, la capacità di discernimento e il suo saper fare finta diventa sempre più sofisticato. In apparenza sembra normale che il piccolo risponda con grande fantasia agli stimoli del gioco. Ma a dirla tutta, non c’è altro essere vivente in grado di immaginare qualcosa che non c’è e creare situazioni articolate semplicemente servendosi della propria creatività.

Il volo della fantasia rappresenta la capacità del nostro cervello di immaginarsi in situazioni diverse, anche quando si trova immerso in tutt’altro contesto. Man mano che il piccolo cresce aumenta la sua capacità cognitiva, il suo talento nel trovare ispirazione nel mondo intorno per crearne di nuovi in base al suo desiderio.

Un altro modo per rappresentare la realtà

Il teatro, burattini e marionette comprese, è un altro valido sistema per rivivere la realtà e consentire al piccolo di comprenderla in maniera intuitiva e chiara. Giocare a rappresentare le storie consente al piccolo di immergersi nel vissuto dei protagonisti della storia. È un modo molto utile per i genitori che così possono inserire argomenti altrimenti difficili da chiarire. 

Per esempio, i personaggi coinvolti nella storia potranno raccontare la loro esperienza, una brutta caduta che ha procurato un doloroso graffio, lo stare costretti a casa per colpa di un molesto virus. Gli esempi sono tanti e tutti calzano alla perfezione se riescono a rappresentare la storia che il piccolo sta vivendo in un determinato momento.

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