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Piacenza chiude parchi e giardini. Stesso provvedimento in altri Comuni

Evitare gli assembramenti di persone all’aperto. Lo aveva annunciato il premier Conte tra i provvedimenti dell’ultimo Decreto nazionale contro il contagio del coronavirus.

Sono diversi i comuni della provincia di Piacenza che hanno scelto di tutelare la salute pubblica anche chiudendo al pubblico tutti i parchi urbani. Nei giorni scorsi erano arrivate diverse segnalazioni di gruppi di persone, anche con bambini, a spasso o raccolti nelle aree pubbliche per trascorrere le giornate. Pure l’arrivo del clima primaverile incentiva a stare all’aperto, ma si tratta di situazioni molto pericolose per il contagio.

Da questa mattina, 11 marzo, i vigilanti che hanno in gestione l’apertura dei parchi urbani di Piacenza hanno chiuso i cancelli. Stessa sorte per i parchi giochi di Cadeo.

“DECISIONE SOFFERTA A TUTELA DELLA SALUTE” – “Per dare ancora più vigore e rendere maggiormente efficaci le azioni sin qui intraprese contro l’emergenza sanitaria, questa mattina ho dato disposizioni affinché tutti i parchi e i giardini comunali aperti al pubblico sul territorio cittadino vengano chiusi”. Con queste parole il Sindaco Patrizia Barbieri annuncia il provvedimento immediato di chiusura di tutte le aree verdi pubbliche recintate presenti sul territorio urbano.

“E’ una decisione sofferta, che riduce ulteriormente gli spazi di socialità già fortemente limitati dalle misure sin qui adottate, ma che ho deciso di assumere per il bene più importante per la nostra comunità, la salute dei cittadini, evitando che tante persone si accalchino in aree pubbliche aggirando le normative in vigore. Confido che questa ulteriore decisione di carattere restrittivo – prosegue il primo cittadino – contribuisca a creare una maggiore consapevolezza sul fatto che rispettare le limitazioni e le precauzioni sanitarie è l’unico modo per contenere il contagio ed evitare che altre persone vivano esperienze di dolore”.

“L’invito rivolto a tutti, accorato e fermo al tempo stesso, è quello di restare a casa, salvo comprovate ragioni, e
attenersi ai comportamenti responsabili che le autorità sanitarie stanno sottolineando da giorni. Solo con responsabilità e spirito di sacrificio, e agendo da comunità matura e consapevole quale siamo, sarà possibile uscire dalla grave crisi sanitaria che stiamo vivendo”.

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