I droni professionali e le loro applicazioni (più o meno) specifiche

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I droni, insieme ai dispositivi mobili Smart e ai veicoli elettrici Tesla, sono gli elementi più rappresentativi della nuova era Hi-Tech in cui stiamo ormai vivendo. Tralasciando le origini e le applicazioni prettamente militari di questi dispositivi, e facendo le debite differenze con i modelli giocattolo destinati soprattutto a bambini e ragazzi, al giorno d’oggi i droni vengono largamente impiegati in campo civile, dove sono chiamati a svolgere una vasta gamma di compiti più o meno specifici a seconda dell’ambito in cui sono destinati a operare.

In Italia vengono definiti APR, acronimo che sta per Aeromobile a Pilotaggio Remoto, il loro uso è quindi strettamente regolato dalla legge e anche i loro operatori sono tenuti al rispetto di determinate norme e requisiti, a cominciare dal possesso di una regolare licenza e del brevetto di pilotaggio. 

Acquistare un drone oggi, quindi, anche un modello che non sia soggetto a particolari restrizioni legali o economiche, può rappresentare un investimento per il futuro in termini di lavoro; andiamo quindi a vedere quali sono gli ambiti professionali dove sono impiegati i droni, e con quale scopo.

Le applicazioni in campo civile

La rivoluzione silenziosa messa in atto dai droni ha risvegliato interesse anche da parte degli organi di stampa ufficiali, molti dei quali hanno dedicato articoli specifici all’argomento illustrando le loro potenzialità e le diverse applicazioni.

In ambito civile i droni stanno conquistando sempre più terreno, e si stanno dimostrando utili per gli impieghi più disparati; il monitoraggio di determinate aree territoriali è stata la prima applicazione pratica per la quale sono stati impiegati, operando soprattutto nell’ambito della sicurezza. 

Un classico esempio, in questo caso, è rappresentato dai droni usati dalle forze dell’ordine o da organi specifici preposti alla sorveglianza e al monitoraggio di discariche, aree protette, zone a rischio di calamità naturali oppure santuari per la biodiversità, zone archeologiche o installazioni sensibili, come gli impianti industriali e le centrali di produzione di energia elettrica.

Un’altra applicazione estremamente diffusa è quella della aerofotogrammetria, una particolare tecnica di rilievo che permette di acquisire i dati metrici di un determinato oggetto, la sua forma e la sua posizione. In precedenza questo ruolo era svolto da piloti a bordo di normali velivoli o elicotteri, equipaggiati con fotocamere speciali; oggi invece sono utilizzati soprattutto i droni. Mediante l’aerofotogrammetria è quindi possibile eseguire rilievi catastali, architettonici e del territorio, in modo da creare dei modelli digitali in 3D oppure produrre ortofoto.

Non dimentichiamo poi l’agricoltura, che ultimamente sta impiegando i droni in maniera massiva sia per le operazioni di irrorazione di pesticidi e fertilizzanti sia per l’irrigazione e addirittura l’impollinazione, mediante l’ausilio di micro-droni le cui fattezze e comportamenti replicano quelle degli insetti.

I droni per la fotografia e le riprese video

Uno dei settori professionali dove i droni hanno avuto più successo, come si può facilmente intuire, è quello della fotografia e della cinematografia. Fermo restando che anche in questo ambito valgono le restrizioni relative alle norme di legge e al possesso del brevetto, il settore fotografico vive una diversa realtà in quanto, per buona parte, è rappresentato soprattutto dal ramo amatoriale.

I foto e videoamatori, infatti, sono tranquillamente liberi di usare il drone per fare riprese video e fotografie a patto, però, di rispettare due condizioni. La prima è quella di acquistare un modello che non richieda il brevetto di pilotaggio, la seconda consiste nell’attenersi alle disposizioni di legge relative alle condizioni in cui è possibile far volare il drone. 

Quindi non bisogna sorvolare aree urbane o proprietà private, a meno di non avere la dovuta autorizzazione, inoltre è severamente proibito sorvolare zone dove sono presenti persone. In ogni caso, quindi, se siete fotoamatori e volete acquistare un drone, meglio documentarsi prima sulle normative che ne regolano l’uso.

Le aziende produttrici di droni

Il mercato dei droni è particolarmente florido, a dispetto delle restrizioni legali, e sono numerose le aziende che li producono. I migliori droni sono prodotti dalle aziende cinesi, che in questo campo specifico detengono la leadership, e una delle più rappresentative è di certo la DJI. 

Negli ultimi anni, però, anche l’Italia si sta mettendo alla pari grazie ad aziende come Dronebase e MicroGeo; indipendentemente dalla ditta produttrice, però, i prezzi dei droni di categoria semi-professionale e professionale rientrano in uno standard abbastanza alto, e variano dagli 800 ai 10.000 euro e oltre, a seconda del modello e delle capacità specifiche che esso possiede, soprattutto in termini di carico trasportabile.

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