“La speranza di tornare alla normalità è l’unico motore che ti spinge a lottare, senza avere paura”

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Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Vittoria Prazzoli, studentessa di quarta al liceo scientifico Volta di Castelsangiovanni (Piacenza) e caporedattrice del Voltafaccia. 

Cara umanità,

Ti fermi. Rifletti. Provi a dare e a trovare un senso a tutta questa situazione. Ti arrabbi con il destino che, spesso, si dimostra avverso. Piangi, perché alla fine non fai male a nessuno se provi a sfogarti. Guardi il mondo intorno a te ed è come se tutto si fermasse, e pensi a coloro che non potranno più farne parte. Sembra tutto privo di luce, soprattutto per chi si ritrova intubato in una stanza dell’ospedale.

Ti disperi a contemplare il cielo notturno e a vedere tutte quelle stelle luminose che ti ricordano chi ti ha lasciato. Piangi ancora, cercando un filo di speranza tra le lacrime e ti rendi conto che, forse, possono essere la tua unica salvezza.

Realizzi quanto sia importante la libertà che, magari, avevi sempre considerato scontata, ma che, in verità, è fondamentale nella vita. La stessa libertà che i nonni ti avevano raccontato che mancava nei tristi periodi di guerra, che Primo Levi aveva cercato di mettere in primo piano -con profondo rammarico e con enorme timore- nel suo libro “Se questo è un uomo” e quello stesso concetto di libertà che emerge all’interno del “Diario” di Anna Frank.

Ed è proprio da questo principio e presupposto che, forse, si riuscirà a guardare con occhio diverso la quotidianità, riscoprendo il valore del tempo, che passa, scorre e fugge, senza aspettare nessuno, di se stessi, dei rapporti più autentici e delle relazioni forti e durature. Imparerai ad apprezzare maggiormente gli abbracci che potrai dare ai tuoi familiari, le torte che cucinerà la nonna, le diverse chiacchierate con gli amici, le passeggiate all’aperto, i caffè bevuti in riva al mare, i viaggi in giro per il mondo ed ogni piccolo gesto che avevi sempre dato per scontato.

Perché la verità è che è stato necessario perdere parzialmente la libertà per capirne il suo vero valore. “La libertà è partecipazione” aveva affermato Giorgio Gaber nella sua canzone “La Libertà” ed è proprio vera questa citazione, in particolare nel periodo attuale, in cui tutto pare bloccato a causa del Coronavirus.

Rimanere a casa continuamente è come progettare un romanzo, mettere a punto la trama, trovare un finale adeguato, immaginarsi i diversi e più improbabili colpi di scena e, poi, non avere la possibilità di scriverlo.
La realtà è che vorresti tanto uscire, avere la possibilità di incontrare chi vuoi e vivere la tua vita normalmente, riprendendo quella monotonia che avevi sempre criticato.

Non ti eri mai posta così tanti problemi come in questo periodo perché non avevi mai riflettuto sull’enorme valore della libertà.

Manzoni ne “I Promessi Sposi” aveva descritto minuziosamente la situazione disperata che c’era durante il periodo della peste e, forse, tu lo avevi criticato per la sua continua attenzione nel rimarcare certi dettagli che ti parevano inutili. Anche Lucrezio, trattando la Peste di Atene del 430 a.C., aveva focalizzato il suo discorso sulla drammaticità della scena e sul dolore che provavano gli abitanti.

Però, tu non ci avevi mai dato troppa importanza, perché ritenevi che queste fossero circostanze troppo lontane dal mondo odierno. Forse avevi addirittura pensato che fossero delle fantasie. Ma ecco che, in questo periodo, ti sei ricreduta e riesci ad attribuire un valore a queste piccole cose che, magari, un tempo, avevi pensato fossero insignificanti.

Perché, alla fine, è proprio quando si è costretti a rinunciare a qualcosa che si riesce a comprendere la sua importanza. E, forse, la speranza di tornare alla normalità è l’unico motore che ti spinge ancora ad avere la forza di andare avanti e di lottare, senza avere paura.

Vittoria Prazzoli

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