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La task force domiciliare in azione “Tra le persone tanta angoscia, ma con noi si sentono tutelate”

Primi due giorni di lavoro per le unità speciali di continuità assistenziale allestite dall’azienda sanitaria di Piacenza per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Si tratta di medici e infermieri, equipaggiati con dispositivi di sicurezza e dotati di un ecografo palmare, che visitano a domicilio le persone positive o sospette positive. Come ribadisce l’Ausl di Piacenza in un post su facebook, non occorre telefonare, soprattutto non bisogna rivolgersi al 118. Sono i medici di famiglia, che conoscono le condizioni dei loro pazienti e la loro storia clinica, ad attivare il servizio quando necessario, segnalando i casi di maggior fragilità e criticità alla nostra azienda. Il primo team è composto dalla dottoressa Giuliana Rapaccioli e dall’infermiere Mirko Zardi.

 

“Ieri pomeriggio abbiamo visto 10 pazienti in tutta la provincia – fa sapere la dottoressa Rapaccioli -. Tra questi, ci è stata segnalata una signora in condizioni abbastanza buone. Abbiamo chiesto con chi viveva, e ci ha detto che anche il marito, che viveva isolato in un’altra ala della casa, non si sentiva molto bene. Abbiamo visitato anche lui e si è scoperto che non saturava per niente, così siamo stati costretti a chiamare il 118″. In generale – riflette – quello che abbiamo percepito, a parte la paura, è soprattutto una grande solitudine: questo isolamento sta facendo emergere ansia, paura, angoscia. Credo che il servizio messo in piedi sia ottimo, perchè rispondiamo ad un bisogno. La gente non ha riferimenti, si sente sola. Noi cerchiamo di contattare in tempo reale il medico di famiglia, per capire prima di somministrare l’antivirale se esistono patologie pregresse. E’ un’esperienza che mi sta dando tanto, anche dal punto di vista relazionale con le persone, che vedendoci si sentono tutelate: questa è la cosa più grande che possiamo dare”.

Da stamattina, giovedì 26 marzo, dovrebbe partire un secondo team per le visite a casa. A pieno regime, appena arriveranno gli ecografi palmari, si conteranno 4 squadre che lavoreranno 12 ore al giorno, dalle 8 del mattino alle 8 di sera, sette giorni su sette, per coprire tutto il territorio, città e provincia. Il servizio – evidenzia ancora Ausl – aiuterà ad intercettare precocemente e il più rapidamente possibile casi che potrebbero evolvere verso situazioni più problematiche o casi di insufficienza respiratoria da coronavirus. I team sono composti da un medico di continuità assistenziale e un medico esperto di ecografia toracica. Questa attività di assistenza domiciliare, in stretta collaborazione con i medici di famiglia, è svolta anche da Luigi Cavanna, che con la sua equipe sta facendo ulteriori visite domestiche con ecografia, cominciando da alcuni dei suoi pazienti oncologici, per poi occuparsi anche di altre persone, segnalate dai colleghi.

Un elogio per il nuovo servizio arriva anche dal sindaco, Patrizia Barbieri, intervenuta come d’abitudine sul proprio profilo facebook. “Questo ulteriore sforzo – il suo commento – ci deve rendere ancora più orgogliosi del nostro sistema sanitario, dei valorosi medici in prima linea, di questi instancabili infermieri, operatori e volontari che pur avendo sulle spalle il peso di turni massacranti, non mancano di portare conforto emotivo a chi è in cura e ai familiari. Siete straordinari”.

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