Le dipendenze online in aumento

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Una notizia che non sorprende più di tanto dato che da qualche anno ormai il web è diventato un qualcosa di imprescindibile nella vita di tutti i giorni. L’utilizzo a tutto ciò che è multimediale cresce in modo esponenziale, basti pensare a quanto tempo si trascorre con il proprio smartphone tra le mani.

Una tendenza che riguarda tutti, ma alcuni di più; è il caso di coloro che possono dirsi dipendenti da tecnologie multimediali. La prima volta che si era sentito parlare di una cosa simile era il lontano 1995, quando fu coniato il termine Internet Addiction Disorder indicando l’abuso di internet che sfocia nel patologico. Quella definizione partiva prendendo a riferimento il gioco d’azzardo patologico e la dipendenza da internet veniva descritta come un abuso di questa tecnologia.

Ne è passato di tempo da allora e l’uso della rete è aumentato considerevolmente spinto da novità degli ultimi anni come proprio gli smartphone e soprattutto i social: in molti ospedali sono nati reparti appositi per curare queste dipendenze, che possono essere diverse e di varia natura. Tra le patologie della rete si segnalano ad esempio la paura di rimanere senza connessione mobile o di essere tagliati fuori dalle reti social; il trascorrere intere nottate in chat; l’utilizzo smodato di internet che porta ad un isolamento sociale dell’individuo.

In altri campi invece internet diventa un luogo più sicuro dove potersi intrattenere. Infatti, continuando a parlare di dipendenze, una recente ricerca della Nottingham Trent University ha dimostrato come la possibilità di fissare un limite di spesa quando si gioca online sia uno strumento valido adottato da diversi casino per limitare le problematiche di chi abbia dipendenza. Uno studio sul tema, incentrato su circa 50mila giocatori, ha dimostrato che effettivamente andare a porsi volontariamente un limite di spesa è una soluzione efficace per arginare la criticità. Perché il limite in questione era, in questi casi, auto-imposto.

Si parla quindi di una questione di volontà, fattore che potrebbe essere utile anche per limitare altre dipendenze come proprio quella da internet o dall’uso (smodato) dei social network. Per la serie, volere è potere.

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