Siglato l’accordo sulla sicurezza dei lavoratori, sospeso lo sciopero ad Amazon

Dopo una lunga trattativa, e undici giorni di sciopero, è stato siglato l’accordo tra i sindacati e Amazon sulla sicurezza dei lavoratori, in relazione all’emergenza coronavirus, all’interno dello stabilimento di Castel San Giovanni (Piacenza). I sindacati in particolare contestavano “la mancata integrale applicazione da parte di Amazon a quanto si è tradotto nell’intesa siglata tra Governo e Parti Sociali, con la redazione del Protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19 negli ambienti di lavoro”.

“Una trattativa lunga e soprattutto onerosa per i lavoratori, che hanno sostenuto lo sciopero dal 16 al 27 marzo – sottolineano in una nota Pino De Rosa (Ugl Terziario), Marco Alquati (Fisascat Cisl), Elisa Barbieri (Filcams Cgil) e Vincenzo Guerriero (Uiltucs) -. Non ha certamente aiutato il susseguirsi di Decreti del Governo ed Ordinanze Regionali che, oltre a delineare un quadro di permanente incertezza normativa, non ha alla fine chiarito una serie di questioni fondamentali, prima fra tutte quella delle merceologie sottoposte a blocco attività e quelle rientranti nelle eccezioni.”

“E’ nota la vastità delle merci commercializzata on line da Amazon, ma non solo. Rimane paradossale – affermano – la circostanza secondo la quale un’attività di commercio al dettaglio, per ragioni legate all’emergenza covid 19, debba restare chiusa, mentre nell’impianto Amazon di Castel San Giovanni girino oltre 1500 lavoratori al giorno e non si ravvisino le stesse ragioni di profilassi. Ne consegue anzi un vantaggio competitivo per il colosso multinazionale a danno della piccola attività, spesse volte di carattere familiare. Dobbiamo anche evidenziare che, probabilmente a causa della circostanza emergenziale, che pur comprendiamo, dalle varie autorità preposte cui ci siamo rivolti, non abbiamo tempestivamente avuto le risposte da noi attese.
 L’accordo trovato con Amazon, anche in applicazione del Protocollo del 14/03/2020, rappresenta pertanto la sola condizione per garantire la massima sicurezza possibile ai lavoratori”.

Accordo, fanno sapere i sindacati, che prevede “processi di pulizia costanti e sanificazioni programmate e tracciati; la programmazione delle attività lavorative e l’organizzazione delle postazioni con la garanzia che vi siano sempre almeno 2 metri di distanza tra i lavoratori; la chiusura di docce, spogliatoi ed aree fumatori consentendo ai lavoratori di portare con se telefonini ed altri effetti personali ed aumentando di 5 minuti la pausa retribuita”. Ingressi e uscite avverranno “in tre gruppi per ogni turno (due gruppi per il notturno) e con lo stesso criterio sarà fruita la pausa ed il relativo accesso alla mensa”. Verrà inoltre eseguito “il controllo della temperatura in ingresso a tutti i lavoratori, con la distribuzione quotidiana di mascherine e guanti quotidianamente a tutti i lavoratori”.

“Abbiamo inoltre convenuto – aggiungono i sindacati – che il Comitato, previsto dal citato protocollo, abbia compiti attivi nell’ambito delle misure condivise. Ci saranno pertanto durante i tre turni di lavoro sempre due Rappresentanti sindacali che, insieme a personale designato dall’azienda, potranno muoversi all’interno dello stabilimento collaborando all’attuazione delle misure ed alla verifica. Lo stesso Comitato si riunirà tutte le settimane, il lunedì ed il giovedì, ed in quelle circostanze si confronterà con l’azienda in merito ad eventuali criticità”.

Nell’ambito dello stesso accordo le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito la richiesta “di evadere solo gli ordini relativi ai beni di prima necessità”. 
L’azienda – fanno sapere sempre i sindacalisti – ha dichiarato “di ritenere opportuno per il momento utilizzare il monte ore completo con l’applicazione delle misure condivise”. 
Per quanto riguarda la distribuzione di mascherine, le parti hanno condiviso “l’obbligatorietà delle stesse” e ribadito “l’impegno alla distribuzione da parte dell’azienda”; laddove non si riuscisse nell’approvvigionamento sarà valutato, con gli RSA, “l’applicazione di ulteriori strumenti messi a disposizione della normativa vigente”. 
Quest’ultimo punto – viene sottolineato – significa in pratica che le organizzazioni sindacali chiederanno la sospensione dell’attività o la sua riduzione se non ci fosse un numero adeguato di mascherine o si incontrassero difficoltà applicative in relazione alle misure del Protocollo.

“Ci pare – concludono – che, pur in assenza di un quadro di regole stabili e certe, le parti sociali, con l’impegno degli RSA ed il sacrificio dello sciopero, siano riuscite a creare condizioni migliori per i lavoratori Amazon di Castel San Giovanni, stante l’emergenza sanitaria in corso. Condizioni che andranno verificate alla prova dei fatti e pertanto è stato sospeso lo sciopero”.

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