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Anche a Gragnano consiglio comunale online. Il sindaco Calza “Nulla sarà più scontato”

Il Primo Consiglio Comunale da remoto del Comune di Gragnano (Piacenza) si è inevitabilmente svolto alla luce della straordinarietà del momento dettata dalla pandemia.

“La seduta – spiega il sindaco Patrizia Calza -, si è aperta con un minuto di silenzio in onore e ricordo del sindaco di Ferriere Giovanni Malchiodi, del sacerdote Don Giovanni Boselli e di tutte le altre vittime del contagio. Ci si è congedati con la lettura di una mia riflessione sul momento presente, sui cambiamenti imposti alla ordinaria quotidianità, sulle lezioni da trarre da questo periodo di crisi e sulle opportunità da cogliere per impostare il futuro. La stessa verrà depositata agli atti, a beneficio di qualche eventuale futuro amante di storia locale che volesse approfondire lo studio della realtà gragnanese durante questo periodo che già è passato alla storia”.

“Nel corso della seduta – fa sapere il primo cittadino – si sono approvati il rendiconto di gestione del 2019 e si è proceduto ad un’immediata variazione del bilancio preventivo, applicando l’avanzo di amministrazione pari a 216mila euro. Queste risorse verranno utilizzate sia per finanziare accertamenti sismici sulle strutture di proprietà comunale, propedeutici all’arrivo di future risorse a ciò finalizzate, sia per sostenere diverse nuove spese di investimento: alla manutenzione strade vengono destinati 68mila euro, alla realizzazione di due diverse aree di sgambamento a Gragnanino e Gragnano Capoluogo 8mila euro, alla strada di accesso al cantiere per la nuova palestra 20mila euro; con la somma restante verranno invece finanziate opere accessorie alla stessa palestra (muretto perimetrale dell’area), la manutenzione del verde (sostituzione alberi di via Nespi, che verrà completamente riqualificata e manutenzione straordinaria giardino di via Carella) e nuovi punti luce nelle frazioni di Campremoldo Sotto e Casaliggio. Ovviamente tutti gli interventi sono sub iudice, stante la precarietà legata al contagio e alla chiusura di tutte le attività, compresi i cantieri pubblici”.

“Nella variazione – continua Calza – vengono conteggiati poi il contributo statale di 50mila euro per messa investimenti di messa sicurezza di strade o immobili o efficientamento energetico e la somma di 24.063,80 euro che la Protezione Civile ha recentemente assegnato al Comune di Gragnano per far fronte alle spese di prima necessità dei cittadini o nuclei familiari la cui condizione economica sia stata ridotta come conseguenza delle misure anti-contagio. A questa somma si aggiungeranno le risorse derivanti da donazioni private che stanno arrivando con grande generosità segno di un tessuto sociale sensibile e solidale”.

L’Assessore al bilancio Alberto Frattola ha inoltre messo in evidenza come siano “ampiamente rispettati tutti i parametri di legge (obblighi di pareggio, copertura dei servizi a domanda individuale, entità dell’indebitamento dell’Ente – in costante riduzione -, limiti di spesa per interessi passivi sui mutui, spese di rappresentanza – nel 2019 come sempre irrisorie e pari a 293 euro)”. Il livello di patrimonializzazione e gli indici di liquidità confermano “l’efficienza e la virtuosità dell’Ente, riconosciuta anche dalla minoranza che si è astenuta sul punto”.

“In particolare nel 2019, a fronte di molti interventi, non si è proceduto all’accensione di nuovi mutui e si è proceduto alla rinegoziazione di n. 12 mutui con Cassa Depositi e Prestiti (il Comune non ha mutui con Istituti Bancari) realizzando un risparmio di spesa di 13mila euro. Si è proceduto inoltre con l’attività di recupero dell’evasione con la riscossione di 99mila euro per Imu e 4mila per Tasi. Infine è stata approvata all’unanimità la modifica al Regolamento Tari che, oltre ad altre novità, recependo il dettato della Legge di Stabilità, sposta il termine di pagamento della seconda rata al 2 dicembre mentre recependo la normativa emergenziale differisce il termine di pagamento della prima rata dal 30 aprile al 30 giugno 2020”.

IL DISCORSO DI PATRIZIA CALZAQuesto che si è aperto con un minuto di silenzio per le vittime del contagio e si è appena concluso è il primo Consiglio Comunale svolto da remoto a Gragnano Tr. È anche il primo Consiglio tenutosi in situazione di emergenza dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Sarà la Prima volta dall’Editto di Costantino (313 d.C.) che i cristiani non avranno la libertà di partecipare ai riti religiosi neppure nella Settimana Pasquale. Tutto questo dice della gravità della congiuntura che sta vivendo il nostro Paese come tanti altri Paesi del mondo a causa della Pandemia.

Nel futuro i libri di storia scriveranno di questo periodo; alcune immagini simboliche, come il Papa orante in una Piazza San Pietro deserta, sono già passate alla Storia. Dunque, a corredo del verbale della seduta odierna, ho pensato di lasciare alcune righe scritte a beneficio di qualche amante di storia locale che, in futuro, volesse approfondire la conoscenza della vita della comunità gragnanese in questo particolare periodo.

Intanto siamo stati colti di sorpresa da questa tempesta universale. Ci siamo scoperti fragili e disorientati. La tecnica e la scienza non ci sanno rassicurare. La sensazione comune è che nulla sarà più come prima. Anche quando tutto sarà finito. Per chi ha perso persone care, per chi ha visto la morte in faccia, per chi sta vivendo con trepidazione questi giorni, per chi sta sognando di tornare alla vita fatta di ordinaria quotidianità.
Si avverte palpabile la paura dell’altro che è inumana, diabolica e deprimente. Nulla sarà più scontato. Le frequentazioni, gli incontri, le chiacchierate, i viaggi, tutto ciò che consideravamo normale, ci apparirà come straordinario.

La vita quotidiana ora ci impone rinunce piccole e grandi. Il divieto di assembramento ci costringe a separarci da amici e parenti; siamo invitati a evitare gli incontri; le attività scolastiche sono sospese così come le attività economiche, che non siano state decretate essenziali o strumentali a queste; i negozi, ad eccezione di quelli alimentari e di prima necessità, sono chiusi. I morti se ne vanno senza la vicinanza e il conforto di persone amate, in silenzio, perché nessuno può accompagnarli.

Si teme il contagio, ma si temono anche le conseguenze delle misure restrittive sul tessuto economico del paese. Siamo dunque tutti chiamati a rinunce o meglio “a atti di generosità” perché, mutuando le parole del Cardinal Bassetti in merito all’impossibilità di partecipare alle Messe della Pasqua, “è nostro dovere il rispetto verso quanti, nell’emergenza, sono in prima linea e, con grande rischio per la loro sicurezza, curano gli ammalati e non fanno mancare tutto ciò che è di prima necessità”. Siamo anche chiamati a riflettere sulla prova che ci viene imposta e, come sempre accade nei periodi di crisi, a cogliere opportunità e trarre “lezioni “per il futuro.

La prima lezione. La Pandemia ci consente “di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo” (Papa Francesco). In particolare l’esempio offerto da Medici e personale sanitario , in questi frangenti, è davvero ammirevole ed edificante, segno di un tessuto sociale che ancora vive in modo vibrante il valore assoluto della centralità della persona umana.

La seconda lezione. Il Servizio Sanitario pubblico Nazionale e Universale, introdotto da Tina Anselmi, che penso il nostro Comune dovrà trovare il modo di ricordare, si riconferma un valore da difendere e potenziare.
La terza lezione. Ci si salva solo tutti insieme. Ognuno di noi è corresponsabile della propria vita e della vita altrui. Da qui la necessità di osservare precisi comportamenti e di modificare i propri consueti stili di vita. Tralascio provvedimenti e interventi di Regione, Governo e Unione Europea facilmente rinvenibili e consultabili.

Porto lo sguardo invece alla realtà locale. Questo doveva essere l’anno in cui si sarebbero dovuti realizzare sogni perseguiti da decenni. Penso solo al nuovo palazzetto dello sport o alla ristrutturazione del centro culturale. L’imprevisto, li ritarderà…tuttavia tanti elementi positivi sono emersi in queste lunghe e drammatiche giornate e meritano di essere ricordati e valorizzati. Il primo pensiero va ai colleghi Sindaci che, superando la propaganda e le sue pressioni, hanno lavorato fin dal primo giorno con unità di intenti e nel massimo rispetto reciproco. Le decisioni e le richieste nei confronti delle autorità superiori sono state condivise e unanimi. Il confronto grazie alla tecnologia, quotidiano, così come quotidiani sono stati e sono i confronti con Prefettura e Dirigenza sanitaria. La Regione si è rivelata sempre disponibile ogni volta che si è ritenuto necessario.

Il secondo pensiero va ai dipendenti Comunali che, con correttezza e disponibilità, hanno proseguito nello svolgimento delle attività pur adeguandosi alle norme di sicurezza. In particolare meritano una menzione tutti i collaboratori dei Servizi Sociali, chiamati in questi frangenti ad un supplemento di impegno e attività. I loro sforzi e il loro lavoro ci consentono di provvedere alle persone in difficoltà, agli ultimi, agli anziani, ai disabili, a chi è solo, a chi in quarantena ed isolato, senza ricorrere al volontariato.

Il terzo pensiero è per i gragnanesi che si sono resi protagonisti di tante azioni di solidarietà sia a favore della sanità Piacentina che delle strutture socio-assistenziali, che a supporto delle iniziative sociali dell’Amministrazione Comunale. A partire dalla prima raccolta fondi pro Ospedale organizzata a livello provinciale, grazie all’intuizione della concittadina Elisa Ghezzi per arrivare alle donazioni di merce o denaro di tanti privati, associazioni e imprenditori. È di questi giorni l’ Avviso Comunale di raccolta fondi aggiuntivi alle risorse statali per la distribuzione di Buoni-spesa ai lavoratori e alle famiglie che hanno visto ridursi la capacità reddituale a causa del contagio. Le donazioni in cose e denaro stanno arrivando numerose: segno di una sensibilità diffusa.

Di questi generosi cittadini , una volta terminata l’emergenza, verrà compilato un elenco ufficiale perché rimanga agli atti e faccia parte della memoria condivisa della nostra comunità. Un pensiero anche alla Parrocchia e ai volontari che attivando, per la prima volta, la diretta streaming della Messa Domenicale offrono un prezioso contributo per mantenere comunque forte il senso di appartenenza alla comunità.

Concludo. “La possibilità è sempre la combinazione di due elementi: le opportunità e la speranza. È sbagliato pensare che perché qualcosa possa realizzarsi sia necessario intervenire solamente sul lato delle opportunità, cioè delle risorse e degli incentivi. Occorre piuttosto insistere sull’elemento della speranza, che non è mai utopia. Essa si alimenta con la creatività dell’intelligenza politica e con la purezza della passione civile. È la speranza che sprona all’azione e all’intraprendere, perché chi è capace di sperare è anche chi è capace di agire per vincere la paralizzante apatia dell’esistente” (Prof. Zamagni).

Chi leggerà in futuro queste righe ci giudicherà…anche rispetto a quest’ultima sfida.

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