Coronavirus, Colla e Bariola “Con Governo e Regione facciamo valere i nostri “Dop” sanitari”

“In questi giorni l’esclusione di Piacenza dal Covid Intensive Care è tema di confronto/scontro politico locale. In un primo momento, a dire il vero, ci siamo domandati, visto che Piacenza è stata tra le Province più colpite dal virus, il perché di questa esclusione che ci lasciava l’amaro in bocca. Poi, pensando alla cugina Parma, sede di università di medicina, della centrale operativa del 118, di un ospedale più completo a livello di specialità e struttura, l’amarezza ha lasciato il posto alla consapevolezza del fatto che pero’ Piacenza non debba uscirne senza nulla, senza nessun riconoscimento, visto il prezzo pagato e l’impegno di tutte le persone che – a vario titolo – stanno lavorando in questa durissima battaglia”.

Così i consiglieri comunali Roberto Colla e Gianluca Bariola intervengono su uno dei temi più “caldi” dell’emergenza coronavirus a Piacenza, avanzando quindi una proposta per dare risalto alle “best practices” sanitarie locali messe in campo durante l’epidemia. “Da qui – spiegano i consiglieri – il pensiero a valorizzare il più possibile i “Dop piacentini”, nati per combattere il virus: l’ospedale di Castel San Giovanni, dal 29/2 u.s. primo ospedale Covid in Italia (proprio qui, grazie all’intuizione del dottor Marco Stabile, condivisa con l’equipe multidisciplinare dell’ospedale castellano, l’utilizzo dell’Eparina per sconfiggere il virus); il metodo del dott. Cavanna (coadiuvato da un equipe di medici e infermieri): unità speciali di continuità assistenziale che visitano a domicilio le persone con sintomi Covid o positive, per combattere da subito il virus ed evitare il ricovero in ospedale”.

“Sì – sottolineano -, sono questi i “prodotti Dop”, a km 0, che dobbiamo far valere nella trattativa con Regione e Governo, che dobbiamo mettere sul piatto nella discussione con gli Organi di governo superiore al fine di drenare più risorse (economiche e umane) possibili affinché possano proseguire queste due esperienze, che non meritano assolutamente di fermarsi. Anzi, bisognerà dare loro gambe affinché i tanti dati raccolti possano essere studiati e interpretati al fine di fare la radiografia al virus, per poterlo mettere all’angolo. Non solo, ma queste esperienze richiedono tempi più contingentati per la costruzione del nuovo ospedale, che crediamo, oggi più di prima, la nostra città strameriti”.

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