Quantcast

Gestione emergenza covid, Lega e FdI chiedono alla Regione una commissione d’inchiesta

Una commissione speciale d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Emilia-Romagna. La richiesta arriva dalla Lega che ha depositato atto formale in Assemblea legislativa, suggerendo, come durata massima dei lavori, un anno dalla data dell’istituzione.

La commissione d’inchiesta, si legge nell’atto, dovrà concentrarsi sulle azioni messe in campo dalla dichiarazione dello stato di emergenza, il 31 gennaio scorso, con particolare riferimento: “All’attuazione del sistema di sorveglianza attiva per l’individuazione precoce della circolazione virale, alla stima del fabbisogno di dispositivi di protezione individuale (Dpi), di kit diagnostici e alla messa a punto di piani di approvvigionamento e distribuzione, al recepimento dei protocolli di utilizzo dei Dpi per le categorie professionali a rischio, alla verifica di cluster di morti inattese per sindrome influenzale e infezioni respiratorie acute in strutture di ricovero e cura nonché alle modalità di rilevazione settimanale del numero di accessi al pronto soccorso e del numero di ricoveri in un campione di comuni, all’attuazione delle indicazioni predisposte a livello centrale sulle modalità per l’isolamento dei pazienti con sintomatologia sospetta a livello domestico o in apposite aree attrezzate di strutture pubbliche, alle modalità di attuazione dell’isolamento, della quarantena e della sorveglianza attiva dei contatti e, infine, all’allarmante situazione che si sta delineando all’interno delle strutture residenziali per anziani da giorni al centro di polemiche”.

Il regolamento dell’Assemblea prevede che l’istituzione delle commissioni d’inchiesta avvenga attraverso un voto del Parlamento regionale che deve esprimersi a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Lo stesso Consiglio regionale determina la durata e i poteri della commissione. Al termine del lavoro, la commissione d’inchiesta deve presentare una relazione finale all’Assemblea. La richiesta vede come primo firmatario il capogruppo della Lega Matteo Rancan ed è stata sottoscritta da Gabriele Delmonte, Emiliano Occhi, Daniele Marchetti, Valentina Stragliati, Fabio Rainieri, Fabio Bergamini, Andrea Liverani, Stefano Bargi, Maura Catellani, Matteo Montevecchi, Massimiliano Pompignoli, Michele Facci e  Simone Pelloni.

FRATELLI D’ITALIA – A chiedere una commissione assembleare d’inchiesta sono anche i consiglieri di Fratelli d’Italia Marco Lisei, Michele Barcaiuolo e Giancarlo Tagliaferri: “Nella nostra regione – sottolineano – non è stato predisposto immediatamente un piano per sottoporre a tampone il più ampio numero possibile di cittadini, come pure non si è provveduto a sottoporre a questo test il personale sanitario; ancora oggi, dopo altisonanti annunci su una nuova fase contro il Covid-19 con 5 mila tamponi al giorno, i dati relativi ai criteri e al reale numero di tamponi eseguiti non sono chiari e solo solo successivamente si è scelto di eseguire test sierologici”.

Per questi motivi, secondo i richiedenti, “è necessario avere tutti i dati in merito e analizzare se i tamponi eseguiti siano stati sufficienti a contenere la diffusione del virus, le ragioni di questa scelta e le possibili alternative”. Secondo Lisei, Barcaiuolo e Tagliaferri “alcune scelte compiute per contrastare la diffusione del virus potrebbero essere state veicoli per una sua maggiore propagazione, come, ad esempio, dislocare i pazienti infetti in più strutture ospedaliere sparse sul territorio regionale e non sollecitare la sanificazione delle strade”.

I consiglieri, pertanto, chiedono “l’istituzione di una commissione speciale d’inchiesta per indagare e fare luce su tempestività, efficacia e responsabilità dei provvedimenti adottati e sulle carenze che il servizio sanitario regionale ha dimostrato nell’affrontare l’emergenza pandemia”.

GIBERTONI (5 STELLE) – Anche Giulia Gibertoni (Misto), sollecita l’istituzione di una commissione ad hoc con la più ampia partecipazione di tutte le forze politiche per fare luce sulla diffusione del coronavirus e sul tragico numero di decessi nelle strutture sanitarie e nelle Case di riposo emiliano-romagnole.

“L’obiettivo è quello di conoscere genesi, diffusione e articolazione delle criticità del sistema sanitario regionale e di avere per il futuro indicazioni sugli strumenti da utilizzare per correggerne le distorsioni”, sottolinea la consigliera, che ammonisce: “vanno facilitate le procedure di risarcimento danni per le vittime e accertate le responsabilità, che potrebbero essere individuate a livello delle istituzioni politiche e sanitarie, chiaramente tenendo indenne l’operato del personale medico e paramedico, unanimemente riconosciuto oggi come eroico, essendo impegnato in prima linea nella lotta all’emergenza il più delle volte senza il necessario supporto informativo e protettivo e perciò esso stesso per primo vittima del contagio”.

“Occorre analizzare la gestione dell’emergenza da parte del sistema sanitario regionale- rimarca Giulia Gibertoni- nonché l’operato dei vertici delle strutture sanitarie regionali per individuare gli eventuali errori e per evitare che si riproducano in futuro, puntando a migliorare sia la gestione delle future emergenze sia la qualità del nostro sistema sanitario regionale e tutelando di più i nostri medici e operatori sanitari, che sono stati in prima linea in questa emergenza”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.