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Giuristi Cattolici di Piacenza “Illogico e discriminatorio vietare le messe con fedeli nella fase 2”

Il divieto di celebrare funzioni religiosi con fedeli è “verosimilmente illegittimo ed incostituzionale; secondariamente che la persistenza di tale divieto nella cosiddetta e preannunciata ‘fase 2’ è illogica, irrazionale e discriminatoria, sotto questo profilo aggravando i profili incostituzionalità e, comunque, di illegittimità che contraddistinguono sia il divieto che gli eventuali conseguenti provvedimenti sanzionatori”.

Lo sostiene l’Unione Giuristi Cattolici di Piacenza, in una nota inviata in redazione. “La Costituzione – scrivono – non contiene, per una precisa volontà dei Costituenti, norme specifiche per la gestione delle emergenze, e che il Governo ed il suo Capo possono attualmente legittimamente operare in virtù della delega loro conferita con il decreto legge n. 19/2020, “secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio nazionale ovvero sulla totalità di esso”. E’ dubbio che lo potesse fare in precedenza. Nella scelta e nella attuazione di tali misure, il Presidente del Consiglio dei Ministri potrà, quindi, adottare propri decreti che dovranno, tuttavia, rispettare, oltre ai limiti della delega, il criterio della ragionevolezza ed il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento, primo tra i quali il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 Cost. e quello, ad esso sotteso, di non ingiusta discriminazione, in particolare nel bilanciamento di ogni diritto costituzionale con quello della libertà di culto, ci cui all’art. 19 Cost..”

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri – continuano i Giuristi Cattolici – non potrà, inoltre, prescindere dalla portata normativa dell’art. 7 Cost., secondo il quale “lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno, nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”, e dell’art. 5 della legge 121/85, il c.d. ‘Nuovo Concordato’, che concerne il regime degli edifici aperti al culto, nei quali la forza pubblica non potrà entrare senza averne dato previo avviso all’autorità ecclesiastica (l’art. 405 c.p. sanziona come reato il turbamento di funzioni religiose). Su tali premesse, con particolare riguardo alla rimozione del divieto delle funzioni e, in particolare, della Santa Messa, centro della vita cristiana, anche l’UGCI di Piacenza, come altre numerose ed autorevoli voci, ritiene innanzitutto che tale divieto sia verosimilmente illegittimo ed incostituzionale; secondariamente che la persistenza di tale divieto nella cosiddetta e preannunciata ‘fase 2’ sia illogica, irrazionale e discriminatoria, sotto questo profilo aggravando i profili incostituzionalità e, comunque, di illegittimità che contraddistinguono sia il divieto che gli eventuali conseguenti provvedimenti sanzionatori”.

“Le circostanze impongono a tutti non liti ma grandi impegno, attenzione e prudenza alla salute delle persone. Per quanto riguarda la libertà religiosa l’atteggiamento collaborativo della Chiesa e dei fedeli ne è vivida espressione. Ma la UGCI di Piacenza – conclude la nota – auspica che il Governo ed il suo Capo pongano la dovuta maggiore attenzione alle esigenze spirituali della popolazione e, in particolare, ai valori della cristianità, che costituiscono indefettibile fondamento delle nostre cultura e civiltà, e si attivino quindi sollecitamente per la rimozione delle irragionevoli discriminazioni in atto. Il Presidente della Repubblica e il Parlamento vigilino ed eventualmente intervengano, perché questo effettivamente avvenga”.

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