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Il coronavirus si porta via anche Sepulveda. Nel 2002 venne a Piacenza, ospite di Carovane

Il mondo della letteratura piange Luis Sepulveda, stroncato dal coronavirus contratto alla fine di febbraio.

Sopravvissuto alle torture e al regime di Pinochet, lo scrittore cileno si è spento a 70 anni nell’ospedale di Oviedo dove era ricoverato dopo aver contratto il virus insieme alla moglie, la poetessa Carmen Yanez. Sepulveda era stato ospite a Piacenza nel settembre 2002, durante quella stagione incredibile che ha rappresentato la rassegna culturale Carovane per la nostra città. Lo scrittore era il big del momento, molto conosciuto e amato per la favola tenera “La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare”, da cui il regista Enzo D’Alò aveva tratto un film d’animazione altrettanto apprezzato.

Sonia Galli, della libreria Fahrenheit, lo ricorda come una persona “molto pacata, non espansiva ma di una gentilezza e cortesia estrema, sia con noi, che facevamo parte dell’organizzazione, sia con le numerose persone che erano venute ad assistere al suo incontro e si erano messe in fila a chiedere l’autografo”. La partecipazione di Sepulveda a Carovane, organizzata con il supporto della Provincia (amministrazione Squeri) e da Italia Cuba, con i direttori artistici Renzo Carrà e Paolo Maurizio Bottigelli, era stata resa possibile grazie al suo editore italiano, Guanda e a Gianni Minà, all’epoca consulente della manifestazione.

“Insieme a Sepulveda c’era la moglie, la poetessa Carmen Yanez, avevano parlato di quello che avevano subito durante il regime di Pinochet. Carmen in particolare aveva parlato delle torture in carcere: si percepiva che era una donna che aveva amato molto e sofferto molto, lasciando tutti molto commossi – racconta Sonia Galli -. Ho avuto modo poi di incontrare nuovamente Sepulveda pochi mesi fa a Milano, in occasione di una cena organizzata nell’ambito di in festival letterario. L’avevo trovato in grande forma e avevamo parlato di Piacenza, di cui si ricordava bene, per aver partecipato a una manifestazione, all’epoca, abbastanza unica del suo genere. Era davvero un narratore nato, un talento che emergeva sia durante gli incontri pubblici che ovviamente nella scrittura”.

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