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Negri (Confcoop): “Chi dimostra di produrre in sicurezza deve poterlo fare”

Come ripartire una volta superata l’emergenza sanitaria da Covid19? Al dibattito nel mondo del lavoro in vista della cosiddetta “fase due” si aggiunge il pensiero di Daniel Negri presidente provinciale di Confcooperative Piacenza. Ecco il suo intervento:

E’ di ieri la sottoscrizione del percorso per la riapertura in sicurezza delle filiere produttive che la Regione Emilia-Romagna propone al Governo, al quale spetta il compito di emanare regole e indicazioni valide per tutti, percorso avvenuto all’interno del confronto tra istituzioni e le rappresentanze sociali facenti parte del “Patto per il Lavoro” regionale, che vede come firmataria anche Confcooperative. Un percorso che avrà il suo proseguo anche sul tavolo provinciale. Mi preme innanzitutto sottolineare il grande contributo dato dalla cooperazione nel mantenere aperti servizi essenziali per le nostre comunità: assistenza anziani, servizi di pulizie e igienizzazione, sistema agroalimentare, supporto logistico e manifatturiero alle filiere essenziali. Allo stesso modo va ricordato che molte attività che coinvolgono in particolare i servizi alle famiglie, alla persona, ai giovani e alle persone più fragili sono ferme con le nostre aziende a rischio zero reddito.

È quindi assolutamente necessario iniziare a impostare una strategia di ‘convivenza’ in sicurezza con il COVID-19 a breve-medio periodo; non si può certo pensare di ‘ripartire’ quando i contagi saranno a zero. Rimanendo ai livelli decisionali provinciali, non possiamo che auspicare e sostenere con le nostre proposte e competenze un lavoro di rapida ‘ri-progettazione’ di tutti i servizi alla persona che coinvolgono il sistema pubblico-privato di cui le nostre cooperative sono protagoniste, in modo da poter in tempo breve riprendere a dare servizi alle famiglie e alle utenze deboli. Per il settore produzione e lavoro occorre uscire da subito dal sistema dei ‘codici Ateco’; chi dimostra di poter produrre in sicurezza, tutelando al contempo sia i propri lavoratori sia i propri clienti e fornitori, deve poterlo fare. Poi c’è un aspetto di primo piano che non può rimanere esterno ai ragionamenti legati alla “Fase 2” è possibile pensare una ripartenza di tutti i comparti produttivi con tutti i servizi, dagli asili nido alle scuole, ancora chiusi? Certo che no, è per questo che è necessario da subito ‘attrezzarsi’ per pensare ad un ritorno alla normalità per i nuclei famigliari in sicurezza.

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