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Piacenza e la “fase due”: “Un piano di rinascita per la città, il Governo c’è”

Piacenza guarda alla “fase due” dopo l’emergenza sanitaria in via di graduale superamento.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli interviene dalle colonne di “Libertà” per formulare una proposta e indicare un metodo: “Abbiamo bisogno di alleanze, di pensiero e di progetti perché non possiamo affrontare il domani con gli schemi del passato e perché il dramma che ci ha investito deve portare a uno scatto morale di tutta la comunità. Serve una risposta all’altezza dei tempi, un piano straordinario di rinascita di Piacenza. Che valorizzi a dovere quanto siamo riusciti a dimostrare agli occhi del Paese in queste settimane. Che rilanci il territorio in un rapporto proficuo con la Regione, che metta a frutto tante competenze mediche e tecniche e le innovazioni del lavoro imposte dall’emergenza”.

De Micheli ripercorre i momenti più duri dell’emergenza sanitaria, ricorda la forza di reazione della sua città e rivendica anche il supporto arrivato dalle istituzioni: “Il Governo e la Regione Emilia Romagna hanno offerto tutto l’aiuto possibile alla nostra città: siamo stati per certi versi l’avanguardia di una risposta sanitaria e organizzativa che poi ha interessato anche altri territori colpiti dall’epidemia. Per alleviare la pressione sulle terapie intensive – prosegue – è stato insediato in tempi record un ospedale militare da campo, sono arrivati per primi i medici volontari e gli infermieri reclutati dalla Protezione Civile nazionale, siamo riusciti ad ottenere una redistribuzione dei nostri malati più gravi in strutture adeguate alla cura fuori dalla provincia. Nei nostri ospedali è stata avviata con tempestività la sperimentazione dei farmaci, con risultati di rilievo grazie all’eccellenza professionale di tanti medici, e siamo riusciti progressivamente ad incrementare il numero dei tamponi”.

E non manca un appello all’unità e ad evitare polemiche in questa fase ancora di grande difficoltà: “Finora siamo stati quasi costretti a non guardarci indietro, anche se il tempo dei bilanci e della discussione su quanto è stato fatto arriverà. Basta che non si commetta l’errore più grande: la superficialità. Non possiamo guardare con gli occhi del presente la situazione che ci siamo trovati ad affrontare quando l’infezione si è manifestata nel nostro Paese”.

“Anche Piacenza dovrà rialzarsi dopo la lunga ed estenuante battaglia contro il virus. E non lo farà di certo – fa notare – con le polemiche, non lo farà isolandosi e piangendosi addosso: confido davvero che questa presa di coscienza possa coinvolgere tutti, oltre gli steccati della politica. A partire dalla sanità naturalmente, con il nuovo ospedale da accelerare, il progetto di un polo nazionale di sperimentazione e di ricerca sul Covid19, e la medicina territoriale con l’esperienza fatta sul campo. E ancora il tema infrastrutture e la ripresa delle nostre filiere industriali di riferimento”.

E conclude affermando che il Governo ci sarà ancora per sostenere la ripresa di Piacenza: “La dimensione della tragedia che ci ha colpito non può esimerci dal considerare che ogni crisi nasconde sempre grandi opportunità. E allora si mettano insieme gli amministratori, le forze sociali, del lavoro e intellettuali, nessuno può sentirsi escluso”.

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