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“Più posti letto in terapia intensiva per pazienti di Parma, Piacenza e Reggio Emilia”

Sapere quanti dei posti letto di terapia intensiva finora annunciati siano già operativi a Reggio Emilia, Parma e Piacenza, in termini di dotazioni strumentali e di personale e quanti ce ne saranno entro il prossimo 3 aprile.

A portare la questione sul tavolo della Giunta regionale, con una interrogazione, è il consigliere piacentino Giancarlo Tagliaferri (Fdi). “L’Emilia-Romagna – spiega l’esponente di Fdi – resta in prima linea con province al collasso, come Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Rimini” e” su 1.650 posti letto attuali risultano occupati 1.330″. Secondo Tagliaferri, “la complessità del problema è legata alla dislocazione dei posti di terapia intensiva liberi in diversi ospedali, soprattutto perché le persone contagiate dal Covid-19 nel giro di pochi minuti possono aggravarsi e aver bisogno di passare dalla terapia subintensiva a quella intensiva”. Il problema dei posti letto, secondo il consigliere di opposizione, è noto da tempo: “Già due anni fa – sottolinea – si era reso necessario il rinvio di molte operazioni, anche gravi, per sovraffollamento da semplice influenza”.

Tagliaferri, quindi, interroga la giunta per sapere “quanti dei posti letto di terapia intensiva finora annunciati siano già operativi a Reggio Emilia, Parma e Piacenza, in termini di dotazioni strumentali e di personale, e quanti ce ne saranno entro il prossimo 3 aprile, data stabilita per il raggiungimento di quello che dovrebbe essere il picco massimo dell’epidemia in corso”. Inoltre, chiede, “viste le parole del presidente della Regione Bonaccini (che ha dichiarato come solo il 50% delle terapie intensive esistenti nella nostra regione risultino al momento utilizzate), il motivo per il quale non vengano presi in cura i tanti malati di Piacenza, Parma e Reggio Emilia nelle strutture dove ci sia ancora disponibilità”.

Infine, domanda “quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare per far sì che il personale sanitario abbia, entro il prossimo 3 aprile, tutti i dispositivi di protezione necessari ad affrontare un eventuale aumento di persone contagiate”.

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