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Quel Piacenza-Foggia che non finiva mai: ricordo di una domenica esaltante

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Luigi Carini, “decano” dei giornalisti sportivi piacentini, ci fa fare un tuffo nel passato biancorosso. Nel suo nuovo Amarcord dedicato al Piacenza Calcio, ci riporta al 28 novembre del ’93 e ad una partita sicuramente tra le più emozionanti mai andate in scena sul prato del “Garilli”

Piacenza-Foggia: gol Turrini

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Se la vittoria nel derby con la Cremonese del ’66 aveva avuto un sapore epico e quella 30 anni dopo sull’Inter era stata di grande prestigio, il successo sul Foggia per 5-4 è stata probabilmente se non la partita più bella (nel calcio la bellezza è sempre molto relativa), sicuramente la più emozionante.
 Per il Piacenza di Gigi Cagni era la prima esperienza in serie A. La formazione, promossa dalla B, non aveva subito profondi cambiamenti. Dal Verona era arrivato il difensore Cleto Polonia e dal Parma l’attaccante Ferrante, mentre avevano lasciato la maglia biancorossa il centrocampista Fioretti (passato al Verona) e l’attaccante Simonini, arrivato a fine contratto.

L’inizio del campionato era stato piuttosto difficoltoso e sfortunato. Quattro pareggi, soltanto 2 vittorie (sul Lecce in casa e col Genoa fuori casa) e 4 sconfitte. Quando il 28 novembre del ’93 per la 13^ giornata di campionato al “Garilli” (all’epoca ancora Galleana) arrivò il Foggia di Zeman c’era impellente necessità di fare punti per allontanarsi dalla zona retrocessione. Gigi Cagni guidava una squadra già ben collaudata negli schemi, con Taibi in porta, Polonia e la sorpresa (indovinatissima) Brioschi difensori esterni; la solita coppia centrale Maccoppi-Lucci; Papais centrocampista davanti alla difesa con due cursori di fascia quali Ferrazzoli e Turrini; Moretti trequartista, con Piovani e Ferrante di punta.
 Agli ordini dell’arbitro Rodomonti di Teramo il Foggia di Zeman si schierava con: Mancini, Nicoli, Di Bari (dal 12’ Bucaro); Di Biagio, Bianchini ii°, Chamot; Bresciani (dal 60’ Cappellini), Seno, Kolyvanov, Stroppa, Roy.

Piacenza Calcio 93-94

Pur essendo già in autunno inoltrato la giornata era bella, arieggiata e serena con poche nuvole in cielo. Il pubblico era quello delle grandi occasioni. Oltre agli 8.300 abbonati completavano i posti altri 6 mila spettatori, molti dei quali attratti dalla fama di Zeman, depositario del gioco spettacolo ed offensivo.
“Ero moderatamente fiducioso – ricorda Gigi Cagni -, avevo visto la mia squadra crescere di partita in partita, il gruppo era compatto ed affiatato, durante la settimana si era allenato molto bene e poi il nostro gioco di schemi veloci di rimessa si sposava bene contro le squadre che difendevano alte e facevano il fuori gioco”.

I fuochi d’artificio cominciarono subito scoppiettanti: la lancetta dell’orologio non aveva ancora terminato il secondo giro che le due squadre avevano già avuto un’occasione per parte, ma al secondo tentativo il Piacenza passò in vantaggio con un meraviglioso spunto di Piovani che, dopo essersi bevuto la retroguardia ospite in velocità, aveva messo in rete il pallone col sinistro dopo che il portiere aveva respinto sulla sua precedente conclusione di destro. Il Piacenza avrebbe potuto raddoppiare poco dopo, ma la bella conclusione di Ferrante si stampò sul palo. Furono i pugliesi, invece, a trovare la rete con un pregevole spunto dell’olandese Roy. A questo punto la partita diventò davvero pirotecnica: Piovani, Ferrante, Turrini ed un ispirato Moretti continuavano a creare pericoli a Mancini, che venne presto trafitto prima da una stupenda giocata di Ferrante con stop di destro e conclusione di sinistro dal limite e quindi da un colpo di testa di Ferrazzoli (primo ed unico gol in serie A) su uno splendido cross di Turrini. 3-1 (!).

Piacenza - Foggia: gol Piovani

Il Foggia, schiumante di rabbia e di furia agonistica, si gettò in avanti in modo massiccio; in suo soccorso arrivò una discutibile decisione dell’arbitro che assegnò, tra le vibranti proteste di Cagni e del pubblico, ai pugliesi un calcio di rigore su presunto fallo di Lucci su Kolyvanov: Giovanni Stroppa trasformò il penalty e si andò al riposo sul 3 a 2 con tante recriminazioni da parte biancorossa per le numerose occasioni sprecate. 
La ripresa venne giocata a ritmi infernali, con il Piacenza che cercava il gol della tranquillità ed il Foggia alla disperata ricerca del pareggio che ottenne ancora con Roy, bravo a sfruttare un pacchiano errore difensivo ed a superare di testa Taibi. Nei 3’ che seguirono successe di tutto: prima un gran guizzo di Turrini riportò in vantaggio il Piacenza, ma non si era ancora spenta l’esultanza che l’ex biancorosso Cappellini con una rasoiata batté l’incolpevole Taibi. 4-4.

“Si trattò davvero – racconta uno dei protagonisti Daniele Moretti – di una partita pazzesca: tutti, noi ed i nostri avversari, ci eravamo resi conto che si poteva segnare e volevamo farlo. Gli schemi erano saltati e si giocava all’improvvisazione. Ad un tratto passai accanto alla panchina foggiana e vidi Zeman alzarsi e gridare a Stroppa di andare avanti, avanti perché si poteva e volevano vincere la partita”. 
A vincere, però, fu il Piacenza perché, dopo che Cagni aveva protetto la difesa facendo entrare Chiti al posto di Ferrante, proprio a 5’ dal termine un velo di Moretti tagliò fuori tutta la difesa e mise Turrini in condizione di battere a rete ed il “Turro” non mancò la presa: il suo destro si insaccò alla destra di Mancini nell’angolo basso. Naturalmente le emozioni non finirono perché negli ultimi minuti ci furono ancora buone opportunità per entrambe le squadre, ma il risultato non cambiò.

Piacenza-Foggia: gol Turrini

L’entusiasmo del pubblico era salito alle stelle e gli applausi furono interminabili anche abbondantemente oltre l’ingresso negli spogliatoi delle due squadre. Ogni spettatore aveva scolpito nella memoria un ricordo indelebile di una giornata esaltante.
 La vittoria fu celebrata con grandi titoli dai giornali, con osanna e panegirici per tutti ed in modo particolare per l’allenatore Gigi Cagni. Ebbe, però, una coda sorprendente. Ce la racconta ancora Daniele Moretti:
 “Al martedì successivo, alla ripresa degli allenamenti, noi giocatori eravamo tutti allegri e ci aspettavamo gli elogi del nostro mister, che invece ci affrontò scuro in volto, severo ed arrabbiato. “Non si possono prendere quattro gol in casa. Specialmente nella fase difensiva non avete fatto quello che vi avevo chiesto, che non succeda più”.

Purtroppo quattro goal li prendemmo subito dopo in casa della Cremonese. Ma questa è un’altra storia.

Luigi Carini

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