Sasso attacca il sindaco di Sarmato “Occorre fare di più per aiutare aziende e nuovi poveri”

“Occorre fare di più per aiutare le aziende e le famiglie in difficoltà del Comune di Sarmato”.

Lo sollecita il consigliere di minoranza Piero Sasso, sostenuto da Forza Italia Piacenza, contestando l’operato del sindaco Claudia Ferrari e della maggioranza nel gestire l’emergenza Covid19. “Per rispetto a tutti i sarmatesi che vivono questo delicato momento è necessario fare opportuna chiarezza evidenziando le criticità nel gestire la situazione, in un paese che conta circa 260 attività produttive suddivise tra agricoltura, manifattura, partite iva nell’artigianato e nel commercio: molti di questi soggetti rischiano, se riapriranno, di non continuare a lungo – afferma il consigliere in una nota stampa inviata in redazione -. In questo scenario bisogna aggiungere le famiglie bisognose, i nuovi poveri, e i servizi ordinari come ad esempio la scuola. Come prima proposta sarebbe opportuno sgravare le attività economiche del paese, di ogni genere e grandezza, in cui occorre specificare bene anche negozianti quali bar e tabaccherie, della tassa rifiuti per tutto il periodo di chiusura dovuto all’emergenza in quanto non hanno prodotto rifiuti e per il comune accollarsi l’eventuale costo dell’affitto delle loro sedi”.

“”Per le famiglie bisognose e quelli che sono diventati purtroppo i “nuovi poveri” a seguito dell’emergenza il Comune dovrebbe accollarsi l’affitto per alcuni mesi e il pagamento delle bollette e della tassa rifiuti. Altra iniziativa utile è l’acquisto e la distribuzione in comodato d’uso di un tablet per anziani per poter interagire con i propri cari senza percepire la loro lontananza in quanto ritengo che l’isolamento sociale, la percezione della solitudine e la depressione potrebbero danneggiare la salute di queste persone fragili; il dispositivo servirebbe altresì all’assistente sociale la quale avrebbe un immediato controllo degli anziani”.

“Voglio ringraziare – prosegue – tutti i volontari che in questo periodo si sono spesi per la distribuzione delle mascherine presso le famiglie sarmatesi ma voglio sapere dall’amministrazione quanti soldi (che sono dei cittadini sarmatesi che pagano le tasse) sono stati spesi per l’acquisto delle mascherine, dal momento che ci risulta che quelle elargite provengono dalla Regione o da qualche benevolo privato: bisognerebbe seguire l’esempio virtuoso di alcuni comuni piacentini che hanno voluto integrare con propri soldi l’acquisto di ulteriori mascherine, considerando il massiccio uso che se ne dovrà fare. Suggerisco inoltre di far effettuare test clinici finalizzati ad avere una mappatura più chiara di eventuali contagi sommersi (misura già adottata da un comune pavese di cinquemila abitanti)”. “Come poter recuperare i soldi necessari per far fronte a queste spese? Ad esempio attivare un bando di raccolta fondi, come già fatto per le luminarie di Natale – propone il consigliere – e contestualmente utilizzare le entrate straordinarie derivanti dal contributo che versa l’azienda del compostaggio ogni anno: tali contributi in via eccezionale si potrebbero spostare da spese in conto capitale a spese correnti (già fatto nel bilancio di anni passati)”.

“Relativamente al discorso scuole – aggiunge -, sarebbe opportuno capire quali siano gli accorgimenti che intenderà adottare l’amministrazione per le aule delle scuole locali, tenendo conto delle normative vigenti pertinenti al distanziamento tra banchi, e la relativa tempistica. Sulla disinfestazione delle strade intendiamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa importante attività ma ci chiediamo se l’amministrazione ha aperto un tavolo di confronto con Iren: sappiamo che in altri comuni piacentini la sanificazione è avvenuta con mezzi appositi e personale di questa azienda e che hanno eseguito questa operazione diverse volte; riteniamo doveroso che vengano eseguite nuove disinfestazioni visto il periodo di siccità e che queste possano riguardare tutte le strade comunali, nessuna esclusa. Sempre con Iren sarebbe opportuno aprire un discorso più ampio relativamente ai rifiuti per arginare al massimo i costi a carico dell’ente”.

“In articolo recentemente apparso sui vari giornali si evidenziava, tramite indagine Istat, che nel comune nel mese di Marzo di quest’anno ci sono stati ben sedici decessi: comparandolo con lo stesso periodo del 2019 (quando i decessi furono soltanto due) hanno fatto rientrare Sarmato tra i cinque comuni con il più alto tasso di mortalità, ovvero più 700%: ritengo necessario programmare, ad emergenza terminata, un consiglio comunale aperto al pubblico coinvolgendo i Dirigenti Sanitari Piacentini che potrebbero illustrare e spiegare le cause di tale statistica appagando in questo modo dubbi, perplessità e giustificati timori dell’intera cittadinanza relativamente a questa triste situazione. Richiedo inoltre se sia condivisibile la possibilità in futuro, e comunque a termine esigenza coronavirus, di dedicare una strada, una piazza, un’area verde o la realizzazione di un monumento o lapide a medici, infermieri ausiliari e forze dell’ordine, che a causa della nota emergenza sanitaria hanno perso la vita lasciando nel dolore le proprie famiglie”.

“Altro argomento importante – prosegue ancora la nota – è il cimitero: purtroppo le nuove disposizioni non permettono l’accesso al camposanto ma abbiamo visto e letto che in altri comuni valtidonesi la ditta che ha in gestione la cura e la manutenzione di questo luogo ha provveduto a proprie spese alla pulizia delle tombe, al cambio dell’acqua ai fiori, ad estirpare le erbacce, a togliere i fiori secchi per fronteggiare l’incuria dovuta alla situazione di emergenza; sarebbe importante sapere quali misure ed eventuali richieste ha preso oppure ha intenzione di intraprendere l’amministrazione in quanto, ad oggi, non mi risulta che abbia fatto azioni in questo senso. In questo periodo si è notata in paese l’autovettura del Comune guidata da consiglieri di maggioranza, ed in alcuni casi accompagnati anche dal sindaco seduta anteriormente: supponiamo che la finalità sia stata quella di notare eventuali assembramenti di persone e di redarguire cittadini che non rispettino i vari divieti imposti come dal noto Decreto. Mi permetto di segnalare che si dovrebbe sempre dare il buon esempio: non uscire in due in autovettura, o quanto meno, anche per il rispetto delle distanze, sedersi sul sedile posteriore, anche se la cosa ottimale sarebbe l’uscita di un unico soggetto. Nel caso di uscita in due sarebbe la valida occasione di fare il porta a porta, ponendo in essere del volantinaggio finalizzato ad avvisare ed aggiornare la popolazione circa l’attuale emergenza: non tutti sono collegati a linea internet”.

Molte di queste segnalazioni sono già state depositate in comune da diverso tempo e verranno presentate dal consigliere Piero Sasso giovedì prossimo in consiglio comunale.

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