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Tagliaferri (FdI) contro Bonaccini “Basta annunci propagandistici”

“L’annuncio del governatore Stefano Bonaccini è arrivato prima di Pasqua. La nostra regione dovrebbe diventare (il condizionale è d’obbligo) l’hub nazionale per la terapia intensiva contro il Covid. Sembra si tratti di 146 posti letto che andrebbero a supportare le terapie intensive regionali e la rete nazionale. Un investimento, per ora solo sulla carta, di 26 milioni per un intervento strutturale e non di emergenza. Il progetto, lanciato nei soliti modi propagandistici di Bonaccini, ha tuttavia destato non poche perplessità. In primo luogo, quella della scelta degli ospedali coinvolti dall’operazione. Pretendiamo di conoscere per quali ragioni Piacenza sia stata esclusa dalle città i cui nosocomi diventeranno sede di questi posti letto (Parma, Modena, Bologna e Rimini) nonostante il virus abbia colpito il piacentino più duramente”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri. “Chiediamo, poi, se questi posti letto saranno davvero aggiuntivi a quelli già esistenti. In queste settimane, infatti, centinaia di posti letto di vari reparti ospedalieri della regione sono stati riconvertiti in letti per pazienti affetti da Covid. L’operazione è stata enfaticamente soprannominata dalla Regione ‘Piano regionale di rafforzamento di posti letto’. Immaginiamo che con la diminuzione degli infettatati questi reparti torneranno alle loro funzioni originarie”.

“Non vorremmo – prosegue Tagliaferri – che, con un gioco di prestigio, i posti letto sottratti ad altri reparti fossero convertiti strutturalmente per questo progetto. Le solite nozze con i fichi secchi, ma annunciate in pompa magna. Non è da dimenticare, infatti, che il collasso del sistema sanitario dell’Emilia-Romagna di fronte all’emergenza è stato determinato anche dal drastico taglio di posti letto avvenuto in questi anni. Né possiamo tralasciare il fatto che, a fronte degli annunci per l’hub, la Giunta Bonaccini ha volutamente sottostimato l’emergenza in provincia di Piacenza, mettendo il silenziatore su quanto stava accadendo, oltre a non garantire tuttora servizi indispensabili, come le Unità speciali di continuità assistenziale per la gestione a domicilio dei contagiati dal Covid”.

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