Articolo Uno al sindaco Gandolfi “Concentrare i ricoveri Covid a Piacenza, Fiorenzuola completi i lavori dell’ospedale”

La sezione di Fiorenzuola di Articolo Uno invia una lettera aperta al sindaco, Romeo Gandolfi in merito alla situazione della rete sanitaria, alla luce dell’epidemia Covid.

“Ci rivolgiamo a Lei – scrivono -, in qualità di massima autorità sanitaria del Comune e del Distretto Socio-Sanitario oltre che membro della Conferenza Provinciale dei Sindaci (CTSS), perché, se lo ritiene, possa promuovere una riflessione condivisa che porti ad una proposta sulla riorganizzazione della sanità a Fiorenzuola. Il triste primato detenuto dalla nostra Provincia, del numero di morti da Coronavirus rispetto alla popolazione residente e dell’elevatissimo numero di contagiati, impone una riflessione seria circa il “caso Piacenza” e il suo sistema sanitario. Riteniamo necessario un ripensamento e una riorganizzazione della rete piacentina, che ci consenta di guardare al futuro con maggiore ottimismo”.

“Siamo consapevoli che si tratta di una questione nazionale. La sanità italiana non era pronta ad affrontare un’epidemia di massa come quella del COVID-19. Questo ci ha fatto capire che bisogna partire dal sistema Italia, dagli investimenti sulla sanità in termini” di uomini e mezzi” che vanno ripensati e ritarati, per evitare il ripetersi di simili situazioni. Intanto però partiamo da noi, anche perché il periodo che ci aspetta non sarà semplice né breve quanto vorremmo. Il primo problema che individuiamo è la Rete territoriale, come ha autorevolmente segnalato di recente anche il Presidente Provinciale dell’Ordine dei Medici. Non è un problema di oggi. Esisteva già prima del Coronavirus. Mancanza di medici di base per sostituire coloro che nei prossimi anni finiranno il servizio, ma anche problemi organizzativi che si sono accentuati nella crisi: mancanza di direttive, mancanza di mezzi e attrezzature, poco coinvolgimento dei medici di medicina generale”.

“Riteniamo positiva l’esperienza delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale, equipe di medici e infermieri che si recano presso il domicilio del malato. Quante Unità Speciali stanno agendo a Piacenza? Ce n’è almeno una dedicata alla Val d’Arda?. Quanti interventi sono stati fatti fino ad oggi? Non abbiamo informazioni, ma riteniamo corretta una loro organizzazione su base Distrettuale. Il Distretto di Levante (Val d’Arda/Val Nure) con i suoi 107.000 abitanti dovrebbe avere un’adeguata presenza dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale con attrezzature diagnostiche, idonei D.P.I., adeguata formazione per supporto terapeutico o valutazione delle necessità di ricovero, in rapporto con i medici curanti”.

“Il secondo tema di cui vogliamo parlare – proseguono – è l’Ospedale di Fiorenzuola. Oggi è un Ospedale COVID, ma riteniamo che debba esserlo ancora solo per qualche mese (ricadute di contagi nella Fase 2 permettendo). Se fossero stati rispettati i tempi e i programmi, oggi l’ospedale avrebbe potuto offrire un contributo fondamentale nella riabilitazione cardiaca e respiratoria a coloro che escono fortemente provati dalla malattia. La riabilitazione respiratoria oggi è un problema. Allora deve essere ripreso in mano il programma di specializzazione, deve essere finita la struttura del Padiglione B, deve essere fatto un programma serio per l’incremento del personale, devono iniziare le procedure per l’acquisto degli arredi. Altro elemento da sottolineare: l’Ospedale di Fiorenzuola deve avere la rianimazione. L’emergenza Coronavirus lo ha messo drammaticamente in evidenza. Infine, la medicina d’urgenza (Pronto Soccorso) va potenziata e va rivista una sua maggiore funzionalità anche in relazione agli spazi e alla ristrutturazione complessiva dell’Ospedale. Riteniamo, inoltre che le patologie COVID, che necessitano di ricovero, come è stato fatto a Parma, potrebbero gradualmente essere concentrate a Piacenza, fino al termine del completo esaurimento della pandemia. Piacenza è capoluogo di provincia e il suo Ospedale è dotato di tutte le specialità necessarie”.

“Dobbiamo ringraziare di cuore medici, infermieri, tecnici. personale ausiliario, personale del 118, Pubblica Assistenza, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Municipale e tutti i Volontari delle Associazioni. Grazie alla loro grande forza di volontà e la loro grande dedizione il sistema pur con mille difficoltà, ha retto. Ci rendiamo conto però che sarebbe difficilmente sopportabile un’altra prova come quella che stiamo vivendo”. “Bisogna cambiare per migliorarci. Alcuni elementi di discussione li abbiamo introdotti ma non dimentichiamo ad esempio che va ripreso il percorso della Casa della Salute e il suo ruolo futuro all’interno del sistema territoriale. Vogliamo ribadire – concludono – la volontà costruttiva di questo nostro contributo all’Amministrazione e al Consiglio Comunale. In una situazione di emergenza deve prevalere non la polemica ma una discussione che sia utile ad elaborare una proposta da portare all’Azienda Sanitaria di Piacenza e alla Conferenza Territoriale Socio- Sanitaria, nell’interesse della nostra città e della salute dei nostri cittadini”.

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