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Covid-19, i provvedimenti per il rilancio dell’economia

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Europa sì, Europa no, questo è il dilemma: se sia più nobile appartenere al progetto di un’Europa unita, o seguire le barbare idee dei sovranismi che imperversano in tutta Europa, e tornare ad una nuova forma di autarchia?

Mi scuso per l’indegna citazione, ma se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’importanza di aderire all’Unione Europa, direi che l’attuale situazione di emergenza, che non ha eguali nella storia dell’umanità, dopo i disastri dei due conflitti mondiali, dovrebbe togliere ogni dubbio. E’ certo, oltre ogni ragionevole dubbio, che i singoli Paesi, Italia in testa, da soli non avrebbero le risorse per affrontare l’attuale crisi sanitaria ed economica. Ed è certo, che solo l’UE è in grado di predisporre un piano di aiuti per permettere ai Paesi che ne hanno maggiormente bisogno di uscirne. Per comprendere le misure economiche adottate dall’UE per aiutare i Paesi membri ad affrontare la crisi in corso, di certo non ci è stato d’aiuto il “dibattito” politico di queste ultime settimane. Gli strumenti ci sono. La Commissione europea ha predisposto un piano che non ha precedenti: oltre 1.000 miliardi di euro per assistere imprese e famiglie.

I provvedimenti della UE per il rilancio dell’economia – Ha iniziato la Banca Centrale Europea, che dopo la gaffe della sua Presidente, Christine Lagarde, mette a disposizione 750 miliardi di euro del nuovo programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) per acquistare titoli di Stato al fine di garantire liquidità ai Paesi colpiti dall’emergenza Coronavirus e finanziare misure anticrisi. E’ stata poi la volta della Commissione Europea, che per voce della sua Presidente, Ursula von der Leyen, ci viene comunicata la decisione di sospendere il Patto di Stabilità, per consentire agli Stati membri dell’UE di varare in deficit gli aiuti per l’emergenza.

Le modifiche alle regole sugli Aiuti di Stato amplia le sovvenzioni, le agevolazioni fiscali, le garanzie, i prestiti e le coperture assicurative rivolte alle imprese europee. Con il CRII (Coronavirus Response Investment Initiative) l’Ue mette a disposizione 37 miliardi di euro (11 destinati all’Italia) dei fondi strutturali e di investimento europei per finanziare i sistemi sanitari, e non solo. Poi è la volta del SURE (sicuro), che in realtà è l’acronimo di “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”, una sorta di “cassa integrazione” del valore di 100 miliardi per fronteggiare la disoccupazione. Con il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) l’Eurogruppo ha predisposto un modello “leggero”, denominato “MES sanitario”, il cui utilizzo non è vincolato da stringenti condizioni di accesso, e che dovrà coprire esclusivamente i danni economici derivanti dall’attuale emergenza sanitaria. La linea di credito del “MES sanitario” è di circa 240 miliardi di euro. All’Italia ne sono stati destinati 36 miliardi. La BEI (Banca Europea degli Investimenti) ha messo a disposizione 200 miliardi di euro per sostenere le imprese europee. Infine è stato istituito il Recovery Fund, un fondo, garantito dal bilancio dell’UE, da utilizzare per l’emissione dei “recovery bond”.

L’importanza della comunicazione – Sarà poi necessario uno sforzo congiunto per garantire una informazione corretta ed esaustiva sul sostegno economico dell’Unione Europea ed i benefici degli interventi a favore di cittadini, enti ed imprese. Ma non è tutto. La comunicazione deve puntare a fare comprendere a tutti i cittadini europei, che entrare nella famosa “fase 2”, non significa tornare ai livelli di vita di prima. Occorre ancora un atteggiamento virtuoso. Occorre evitare gli assembramenti. Occorre riorganizzare la propria vita sociale a piccoli passi, in modo tale da rilanciare al più presto il commercio ed il turismo, ma con un modello nuovo: il modello Covid-19. Un modello che deve essere organizzato e proposto dalla amministrazioni pubbliche e dagli operatori del turismo e del commercio. I cittadini dovranno poi fare la loro parte.

Solo in questo modo le politiche finanziarie messe in atto dall’UE potranno avere il loro effetto positivo. Non è vero che, come dicono alcuni giornalisti, o vince l’economia o vince il virus. E’ una visione altamente limitata del problema. Possiamo, anzi dobbiamo, vincere noi europei, insieme. Il virus si può sconfiggere. L’economia può ripartire. Dipende tutto da noi, dai nostri comportamenti. Ogni mattina, quando ci alziamo, dobbiamo ripetere a noi stessi, come un mantra, che l’intera comunità europea sta mettendo a disposizione di tutti noi più di 1.000 miliardi per rimetterci in piedi. E sarà così.

N.B. Ringrazio la redazione del quotidiano “The Italian Times” per il prezioso contributo.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

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