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“Dopo il Covid non saremo più gli stessi, starà a noi decidere a che tipo di vita tornare”

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Rotary Piacenza – Covid-19. Nulla tornerà/sarà più come prima”. Domanda o affermazione?

“Covid-19. Nulla tornerà/sarà più come prima”. Domanda o affermazione? Di sicuro un doppio volto per il tema di taglio sociale e introspettivo, proposto dal Presidente del Rotary Piacenza Pietro Coppelli, nel corso di una conviviale smart, in modalità Zoom, organizzata dal club e aperta ai soci di tutti i Rotary piacentini. La seconda, dopo quella con il dott. Luca Groppi di Confindustria Piacenza, del ciclo dedicato agli effetti dell’emergenza da Coronavirus. I nostri stati d’animo, le nostre emozioni, in questo periodo di pandemia, sono stati analizzati grazie alla guida della dottoressa Nicoletta Bersani, psicologa e psicoterapeuta piacentina.

Dopo oltre due mesi vissuti come in un film,  con scenari catastrofici e drammatici, non possiamo non chiederci quanto questo trauma stia lasciando il segno nella psicologia di ciascuno di noi e in quella collettiva. E non si può non pensare a come abbiamo convissuto con la paura che, come precisato dalla dott. Bersani, é stata anche un aiuto per metterci in salvo, uno stimolo per tenere, al di là degli obblighi, comportamenti prudenti. “Il Coronavirus ci era stato presentato come una banale influenza o poco più; quando poi abbiamo capito che era una minaccia ben più grave, proprio la paura ci ha salvati, inducendoci a stare in casa e a seguire le indicazioni che ci sono state date. La paura resta anche ora: paura del contagio, del contatto con gli altri, di sbagliare i comportamenti, ma anche paura per gli effetti della pesante  crisi economica, determinata dal virus”.

Anche il periodo di lock down, l’isolamento forzato e la mancanza di libertà nei movimenti hanno stimolato il confronto di esperienze diverse “Chi ha saputo adattarsi, chi è stato plastico, ha vissuto questa situazione senza grandi stress – ha ricordato Bersani – magari ricavando da questa emergenza anche opportunità e spunti per recuperare stili di vita diversi. Stare con la famiglia, con i propri figli, dedicare più tempo a sé stessi, o dedicarsi ad attività manuali come cucinare o altro, ha aperto nuove prospettive. Certo, non sono mancate tensioni, magari all’interno della coppia, laddove gli equilibri famigliari erano già in qualche modo compromessi. E infatti si parla già di un aumento delle separazioni e, purtroppo, anche delle violenze domestiche”.

E se è vero che l’informazione, soprattutto dei social, è risultata spesso confusa e allarmante, proprio la tecnologia e suoi tanti canali, ci hanno aiutato a mantenere vivi legami fondamentali che ci hanno garantito conforto e serenità. Parenti, amici, colleghi; gli interventi dei rotariani che hanno seguito la relazione della dottoressa Bersani hanno sottolineato come la rete degli affetti, anche se coltivata in modo virtuale, sia stata fondamentale per non sentirsi abbandonati e in balia della paura. E non sono mancate, nel corso della serata, le testimonianze di chi ha avuto famigliari colpiti dal virus oppure di chi, come medico, si trova ora ad affrontare lo stress di pazienti ossessionati dal timore di contrarre la malattia. E poi c’è la solidarietà. Il volto bello di questa storia di Covid che, in generale, di bello, ha davvero poco.

“Come persona ma anche come psicologa -ha ricordato la dottoressa Bersani – ho osservato con piacere alcuni gesti di generosità e di solidarietà che mi hanno colpita. Non solo i banchetti con beni di prima necessità, collocati in centro a Piacenza, a disposizione di chi ne aveva bisogno, ma anche il semplice [come sta?] che in tanti mi rivolgevano con partecipazione autentica, mi hanno mostrato un’umanità nuova e diversa. Una società abituata ad andare in fretta, fermata da un virus, che ha saputo ritrovare i valori di comunità e di attenzione vera per l’altro”. Un aspetto da non dimenticare e da associare ai tanti esempi di abnegazione registrati in ambito sanitario da parte di medici e operatori, ma anche, nella quotidianità, da parte di chi ha garantito anche in questi mesi, servizi essenziali.

La serata è stata chiusa da due momenti di consapevolezza, proposti dalla dott. Bersani e dall’intervento del Presidente del Rotary Cremona, Domenico Maschi, che ha portato la sua testimonianza, molto apprezzata. Infine la risposta, alla domanda iniziale. Covid-19 tutto tornerà/andrà come prima? “Parlando in generale – ha concluso il Presidente Coppelli – credo che questa emergenza verrà superata e si tornerà ai ritmi che avevamo fino a qualche mese fa, ad uno stile di vita che ci richiamerà al nostro dovere; certo senza dimenticare quello che abbiamo vissuto e con rinnovata responsabilità per affrontare le tante difficoltà, in primo luogo economiche, che questa tragedia ha lasciato.”

“L’esperienza del Covid-19 lascerà un segno indelebile in ciascuno di noi – l’ultima parola alla psicologa – ma noi non saremo più gli stessi. La paura della ricaduta economica, oggi già evidente, inciderà sulla nostra vita e sul come ripartire, ma soprattutto avrà peso il terremoto emotivo che abbiamo vissuto. La nostra memoria non dimentica gli eventi traumatici, in alcuni casi arriva addirittura a modificare il sistema neuronale. In generale – ha concluso la dottoressa Bersani – starà a noi decidere a che tipo di vita vogliamo tornare, se a un’esistenza frenetica come quella che avevamo prima, oppure, dopo aver provato qualcosa di diverso, ad una vita con valori e priorità del tutto nuovi.”

Mirella Molinari

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