“Esiste una fase 2 anche per la cultura?” L’appello delle associazioni di Piacenza

Esiste una fase 2 anche per la cultura? Lo chiede un ampio cartello di associazioni e operatori culturali di Piacenza, in una lettera inviata a tutti i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

L’appello è stato condiviso da Laboratorio Alberto Esse, Cantiere Simon Weil, Cinemaniaci, EN Laboratorio Collettivo, Concorto, Coro Polifonico Farnesiano, Mikrokosmos, Laboratorio Mondialità Consapevole, Epikurea, Quarta Parete Teatro, Piacenza Comics, Piacenza Jazz Club, Fabbrica & Nuvole, Amici della Lirica, Le Stagnotte, Artemusica, Piacenza Kultur Dom, Piacenza Music Pride, Progetto Musica, Propaganda Produzioni. Molto si parla della ripresa delle attività produttiva ma anche l’arte, fanno presente i sottoscrittori dell’appello, produce reddito per chi contribuisce alla sua realizzazione. La messa in scena di uno spettacolo, ad esempio, è resa possibile non solo grazie all’estro e all’abilità degli attori, ma anche grazie al lavoro di elettricisti, tecnici, maschere di sala e così via. Anche l’occupazione nel settore della cultura è in crisi, viene fatto presente, vista la prolungata chiusura senza alcuna indicazione in merito.

“Dalla data del 22 febbraio 2020, nel rispetto della legge e delle azioni di prevenzione alla diffusione del Covid 19, tutti gli spazi culturali (teatri, scuole di teatro, cinema, musica, arti, laboratori ecc.) sono chiusi; le manifestazioni di spettacolo dal vivo sono cessate e non appare all’orizzonte nessuna data certa di riapertura, pur nel rispetto di possibili e normali protocolli di sicurezza da approntare – scrive il coordinamento delle associazioni culturali, affidato a Filippo Arcelloni -.In un momento così difficile per tutti, sono stati molti gli operatori del modo della cultura a reagire positivamente agli avvenimenti negativi continuando, gratuitamente, ad operare spostando il proprio lavoro on line per dare sostegno e strumenti di riflessione in una situazione di grande smarrimento collettivo”.

“Come tante categorie presenti nel mondo del lavoro, anche noi, prevediamo ingenti perdite economiche, aumento dei costi, grosse difficoltà a mantenere i posti di lavoro dei nostri dipendenti, così come le associazioni culturali e no profit corrono il rischio di dover cessare le proprie attività culturali per sempre. Rischi ingranditi dalla continua disattenzione e mancanza di ascolto, negli anni, da parte delle istituzioni pubbliche locali che hanno continuato a diminuire, arrivando ad azzerarle, le risorse destinate alla valorizzazione della parola ‘cultura’. Il rischio è di veder mancare, al momento della ripresa della vita cittadina, il tessuto di operatori professionali e di volontariato culturale che operano per creare la rete degli eventi culturali che sostengono il senso di comunità e che danno da sempre immagine, lustro, pensieri, riflessioni e carne all’anima della città”.

“Rimanendo, per nostra sensibilità civica, giustamente in silenzio, nei momenti duri e difficili in cui Covid 19 ha colpito Piacenza, assistiamo ora, al momento della ripresa e dell’inizio della Fase 2, ad azioni di rilancio delle attività culturali istituzionali e alla totale assenza nel dibattito politico locale della nostra categoria professionale e di volontariato, come se il nostro lavoro non sia mai esistito nel passato, nel presente e non debba esistere nel futuro. Forse su questo tema siete in ritardo, forse no, ma riteniamo sia doveroso da parte vostra ricordarvi della nostra presenza ‘attiva’, mentre da parte nostra è doveroso rivendicare, sempre e senza timore, la dignità di lavoratori e volontari dell’arte, della cultura, dello spettacolo, della formazione e, per diretta conseguenza, dell’innalzamento della qualità della vita dei cittadini. Chiediamo ai rappresentanti della città, e dei cittadini di Piacenza, di comunicarci se esiste un progetto culturale per la ripartenza e quale ruolo e livello abbiamo all’interno del progetto stesso. Ci aspettiamo quindi da parte vostra una maggiore considerazione e l’immediata apertura di un tavolo di lavoro con il Coordinamento Associazioni Culturali di Piacenza, che permetta un confronto costruttivo teso a risolvere le problematiche e le richieste qui elencate”.

PROBLEMATICHE

• Sospensione/annullamento attività, con conseguenti oneri dovuti a spese già sostenute, affitti, utenze e mancati introiti da biglietti, pagamento di stipendi, ecc.

• Mancanza di attività culturale sul territorio

• Assenza di un nostro rappresentante ai tavoli di progettazione culturale per il rilancio della città di Piacenza

RICHIESTE

• Essere messi a conoscenza del progetto culturale in atto per il futuro della città, auspicando che non si limiti alle sole attività istituzionali (teatro di tradizione, prosa), ma consideri le Associazioni Culturali e le loro attività come un importante tassello della cultura territoriale.

• Avere un rappresentante del Coordinamento al tavolo di progettazione culturale del futuro cittadino

• Presa in carico delle problematiche e ricerca delle soluzioni in collaborazione con il Coordinamento;

• farsi portavoce nei confronti della Prefettura per sostenere anche le attività del nostro settore in ottemperanza alle dovute prescrizioni di sicurezza;

• sostenere economicamente, con bandi o contributi diretti, eventuali forme di attività culturali effettuate con metodologia a distanza;

• indire bandi e/o contributi atti a sostenere le associazioni in crisi;

• individuare (ad uso gratuito o calmierato) spazi idonei ad essere utilizzati come sede per le associazioni in crisi, permettendo così la prosecuzione delle loro attività;

• supportare con le professionalità presenti in Comune i percorsi relativi alla corretta gestione dei protocolli di sicurezza indispensabili per la fruizione degli spazi associativi/culturali che vogliano riprendere o iniziare la loro attività;

“Nella speranza che possiate accogliere con sensibilità e senso civico questa nostra lettera, operando a favore delle nostre numerose realtà attualmente in forte crisi, auguriamo un buon lavoro”.

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