Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Rotary

“Evitiamo il contagio, tranne quello della bellezza”, incontro del Rotary Piacenza

Più informazioni su

Gruppo Piacentino

(distretto 2050)

IL BLOG

Rotary Piacenza – Evitiamo il contagio, tranne quello della bellezza

“Evitiamo il contagio, tranne quello della bellezza” è il tema del dibattito organizzato dal Rotary Piacenza in modalità Zoom, protagonisti gli Architetti Giuseppe Baracchi, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza, e Carlo Ponzini, libero professionista e Professore presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Parma. Un altro tassello di un progetto proposto dal Presidente del club piacentino Pietro Coppelli, dedicato a valutare gli effetti dell’emergenza Coronavirus sulla vita personale e sui tanti aspetti della società. Il ruolo dell’architettura, del design e dell’urbanistica, la ripartenza del settore edilizio, i cambiamenti di abitudini e spazi alla luce delle nuove esigenze di distanziamento, sono solo alcuni dei temi affrontati, cercando di immaginare come sarà il futuro delle nostre città nel dopo Covid.

“La vera rivoluzione – ha detto il presidente Baracchi – sarà generata dal sistema di comunicazione a distanza che stiamo già usando in modo intenso e dalle nuove modalità di lavoro da casa. Un’opportunità per recuperare tempo e spazio che inciderà anche sull’organizzazione delle città”. Pensando poi al tema della rigenerazione urbana, alla città che immaginiamo, non si può non partire da alcuni dati: Piacenza ha 6000 alloggi vuoti – ha ricordato Baracchi – e  1 milione di metri quadrati di aree militari, oltre ad un numero notevole di capannoni abbandonati. Un patrimonio che difficilmente verrà recuperato. Come sostituirlo, dunque, per avere una città più vivibile? “Diverse città – ha detto il presidente provinciale degli architetti – puntano a svilupparsi verso l’alto recuperando spazio al suolo, ma per ridisegnare una città bisogna innanzitutto individuare una vocazione, una identità, capire che città vogliamo diventare. Un tema che sta alla politica definire”.

L’ordine degli architetti che ruolo ha in questa partita? “Siamo l’unico Ordine in Italia ad avere sede in una struttura recuperata, l’ex Macello, occupato dal Politecnico di Milano, e sono tanti anche i luoghi, poi rigenerati e oggi riferimenti anche culturali, nei quali l’Ordine ha organizzato eventi (vedi palazzo Ex Enel)”. Il rapporto con le varie amministrazioni? “A parte i saluti iniziali, poi non si vedono più. E questo a prescindere dal colore politico. Ma forse – ha concluso Baracchi – sono gli architetti che devono ascoltare e non imporre; noi a Piacenza ci proviamo da anni portando stimoli culturali in luoghi che riteniamo strategici per la città”.

Impegnato sul tema degli spazi aperti e del loro utilizzo, l’architetto Carlo Ponzini, parlando ancora del post Covid, ha riferito come esempio quello che accade a Milano, dove il 25% della popolazione si muove in auto, occupando, però, il 90% dello spazio con parcheggi e posti auto. Come dare valore a questo spazio? Come renderlo fruibile migliorando la qualità della vita? “La mia idea è quella di realizzare parcheggi fuori terra, con strutture che potranno essere riconvertite e di portare anche agli spazi esterni il gusto e lo stile che abbiamo saputo imprimere all’Interior Design, inseguendo un sogno. Non avere un sogno, significa non avere un’idea ed è questo che rimprovero alla politica – ha rimarcato Ponzini -; l’architetto deve tornare ad essere coordinatore delle arti, avere sogni diversi e uscire da binari inchiodati, oltre il tecnicismo, la sostenibilità e la burocrazia, temi e vincoli che in questi ci hanno fatto perdere di vista proprio la bellezza”. E poi smettiamo – ha concluso Ponzini – di dire che non abbiamo i soldi; perché se c’è un progetto i soldi si trovano”.

Nel corso della serata, a cui ha partecipato anche Paolo Pasquali, Presidente del Rotary di Lugo, si è parlato inoltre del cosiddetto “superbonus al 110%”, agevolazione fiscale che riguarderà gli interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico. L’architetto Ponzini ha illustrato le novità principali, coadiuvato, per l’aspetto delle agevolazioni fiscali, da Giorgio Visconti, dottore commercialista, socio del Rotary Piacenza.

Sull’argomento, anche il presidente Pietro Coppelli, ha portato la sua esperienza diretta, quale Condirettore generale della Banca di Piacenza, dicendo che l’istituto locale si sta attrezzando per far sì che la clientela possa accedere a tutte le opportunità previste dal provvedimento di legge.  Per far scattare la detrazione al 110% – ha affermato Pietro Coppelli –  è necessario che sia realizzato almeno uno degli interventi trainanti, individuati dall’art. 119 del “decreto rilancio”: l’isolamento termico (il cosiddetto cappotto), l’installazione di caldaie, la riduzione del rischio sismico, l’installazione di impianti fotovoltaici. Per tali interventi, in luogo della detrazione, il contribuente può optare per la cessione alla Banca del credito d’imposta derivante dalle predette attività. La Banca ha previsto anche la possibilità di concedere alla clientela una linea di credito ad hoc per anticipare parte dell’importo dei lavori da eseguire. “Siamo in attesa – precisa Coppelli –  delle necessarie indicazioni circa le modalità tecniche attuative che verranno disposte con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate”.

Per entrambi i relatori della serata rotariana, infine, l’illustrazione di un’idea collegata al titolo della serata e da realizzare subito.  “L’ordine degli Architetti di Piacenza – ha annunciato il presidente Baracchi-  è pronto a lanciare un progetto in collaborazione con le federazioni, una serie di micro-concorsi di rigenerazione urbana a scala cittadina, pensando alla riqualificazione di un quartiere o di un isolato in base ad un tema”. Un master dedicato alla bellezza è invece l’idea di Carlo Ponzini, che si è già attivato per proporlo all’Università di Parma, dove insegna Nanotencologia e sistemi evoluti per l’architettura. “Dall’ambito più scientifico – ha precisato l’architetto Ponzini – vorrei ora spostarmi verso temi diversi. Penso ad un’Università della Bellezza che stimoli i nostri ragazzi a tornare a sognare. Un contagio da cui non distanziarsi, se vogliamo tornare a vivere in modo nuovo e stimolante le nostre città”.

Mirella Molinari

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.