“Inchiesta “Grimilde”, il Comune si costituisca parte civile”

Inchiesta “Grimilde”, Piacenza in Comune, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle chiedono che il Comune si costituisca parte civile nel processo.  La richiesta è stata formulata in due interventi distinti, arrivati in redazione, da parte di Luigi Rabuffi, consigliere comunale di “Piacenza in Comune”, e dal gruppo consiliare Pd. 

LA NOTA DI RABUFFI – “In questo periodo, in cui l’attenzione dei cittadini è prevalentemente focalizzata a contare le vittime del coronavirus o a dibattere sul Nuovo Ospedale, accade facilmente di “non vedere” notizie che meriterebbero invece la prima pagina. E così, sfogliando la rassegna stampa, ecco un’amara sorpresa. Riguarda il c.d. processo “Grimilde”. La cronaca ci informa che nell’aula bunker del carcere della Dozza di Bologna, si è tenuta la maxi-udienza preliminare (83 indagati) del processo di ‘ndrangheta scaturito dall’inchiesta che tanto scalpore ha generato nella nostra città e che ha portato a 16 arresti e alla contestazione, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento e truffa aggravata.

Fra gli indagati, oltre a Francesco Grande Aracri e i figli Paolo e Salvatore, anche l’ex presidente del Consiglio Comunale di Piacenza, Giuseppe Caruso, arrestato, come noto, il 25 giugno 2019, con l’accusa di essere uomo di fiducia del clan Grande Aracri. In attesa che la giustizia faccia il proprio corso, scopriamo che durante l’udienza preliminare sono state avanzate le richieste di COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE da parte della Regione Emilia-Romagna, dei Comuni di Reggio Emilia, Brescello e Zola Pradosa, di CGIL-CISL-UIL, della Camera del Lavoro di Reggio Emilia e di Piacenza oltreché dell’associazione LIBERA e di tre vittime della ‘ndrangheta. Un bel gruppo, con un grande assente. Il COMUNE DI PIACENZA. A poche ore dalla conclusione dell’udienza preliminare (che riprenderà il 18/5) non risulta che la Giunta abbia deliberato la costituzione di parte civile, nonostante quanto accaduto, per gravità, abbia certamente rappresentato una ferita profonda per la nostra comunità e un devastante attacco all’istituzione che Giuseppe Caruso ha rappresentato e guidato dall’alto dello scranno consiliare.

A memoria, il momento più buio della nostra vita politico-amministrativa. Certamente la peggiore “pubblicità” per il nostro territorio, diventato apparentemente terra di conquista delle cosche. Per tutto questo, per la nostra dignità calpestata, PIACENZA IN COMUNE chiede al Sindaco di Piacenza che il Comune si costituisca parte civile e lo faccia con la forza di chi è stato “tradito” ed umiliato, con la serenità di chi sta dalla parte giusta (la legalità) e con la voglia incontenibile di urlare al mondo: la mafia e i mafiosi, a Piacenza, non vinceranno mai”.

PD, “PERCHE’ AMMINISTRAZIONE NON SI E’ COSTITUITA PARTE CIVILE NEL PROCESSO GRIMILDE?” “Non ci risulta che l’amministrazione Barbieri si sia ancora costituita parte civile nel processo penale Grimilde apertosi a Bologna. Se confermato, è legittimo chiedersi perché, in nome di tutti i piacentini”. E’ il quesito, affidato ad una nota stampa, che il gruppo consiliare del Pd lancia al Comune di Piacenza. “Urge una risposta – continuano i dem -. Solo qualche giorno fa la Corte d’Appello di Bologna ha confermato il danno all’immagine del comune di Piacenza, costituitosi invece nel processo per il femminicidio di Elca Terezi. Come mai la stessa scelta non è stata fatta, a quanto pare, nella vicenda Caruso? Giorgia Meloni per prima ha gridato ai quattro venti lo sdegno suo e del suo partito a questa vicenda, anticipando che si sarebbe costituita per lesione dell’immagine di Fratelli d’Italia? La reputazione del Comune di Piacenza è forse meno importante di quella di una forza politica?”

“Il 26 giugno 2019 ci siamo svegliati nella consapevolezza di avere un presunto mafioso insediato ai vertici dell’amministrazione. La vicenda è stata rapidamente e inspiegabilmente derubricata e da allora, solo pronunciare il nome Caruso in aula o nei pressi di Palazzo Mercanti pare tabù. La tutela e il rispetto della legalità è il principio cardine delle istituzioni italiane, compreso il Comune di Piacenza, Primogenita e medaglia d’oro. Perché – insiste il Pd – dunque la nostra città non siede accanto al comune di Reggio Emilia, di Brescello, alla Regione Emilia Romagna e a Libera, in qualità di parte civile nel processo Grimilde, tra i quali imputati vi è il già presidente del consiglio comunale, Giuseppe Caruso? Attendiamo una pronta risposta da condividere con i piacentini tutti”.

M5S “COSA GRAVE, IL COMUNE SPIEGHI DECISIONE” – Anche Andrea Pugni e Sergio Dagnino, consiglieri del Movimento 5 Stelle intervengono sulla vicenda: “Apprendiamo stupiti che nel processo penale ” grimilde” apertosi in questi giorni a Bologna, che vede tra gli imputati il nostro ex presidente del consiglio, il comune di Piacenza non risulta tra quelli che si sono costituiti parte civile. Al pari di altre forze politiche già intervenute riteniamo la cosa, se non smentita, particolarmente grave. La questione merita la massima attenzione e certamente bisognerà spiegare alla cittadinanza il motivo di questa eventuale decisione. ;otivi che noi, francamente, non comprendiamo”.


”LIBERA SI E’ COSTITUITA PARTE CIVILE, IL COMUNE SIA AL NOSTRO FIANCO” – Libera – annuncia Antonella Liotti, referente per Piacenza – si è costituita parte civile al processo Grimilde. “E’ una notizia – scrive – che riempie di orgoglio il Coordinamento piacentino di Libera, perché tutti noi ci siamo sentiti feriti e umiliati quando il presidente del consiglio comunale della nostra città è stato arrestato per ‘ndrangheta. Da quel momento, a livello nazionale, noi piacentini siamo stati associati a questa vicenda. Non importa che le imputazioni riguardassero vicende precedenti al suo incarico, Piacenza aveva in un alto ruolo istituzionale una persona connessa alla ‘ndrangheta, e tutti sappiamo che la ‘ndrangheta è una associazione da cui non ci si può dimettere”.

“Nei giorni scorsi anche noi abbiamo contribuito a preparare la documentazione per il nostro ufficio legale e questo ci ha reso orgogliosi: dal giorno dell’arresto del presidente del consiglio comunale, Libera Piacenza, le associazioni che ne fanno parte, i soci e soprattutto i giovani, tutti insieme abbiamo lavorato per studiare la ‘ndrangheta in Emilia Romagna e in particolare nella nostra provincia. Innumerevoli sono stati i convegni di studio che abbiamo organizzato e che organizzeremo. E sono veramente tanti i cittadini di Piacenza che ci seguono e sostengono in questo nostro lavoro. Per questo ci siamo costituiti parte civile, perché parte offesa da questi reati”.

“Ieri però – prosegue – abbiamo scoperto dai giornali, che il Comune di Piacenza non si è ancora costituito parte civile. Si sono costituiti la regione Emilia Romagna, i comuni di Reggio Emilia, Brescello e Zola Predosa, CGIL, CISL e Uil Emilia Romagna, Camera del Lavoro di Reggio e di Piacenza, oltre a Libera. Ma ripetiamo non ancora il Comune di Piacenza. Questo ci stupisce, noi ci aspettiamo che il Comune di Piacenza, attraverso la sua sindaca Patrizia Barbieri, riscatti tutti i piacentini dal danno che abbiamo subito. Costituirsi parte civile al processo Grimilde vuol dire prendere le distanze da quanto accaduto, vuol dire dare un segnale forte da parte di tutta la città alle mafie: la nostra città è unita contro ogni tentativo di infiltrazione mafiosa”.

“In questo momento in cui la grave crisi economica può offrire uno spazio di azione alle mafie, e lo abbiamo visto anche con l’articolo della Stampa  sull’ imprenditore edile piacentino avvicinato dalla ‘ndrangheta, la città deve essere unita contro le mafie, e questo lo può fare solo la giunta Barbieri costituendosi parte civile al processo Grimilde a nome di tutti i cittadini piacentini. Per questo – conclude – auspichiamo che la nostra città non si lasci sfuggire questa occasione di impegno civile e ci auguriamo di avere al nostro fianco il Comune di Piacenza, lunedì prossimo nella udienza in cui sapremo quali parti civili siano state ammesse al processo Grimilde”.

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