“La festa può attendere, non il nostro matrimonio”. Valentina e Alessandro sposi nonostante il Covid

La mascherina non riesce a nascondere la gioia e la felicità di Valentina e Alessandro, le fedi al dito e una vita da vivere davanti a loro.

Proprio ieri, 23 maggio, si sono sposati nella chiesa di Borgotrebbia a Piacenza, davanti ai parenti più stretti e a pochi amici. Il matrimonio di Valentina Vacondio e Alessandro Arcari, celebrato da don Pietro Cesena, è stato trasmesso in diretta Youtube sul canale della parrocchia, per consentire a chi non è potuto essere presente di partecipare ugualmente alla loro gioia, che è ben visibile nelle foto scattate da Effetre Studio. Certo, decidere di sposarsi e organizzare ugualmente tutti i preparativi necessari, a Piacenza, durante l’epidemia e con tutte le restrizioni adottate per contrastare il contagio, non è stato facile. La casa nuova già in affitto in cui traslocare, per Valentina, insegnante alle superiori, le video-lezioni da preparare per gli studenti e invece, per Alessandro, infermiere nel reparto di medicina interna dell’ospedale di Piacenza, un nemico insidioso e inafferrabile da tenere sotto controllo: il virus.

“Abbiamo adottato molte precauzioni, più che altro per tutelare la sua famiglia che è a stretto contatto con diversi parenti anziani” – dice Valentina. “Sono sempre stato bene e non ho mai fatto un giorno di malattia – sottolinea Alessandro -, sono stato sottoposto a screening come altri colleghi in azienda ed è emerso che sì, devo aver passato la malattia senza sintomi, perché ho gli anticorpi”. “Abbiamo anche pensato di rimandare le nozze ma il nostro desiderio di sposarci, di essere uniti in matrimonio e creare una famiglia è stato più grande. Quindi la festa è stata rimandata a quando potremo di nuovo stare tutti insieme, ma non la celebrazione – racconta la neo sposa -. Certo, è stato diverso da come ce lo eravamo immaginati”.

“E’ stato ancora più bello – rimarca Alessandro -, abbiamo davvero sentito la grazia, l’amore di tante persone vicine a noi anche in maniera virtuale. E di questo dobbiamo ringraziare i nostri genitori e i nostri amici che ci hanno aiutato”.

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