Variante ospedale, ok in consiglio. Il sindaco “Oggi diamo risposta alla città e ai sanitari impegnati nell’emergenza”

Via libera alla variante al Psc propedeutica al progetto del nuovo ospedale. La seduta del consiglio, tenutasi a palazzo Gotico, ha dato il primo via libera alla realizzazione del nuovo ospedale nell’area 6, alla Farnesiana, che vede cambiare la sua classificazione da “agricola” a “attrezzatire sanitarie”. A votare sì il centrodestra unito e Liberi, non partecipa al voto la minoranza ad esclusione di Piacenza in Comune, che ha votato contro.

Ad aprire i lavori, le relazioni dei tecnici e la presentazione della variante da parte dell’assessore Erika Opizzi. Le conclusioni non hanno mostrato criticità particolari, che motivino un cambio di area: rispetto ai rischi idraulici prospettati a suo tempo, e al fatto che vi potessero essere rischi di esondazione, è stato spiegato che lungo l’asse del rio Ballerino sono presenti due tombini sottodimensionati rispetto alla portata, e che vanno quindi allargati.

“E’ una scelta urbanistica che parte da uno studio di prefattibilità del 5 aprile 2019, che partiva da indicatori ben precisi per la scelta delle aree – ha sottolineato il sindaco Patrizia Barbieri durante i lavori della seduta -. In questi mesi giorno per giorno la sanità è stata stravolta, con servizi e operazioni sospese. Questo ci ha insegnato che, sia Covid o in altra emergenza, c’è bisogno di avere un ospedale flessibile, in grado di gestire l’emergenza e non bloccare l’attività ordinaria. Dobbiamo approfittare di questa situazione per ripartire, ne parleremo in conferenza socio sanitaria. Questo Covid che è ancora tra noi, ma probabilmente in autunno tornerà con delle forme importanti. E per questo che è importante fare una riprogrammazione dei servizi. La Lombardia ha cercato di aiutare all’inizio la Regione, poi sono andati in sofferenza e noi pure”.

“Non dobbiamo metterci nelle condizioni per tornare in quelle difficoltà – ha evidenziato il primo cittadino -: se non avessimo l’ospedale militare avremmo avuto grossi problemi. All’inizio tutti dicevano che si trattava di una banale influenza. Il 21 febbraio con i sindaci abbiamo preso decisione di chiudere il possibile perché secondo l’Istituto Superiore di Sanità potevano essere dichiarate zona rossa solo le aree con focolai autonomi. Oggi siamo qui per dare una risposta alla città, pensare che ci siano interessi altri in campo è ingiusto nei confronti dei medici. Non mi scorderò mai le telefonate che ho ricevuto da medici e infermieri in lacrime, dobbiamo metterli nelle condizioni di lavorare al meglio anche con il supporto di nuove tecnologie che devono arrivare ora, non tra anni. Questa nuova sanità post coronavirus la costruiremo insieme. Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei medici, ne siamo consapevoli. Parliamo di medicina territoriale, qui a Piacenza ha funzionato, in altre realtà no. Sulla raccolta firme, ora con l’adozione della variante si apre la fase delle osservazioni, quindi la partecipazione ci può essere. In conferenza socio sanitaria sentiremo testimonianze di medici e sanitari, per la gestione dell’emergenza e anche per capire come farli lavorare in sicurezza”. 

LA DISCUSSIONE – “L’ospedale deve rispettare le esigenze delle città, sarà il primo post Covid – afferma Giancarlo Migli (FdI) -. Ma dobbiamo essere pronti a una futura emergenza, già nel prossimo autunno e inverno. Dobbiamo quindi mantenere sempre operativa una parte dell’attuale polichirurgico per far fronte ad emergenze. Fino ad adesso abbiamo sentito qualche sfumata dichiarazione d’intenti infatti sul futuro dell’attuale ospedale, chiediamo che Asl e Regione si assumano impegni ben precisi. Il nuovo ospedale non può essere una ricompensa per quello che la nostra città ha patito durante l’emergenza, così come per l’esclusione da Hub regionale di terapia intensiva. Il nuovo ospedale deve soddisfare la riconosciuta esigenza di una struttura adatta alle esigenze del nostro territorio, così come va ripensata l’area su cui insiste l’attuale ospedale che può essere pensata in funzione anti epidemie”. 

“Vorremmo sentire anche a noi in audizione chi ha in mano le leve della sanità piacentina” – la richiesta di Sergio Pecorara (Misto), mentre Stefano Cugini (Pd) ha domandato:Perché Piacenza non è stata dichiarata subito zona rossa? Perché il sindaco in quei giorni non ha chiesto la zona rossa? Niente in quella data impediva di assumere decisioni più drastiche. Al sindaco il merito di chiudere subito i centri diurni per anziani e disabili. La stessa domanda va rivolta anche alla Regione. Ma io non voglio fare un j’accuse, anzi con le stesse informazioni in possesso all’epoca avrei assunto le stesse decisioni del sindaco. Questo periodo per noi deve essere un momento sospeso, noi abbiamo rispetto delle persone prima ancora del ruolo che svolgono. Da questo momento sospeso però dobbiamo imparare a non ripetere gli stessi errori commessi allora. La pandemia in corso ha dimostrato quanto ci sia la necessità di avere una struttura moderna in grado di assorbire l’urto di una situazione del genere”.

“Cugini ribadisce le obiezioni rispetto all’area scelta, che mostra “criticità viabilistiche e va a cementare un’area agricola. Ma il nuovo ospedale è necessario e non fa visto in contrapposizione con la medicina territoriale, a differenza di quanto sostengono i promotori della raccolta firme contro la sua realizzazione”. “Gli investimenti sui muri non vanno a sostituire quelli sulle persone e sulle tecnologie – sottolinea il capogruppo Dem -. Un ospedale non garantisce una sanità all’avanguardia, ma una sanità all’avanguardia non può prescindere da una struttura adeguata. Ci serve una struttura in grado di isolare i contagi e permettere di continuare al tempo stesso l’attività ordinaria, ed è per questo che non capisco chi è contrario a questa nuova struttura. Ora servono cronoprogramma seri e vincolanti. Come ci muoviamo adesso per accelerare i lavori? Proponiamo un commissario, come è accaduto con Genova, esempio citato dallo stesso sindaco? Facciamo quelli che dettano l’agenda e non subiscono le scelte”. 

Seduta consiglio comunale a Palazzo Gotico

“Nel giugno 2016 – ha ricordato Massimo Trespidi (Liberi) – l’allora consiglio comunale approvo il Psc, non vi era traccia nel dibattito del nuovo ospedale. Questo va detto, perché nell’ottobre 2015 l’allora assessore regionale Venturi annunciò, nella sorpresa generale, la realizzazione di un nuovo ospedale a Piacenza. Però nel 2016 non se ne fece menzione. È per questo motivo che oggi dobbiamo ricorrere a una variante urbanistica. Però noi scontiamo un deficit democratico: autorità sanitarie (il riferimento è a Luca Baldino direttore generale Ausl, ndr) trovano tempo di rilasciare interviste e partecipare a trasmissioni e non a intervenire in consiglio comunale, senza rendersi conto che qui si parla a tutti i cittadini. L’area scelta per il nuovo ospedale è da tempo oggetto di perplessità che restano ancora tutte in piedi, io ho molti dubbi e molte richieste da fare rispetto a quanto accaduto durante l’emergenza”.

“Ci sono state sottovalutazioni? Perché così tanti morti? Questo ce lo deve dire chi ha l’autorità e la responsabilità di dare delle risposte. Tra le poche certezze che ho, credo vada fatta qualche richiesta in più in materia sanitaria a livello sanitario. Non entro nel merito della nostra esclusione dall’hub di terapia intensiva, ma dobbiamo pretendere che nel nuovo ospedale ci sia una eccellenza a livello regionale. È il momento di passare dalle parole ai fatti. Condivido quello che ha detto Cugini, perché mettere in competizione due aspetti che possono convivere, il nuovo ospedale e il rafforzamento della rete territoriale?. Uno dei motivi che mi ha spinto a dire sì al nuovo ospedale è stata l’opinione dei professionisti della sanità. Non possiamo trascurare la loro posizione, sarebbe forse stata meglio l’area del perimetro urbano, però sono convinto che abbiamo fatto bene a scartare l’area della Pertite. Lo dico dal punto di vista della variante: spero che lì si faccia un parco e che di questa questione non se ne parli più. Il nuovo ospedale non deve però essere visto come la manna del sistema edilizio, ma la realizzazione di qualcosa che prima non c’era. Abbiamo creato quartieri dove adesso gli appartamenti sono per la metà vuoti, operazione nata per i legami tra l’amministrazione e l’imprenditoria, un pericolo che va sventato oggi”. 

“Anch’io – ha detto Michele Giardino (Gruppo Misto) – ho ricevuto l’appello dei cittadini che chiedono di congelare questa pratica. A chiedere per 5 anni il nuovo ospedale non sono stati gli informatori scientifici, o una lobby speculatoria, o chi fatica a trovare parcheggio, ma chi all’ospedale ci lavora. La politica ha il dovere di prestare un’attenzione particolare a queste sollecitazioni. Noi siamo intervenuti 3 anni fa e stiamo cercando di accelerare i tempi, di portare avanti questo percorso. Mi auguro che non si perda altro tempo. Ciò che l’emergenza deve fare è farci premere sui tempi, giusto adottare il modello Genova, come ha detto il sindaco in occasione della visita del presidente del consiglio a Piacenza. Noi possiamo invitare Baldino, Donini, Bonaccini…però penso sia corretto non millantare poteri che non abbiamo, l’interlocutore è la conferenza socio sanitaria che deve entrare nel merito della questione. È una delibera tecnica, ne sono convinto, ma non è neanche una cambiale in bianco. È un’espressione che avrebbe senso se noi decidessimo di trasformare quest’area da agricola a edificabile, invece la leghiamo indissolubilmente alla realizzazione del nuovo ospedale. Oggi noi non ci stiamo prestando a speculazioni edilizie di bassa lega”.

“Un percorso partecipativo non c’è mai stato, per la scelta dell’area – ha affermato Luigi Rabuffi (Pc in Comune) –. Abbiamo iniziato la discussione sul nuovo ospedale senza affrontare il futuro dell’attuale, senza un’idea progettuale precisa e senza risolvere i problemi viabilistici che l’area scelta comporterà. Mi illudevo nel pensare che Covid ci facesse capire la differenza tra salute e sanità, il primo è l’obiettivo fondamentale, fa risparmiare su ospedali vecchi e nuovi. Covid ha fatto vedere come si sacrificano posti letto in nome del business dell’edilizia. Faremo diventare terra di conquista un’oasi agricola, un’area che in realtà non convinceva nessuno: Confagricoltura, Confesercenti, Confapi Industria, Legambiente, i sindacati. Di fronte a questa diffusa contrarietà, qualcuno è stato accontentato: Confindustria. Mi auguro che il nuovo presidente degli industriali Rolleri sappia invece far convivere sviluppo e ambiente. Questo è invece un regalo al partito del mattone e della spesa pubblica”.

E’ partita dalla sua esperienza personale come caposala in ospedale Lorella Cappucciati (Lega): “Ci siamo trovati davanti a un’emergenza e non eravamo pronti, nessuno lo sarebbe stato. Non sono delle linea politica del direttore generale, ma i sacrifici che ha fatto li comprendo. Ma ancora adesso siamo in emergenza perché paghiamo i tagli alla sanità. Da 3 settimane siamo senza camici, nonostante l’emergenza sia iniziata il 21 febbraio. L’area scelta va benissimo, forse chi si oppone al nuovo ospedale non si rende conto di quello che abbiamo passato: interventi oncologici sospesi per due mesi. Non chiamateci eroi, ma abbiamo bisogno di comprensione. Anche i nostri morti meritano rispetto. Prima di parlare e di firmare petizioni, venite a vedere in ospedale quello che abbiamo passato. Io ho ancora davanti la gente che muore e voi parlate di petizioni”.

“Sono favorevole al nuovo ospedale, ma non di quell’area – le parole di Roberto Colla (Piacenza Più) –. È passato un anno da quando abbiamo scelto l’area 6 e resto della mia idea. Per me quella migliore resta la 5. Vista poi la necessità di accelerare la pratica, questo iter con l’adozione di variante non ci agevola. Serve il progetto e capire aspetti, relativamente allo studio di prefattibilità, verranno modificati alla luce delle nuove esigenze messe in evidenza dall’epidemia. Giorgia Buscarini (Pd) ha ringraziato la consigliera Cappucciati, “perché ha messo in evidenza la necessità del nuovo ospedale”. “Credo che le difficoltà possano diventare momenti di comunione, come ha detto il nostro capogruppo. Avremmo potuto strumentalizzare tante situazioni, cavalcando i mal di pancia scatenati dalle prime chiusure, quando non era ancora chiaro quello che avremmo dovuto affrontare. Il nostro sindaco ha preso queste decisioni, a differenza di altri. Per questo non capisco le polemiche sull’hub di terapia intensiva. Noi siamo favorevoli al nuovo ospedale, bene superiore, ma non siamo d’accordo con la scelta della area. Per noi quella migliore resta la Pertite, con buona pace di chi non vorrebbe parlarne più”. 

“Oggi sono arrivate le firme di 700 cittadini, è ovvio che è necessario un ripensamento – ha affermato Andrea Pugni (M5S) -.Pensate se avessimo già un progetto e lo avessimo dovuto adattare a queste nuove esigenze, sarebbe già diventato obsoleto. Per ripensamento intendo dire che dobbiamo sentire prima chi gestisce la nostra sanità, per avere gli elementi necessari. Non siamo mai stati favorevoli all’area 6, per noi la scelta migliore era la 5″. Pugni però non risparmia critiche alla gestione dell’emergenza: “La sanità piacentina, e non mi riferisco ai singoli, non si è dimostrata all’altezza della situazione. Non è vero, come dice Vasco Errani, che la nostra sanità è la migliore del mondo, perché per poterlo essere dovremmo avere una classe politica all’altezza, ma non è così”. Diverso il parere di Gian Paolo Ultori (Liberi): “Per me la migliore è l’area 6. L’area 5, non dimentichiamocelo, ha difficoltà di accesso, con difficoltà di espandersi in futuro qualora ce ne fosse la necessità. Stiamo parlando di un’area che doveva ospitare una lottizzazione non andata a buon fine. Abbiamo fatto la scelta migliore”.  

Per Sergio Dagnino (M5S) “la differenza tra area 5 e area 6 sta nell’essere una edificabile e l’altra non edificabile, per me questo già basta per decidere. È meglio la 5. Abbiamo cambiato idea, come M5S, rispetto al nuovo ospedale: in campagna elettorale eravamo contrari, poi ne abbiamo capito la necessità. Ora, alla luce dell’emergenza, lo scenario è cambiato ancora. Dobbiamo fare della partecipazione vera, perché è quello che ci chiedono i cittadini”. “Abbiamo bisogno di raggiungere il nostro obiettivo nel modo più veloce possibile – ha invece esortato Gianluca Bariola (Pc del futuro), mentre per Carlo Segalini (Lega) “il nuovo ospedale dovrà essere flessibile, per poter essere diversificata nel caso in cui ci si dicesse trovare a fronteggiare una nuova emergenza. Da parte del nostro ospedale c’è stata ottima risposta, un po’ disorganizzata a livello provinciale ma anche regionale e nazionale, perché non si sapeva a cosa si andava incontro. Ospedale è un tassello di una sanità che serve tutta la provincia, il problema lo abbiamo avuto nella rete tra cittadini, medici di base e ospedale. I medici di base potevano arginare la situazione. Abbiamo visto il ruolo importante svolto dalle equipe domiciliari di Cavanna, così come lo studio dei radiologi piacentini. Io posso dire che la sanità in Emilia Romagna, in Lombardia, Friuli e Veneto è tra le migliori al mondo. I tagli alla sanità non ci sono mai stati, ci sono stati dei furti in realtà…buttati via per realizzare ospedali al sud che sono vuoti. La lega voterà si, ospedale è solo un tassello della sanità piacentina”. 

“E’ ora di agire e con questa variante stiamo agendo – sostiene Filippo Bertolini (Fdi) – Non sono d’accordo con la proposta del Pd, non abbiamo bisogno del commissario. Il piacentino quando vuole può fare alla svelta: lo ricordiamo noi che abbiamo ricostruito il ponte sul Po dopo il crollo. Possiamo fare il nuovo ospedale in 4 anni”. “Se l’ASL avesse avuto il progetto pronto nel 2015, quando è stato annunciato l’intervento da parte della Regione – è intervenuto nuovamente Trespidi -, avremmo risparmiato un anno e mezzo di tempo. Con il meccanismo della variante abbiamo impiegato più tempo. Per la raccolta di firme, il messaggio migliore che possiamo dare è di uscire da questa seduta con una posizione il più possibile unitaria. Posizioni che dicono di no all’ospedale sono anacronistiche. Legare le riserve tecniche al fermare il progetto, è un tentativo maldestro. Sono pressioni sull’opinione pubblica di pochi noti. Per cambiare questo percorso devono farsi eleggere in consiglio, ma quando si candidano prendono sempre pochi voti”. 

Mauro Saccardi (Misto) ha chiesto che, qualora non venisse realizzato il nuovo ospedale, l’area oggetto di variante ritorni agricola. La proposta è stata formalizzata in un emendamento, poi respinto, e nuovamente avanzata in un ordine del giorno. Entrando nel merito della variante, per il consigliere “la scelta fatta nello scegliere l’area è quella giusta, perché consente di ampliare se necessario l’ospedale. Adesso però la Regione e ASL devono dirci quale modello sanitario abbiamo bisogno. Se in autunno ci troveremo ancora a dover fronteggiare l’emergenza, possiamo fare un accordo con la Lombardia e far ospitare i nostri malati nell’ospedale realizzato dal commissario Bertolaso”. 

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Nuovo ospedale, dopo l’ok della maggioranza in commissione oggi pomeriggio il consiglio comunale di Piacenza è chiamato ad esprimersi in merito all’adozione della variante al Psc. Un passaggio tecnico che sancisce il via libera operativo al progetto che consentirà alla nostra città, ha ricordato nei giorni scorsi il sindaco Patrizia Barbieri, di avere il primo ospedale post Covid d’Europa. Le relazioni dei tecnici non hanno fatto emergere, rispetto all’area scelta per la realizzazione in zona Farnesiana vicino al carcere, criticità tali da auspicare una scelta diversa da parte dell’amministrazione. In commissione, la delibera ha avuto il via libera con il voto favorevole della maggioranza, mentre la minoranza si riserverà di approfondire il tema in consiglio comunale, che si riunirà l’11 aprile. Non hanno partecipato al voto Massimo Trespidi (Liberi), Andrea Pugni (M5S), Roberto Colla (Pc Più), Gianluca Bariola (Pc del Futuro); contrario Luigi Rabuffi (Pc in Comune), astenuto Christian Fiazza (Pd).

Il sindaco Barbieri ha più volte espresso, nei giorni scorsi, l’intenzione di accelerare sul progetto, che dovrà tenere conto delle esigenze emerse durante l’emergenza: di questo si parlerà approfonditamente durante due sedute della conferenza socio sanitaria. La prima, in programma mercoledì, vedrà la presentazione da parte di Ausl della riorganizzazione – temporanea – dei propri servizi, mentre la seconda si terrà in data da concordare, con l’illustrazione degli investimenti che la Regione intende fare a Piacenza. La minoranza, invece, durante la commissione, ha sottolineato i tempi lunghi che la pratica sta richiedendo e Massimo Trespidi (Liberi) ha auspicato un’audizione dell’assessore regionale Raffaele Donini e del direttore Ausl, Luca Baldino, in merito alla gestione dell’epidemia a Piacenza.

Continua invece la mobilitazione contro la realizzazione dell’ospedale: consegnate in Comune 700 firme di cittadini che chiedono invece un’implementazione della medicina territoriale.

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