Ospedale di Castello, il PD “Sì al punto Covid, no alla cancellazione del Pronto Soccorso”

Intervento del Pd di Castelsangiovanni in merito alla riorganizzazione delle rete sanitaria di Piacenza. 

L’ospedale di Castel San Giovanni è stato il primo centro COVID in Italia, riteniamo che il contributo che la struttura ha dato e stia ancora dando per la cura delle persone colpite dal virus, di tutta la provincia, sia impagabile ed abbia evitato il tracollo della sanità piacentina. A Castel San Giovanni oggi viene chiesto un ulteriore sacrificio, ossia di vedere il proprio ospedale ancora dedicato al ricovero di pazienti COVID e di essere privati del Pronto Soccorso. Molti punti sono già stati chiariti, ma riteniamo importante ribadire alcuni aspetti passati in secondo piano a causa degli ormai soliti slogan. Prima di tutto, nonostante da 72 ore imperversi una campagna social fatta di video e post ‘cattura-like’ che parlano di promesse disattese e imminenti chiusure definitive, è bene sapere che nessuna decisione, anche solo temporanea, è stata presa.

La chiusura del Pronto Soccorso di Castel San Giovanni, se confermata, sarebbe temporanea. Si è parlato di 6/7 settimane, tempo necessario, a detta dei medici, per capire l’andamento della curva epidemiologica. Se è vero che l’epidemia è ormai rallentata, è altrettanto vero che medici e studiosi ci stanno preparando a una possibile ondata di ritorno. Sosteniamo quindi l’idea di non smantellare un presidio COVID. Illudersi che l’emergenza sanitaria sia risolta non è serio, voler tornare subito alla normalità riporta alla memoria le polemiche sulla non chiusura della Provincia di Piacenza da parte di coloro i quali sostenevano all’inizio la linea del “#PiacenzaNonSiFerma”. I medici e i primari ritengono che il mantenere un Pronto Soccorso aperto in un centro COVID sia rischioso per cittadini, medici, infermieri e personale di servizio. Lo dicono i medici, non lo dice la politica. Quei medici che consideriamo eroi hanno chiesto di fidarsi di loro per questa valutazione. Se davvero abbiamo rispetto per il sacrifico e l’abnegazione dimostrati in queste settimane, riteniamo che la loro voce vada ascoltata e rispettata ancora di più in questa fase. L’Ospedale di Castel San Giovanni non verrà chiuso. È stato ribadito ufficialmente. Parlare oggi, davanti anche al parere medico, di promesse elettorali mancate, riteniamo che qualifichi perfettamente chi alimenta le polemiche per consenso personale.

Auspichiamo, come tutti, un ritorno alla normalità, ma il percorso deve essere sicuro. Per questo motivo, da cittadini consapevoli di quanto ci viene chiesto, dopo avere letto i pareri di tecnici e medici, non possiamo criticare a priori l’ipotesi avanzata dall’Ausl piacentina di non smantellare il centro COVID della nostra città. Aspettiamo che il Direttore Generale Baldino, tenendo conto dell’istanze dei medici e dei sindaci, presenti una soluzione temporanea di supporto alternativo al Pronto Soccorso e che trovi il parere favorevole di tutti. Al direttore Baldino e a tutti i soggetti interessati chiediamo anche di ribadire il ruolo definitivo del nostro ospedale all’interno della rete sanitaria del territorio piacentino. L’Ospedale di Castel San Giovanni deve tornare, terminata la situazione attuale e di eventuale emergenza futura, a essere un presidio ospedaliero a servizio di tutti i cittadini di Castel San Giovanni, di tutto il territorio piacentino e in particolare della Val Tidone. Non accetteremo in futuro qualsivoglia decisione calata dall’alto e ricordiamo l’impegno del Presidente Bonaccini, impegno al momento non disatteso e chi sostiene il contrario travisa la realtà, di potenziare il nostro ospedale.

Il nostro Sindaco Fontana, nonché presidente della CTSS incalzi, da subito, l’AUSL perché riparta, appena possibile, quella specializzazione e valorizzazione del nostro Ospedale approvata negli anni scorsi. Si inizi adesso, con lungimiranza e senza polemiche strumentali, a pensare al mantenimento e miglioramento del nostro ospedale, questo è il compito di chi ha responsabilità e funzioni pubbliche. Tanto più un tema è delicato e complesso, tanto più bisognerebbe evitare toni sbagliati, propagandistici e allarmistici. L’esperienza della pandemia Covid speravamo avesse insegnato anche atteggiamenti diversi con cui affrontare i problemi, evitando slogan e annunci di fantomatiche barricate tramite social.

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