Recuperate 4 statue rubate nel 1996 e il Klimt insieme alla polizia, il bilancio dei carabinieri del nucleo tutela culturale

Quattro statue in marmo, trafugate tra il 20 e il 21 dicembre 1996 dalla Chiesa di San Lazzaro e San Vincenzo De’ Paoli di Piacenza, sulla via Emilia Parmense, sono state recuperate dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Bologna.

Si tratta dell’“Allegoria della Prudenza”, l’ “Allegoria della Carità”, l’“Angelo con fiaccola”,“Angelo con fiaccola”. A seguito degli accertamenti effettuati nella Banca Dati dei Beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Carabinieri TPC e le conseguenti indagini condotte dal Nucleo TPC di Bologna, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza, emergeva che le quattro statue presentate all’Ufficio Esportazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Firenze, per il rilascio dell’attestato di libera circolazione, risultavano parziale provento del furto (facenti parte di un complesso di sei sculture) messo a segno da ignoti ben 23 anni prima. Secondo quanto è stato possibile riscontrare – spiega l’Arma -, le opere furono realizzate nel 1753 da Don Giovanni Antonio Cybei, scultore carrarese che a metà del ‘700 fu attivo anche per la corte borbonica di Parma. L’originale gruppo scultoreo, posto ad ornamento del Mausoleo del Cardinale Giulio Alberoni, comprendeva le statue allegoriche della Fortezza, della Prudenza, della Fede e della Carità, nonché due angeli reggi fiaccola, lo stemma ed il ritratto del defunto. Nei prossimi mesi i beni saranno restituiti alla pubblica fruizione con la loro ricollocazione all’interno della struttura ecclesiastica.

Non è stata l’unica attività che ha visti impegnati i militari nella nostra provincia nel corso degli ultimi mesi: tra la fine del 2019 e l’inizio di quest’anno, il Nucleo TPC di Bologna, delegato dalla Procura della Repubblica piacentina, è stato impegnato, insieme alla Squadra Mobile della Questura di Piacenza, nella complessa attività di indagine sul ritrovamento del dipinto “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt, avvenuto a Piacenza il 10 dicembre 2019, e provento del furto commesso nel mese di febbraio 1997 ai danni della Galleria Ricci Oddi. L’esito della consulenza disposta dal pm sull’autenticità del quadro è stato reso noto in occasione della conferenza stampa del 17 gennaio 2020. Sono poi proseguite ulteriori attività tecniche con l’ausilio di personale specializzato del Reparto Carabinieri Investigazione Scientifiche di Parma.

IL BILANCIO DELL’ATTIVITA’ DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE – Nel 2019, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Bologna hanno impresso maggiore impulso all’attività preventiva, incrementando, rispetto all’anno precedente, le verifiche sulla sicurezza anticrimine di musei – biblioteche e archivi (+ 25%), i controlli e la vigilanza in particolare alle aree archeologiche (+84,6 %), a quelle tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali (+101%), nonché a mercati e fiere antiquariali (+8,3%) dell’intera regione. Oltre 1478 sono stati i beni controllati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC di Roma: si tratta, principalmente, di opere d’arte poste in vendita da privati attraverso case d’aste o siti internet e collezioni di reperti di interesse archeologico.

“L’aggressione speculativa alle aree sottoposte a tutela paesaggistica o vincolo archeologico – evidenzia una nota dell’Arma – è un fenomeno di crescente attualità che viene contrastato in sinergia con l’Arma territoriale e il supporto del Raggruppamento Aeromobili Carabinieri”. Anche nel 2019 sono stati eseguiti monitoraggi aerei a bordo di elicottero del 13° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Forlì nell’intero territorio regionale con l’imbarco a bordo del velivolo anche di funzionari specializzati delle tre Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Parma e Ravenna, per il necessario contributo tecnico. Sul piano repressivo, i Carabinieri del Nucleo TPC di Bologna hanno incrementato l’attività rispetto all’anno precedente, arrestando 3 persone e denunciandone all’Autorità Giudiziaria altre 51, accusate di aver violato le norme del Codice Penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale (Codice dei beni culturali e del paesaggio D.Lgs 22 gennaio 2014, n. 42): nella maggior parte dei casi si tratta di reati di furto, ricettazione, contraffazione di opere d’arte ed in danno del paesaggio.

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare e sequestrare 2341 beni, di cui 821 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 2 reperti paleontologici e 1.518 reperti archeologici, nonché 113 opere d’arte contraffatte, per un valore economico stimato in € 3.241.000 per i primi e € 13.891.000 per i secondi. “Il costante impegno profuso dai militari del Nucleo TPC di Bologna, validamente supportato dall’Arma territoriale e dagli altri reparti speciali dei Carabinieri – viene sottolineato -, ha permesso di esprimere una efficace e coordinata azione preventiva sull’intera regione. Nello scorso anno, il numero di furti di beni culturali a livello regionale ha visto una netta diminuzione rispetto a quelli dell’anno precedente (da 73 nel 2018 a 48 nel 2019): in particolare, i luoghi di culto continuano a risultare i più colpiti con 24 casi. Andando ad analizzare tale tipologia nell’ambito dell’intera regione, c’è da considerare che per la maggior parte dei casi del 2018 si tratta di azioni furtive commesse con lo stesso modus operandi (di giorno con impossessamento di oggetti ecclesiastici, corone e gioielli posti a decoro di statue ed immagini sacre, previa effrazione di tabernacoli, cornici e/o contenitori di vario genere)”.

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