“Sport banco di prova per la ripartenza. Grande senso di responsabilità delle società durante l’emergenza”

Fase 2 significa un graduale ritorno alla normalità quotidiana, sotto tutti gli aspetti. Fare attività fisica è uno di questi, e forse uno dei più attesi dopo aver trascorso oltre 2 mesi chiusi con casa.

Siano i famosi 10mila passi al giorno per restare in salute, la corsetta serale o il match di tennis nei campi all’aperto, approfittando della bella stagione: sono queste le novità contenute nell’ultima ordinanza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ulteriormente chiarite nel corso di una commissione ad hoc a Bologna. “Non posso che essere contento di questa graduale riapertura, non solo per gli atleti professionisti, ma anche per chi frequenta circoli sportivi – commenta Robert Gionelli, delegato provinciale Coni Piacenza -. L’ordinanza è chiara: senza contatto fisico e rispettando il distanziamento sociale è possibile ritornare a frequentare impianti sportivi. I gestori sono tuttavia in attesa di ulteriori indicazioni e di linee guida più precise, rispetto al numero di accesso e agli obblighi di sanificazione dei locali. Questa attenzione mi fa piacere, perché vuol dire che il mondo dello sport ha capito la situazione e prevale l’etica della salute della gente”.

“L’ultimo aggiornamento apre anche allo sport di base e questo è importante, se pensiamo ai bambini rimasti chiusi durante l’emergenza. Ma il mio auspicio è che prevalga il buon senso dei ragazzi e dei loro genitori. La ripresa deve essere graduale ed evitare il rischio di sovraffollamento”. “Questa riapertura è un banco di prova per il futuro prossimo, alcuni campionati potranno concludersi e riprogrammare la ripresa. Il primo test potrebbe essere rappresentato dai centri estivi, che partiranno a giugno e sono per lo più di carattere sportivo – sottolinea Gionelli – e consentiranno di monitorare la curva epidemiologica”. Da questo panorama mancano le palestre. “Rappresentano il prossimo step, per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva: la loro riapertura dovrebbe procedere di pari passo con l’apertura delle attività commerciali, attesa per il 18 maggio, anche se verrà richiesta l’adozione di provvedimenti molto rigidi, con accessi limitati, pulizia e igienizzazioni degli attrezzi e ricambio dell’aria”.

Il divieto di poter uscire anche solo per fare una breve passeggiata è stato uno dei più contestati, durante il lockdown. “Avendo partecipato, fin dall’inizio dell’emergenza, ai vari tavoli di lavoro con le istituzioni, mi è parso fin dall’inizio chiaro che il nostro obiettivo principale era la tutela della salute di tutte e quindi andavano ridotte le occasioni di contagio. Un provvedimento così severo, in contraddizione con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità che invece ricorda l’importanza di fare movimento, è stato assunto per evitare i soliti furbetti che, con la scusa della corsa e della passeggiata, potevano invece vanificare il nostro impegno comune. In questa battaglia ne ha fatto le spese lo sport, anche per i bambini. Devo però dire, da dirigente sportivo, che dal mondo sportivo piacentino non sono state fatte polemiche, anzi tante società si sono informate ed hanno deciso di interrompere l’attività, anche quando le maglie erano più larghe. Hanno capito che la tutela della salute era la cosa più importante, dimostrando un senso di responsabilità e dando prova di maturità”.

“Proprio per questo dovrebbero essere riconosciuti aiuti concreti, di carattere economico, da parte delle istituzioni, come è già accaduto per altre realtà”.

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