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“Termo-scanner, test rapidi, mascherine e posti a distanza: così si tornerà a volare”

Il mondo come lo conoscevamo è cambiato nell’arco di poche settimane. Il Coronavirus ha costretto molte nazioni ad adottare misure di distanziamento sociale. Altamente probabile che vacanze e viaggi non saranno più come fino ad una manciata di mesi fa. Abbiamo chiesto un parere al pilota di linea Francesco Tecchio piacentino doc, quale idea si è fatto sul futuro del mondo dell’industria aeronautica.

In base all’esperienza maturata a bordo degli aerei di linea, cosa ci aspetta nei prossimi mesi per viaggiare? Tutto questo appare come una condizione nuova e dal futuro ignoto.

“Il mondo dell’aviazione ha sempre avuto cicli di contrazione: l’11 settembre 2001 che ha rivoluzionato la sicurezza aerea, nel 2008 la crisi finanziaria che ha causato problemi di liquidità nelle aziende con inevitabili ripercussioni nell’indotto business, nella primavera del 2010 l’eruzione del vulcano Eyjafjallanokull in Islanda che ha costretto a terra per 3 mesi le flotte europee, più di recente i problemi di certificazione del Boeing 737 Max, fino a culminare con l’attuale pandemia Covid19. Rispetto al passato quest’ultima crisi si differenzia per un grande grado di incertezza dei modelli futuri. Anzitutto fino alla fine del 2019 le compagnie aeree avevano previsto che il 2020 sarebbe stato un anno positivo, con discreti margini di crescita. Invece tutto è cambiato radicalmente, ora i dati parlano di una riduzione del 90% della mobilità aerea nei primi mesi. Inoltre quello dell’aviazione civile è uno dei settori che maggiormente risentono di questa crisi economica anche in virtù del fatto che sono stati proprio gli aerei a veicolare il Covid19, accentuando così la sua diffusione tra i vari continenti del pianeta”.

Come stanno affrontando l’attuale condizione le compagnie aeree?

“Questa pandemia, così l’ha definita l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), è – e sarà anche per il futuro – un evento dalle proporzioni bibliche: le compagnie aeree si sono ritrovate le intere flotte a terra, i profitti a picco ma le spese non mutate. Così sono tanti i costi da sostenere, a partire da quello generato dagli aerei che devono rimanere negli hangar o in aree aeroportuali devono ugualmente essere oggetto di manutenzione periodica, gli stipendi dei numerosi tecnici e dipendenti, e sostenere le spese dei leasing degli aeromobili”.

Ma non si potrebbero fare le manutenzioni al momento del bisogno di far volare un determinato veicolo?

“Un aereo destinato al trasporto passeggeri necessita di tantissima manutenzione e rigidi controlli per essere certificato, con lo scopo di essere idoneo al volo, sebbene si trovi temporaneamente non operativo. Già sta avvenendo che alcune compagnie aeree stiano riconsegnando gli aeroplani alle società di leasing oppure abbiano messo in stazionamento remoto gli aeromobili”.

A suo avviso, quale sarà il nuovo modo di volare?

“Non parlo di quella che potrebbe apparire come una mia idea personale, ma snocciolo quanto ha prospettato l’ICAO (Organizzazione mondiale dell’aviazione civile). Dovremmo assistere a forme di distanziamento sociale anche a bordo degli aerei. Una delle ipotesi è la creazione di una sorta di “scacchiera” dei posti a sedere da occupare. Con queste limitazioni per le compagnie aeree sarà l’impossibilità di raggiungere il punto di pareggio (in economia break even point): se un aeromobile non riesce a vendere l’80% dei posti disponibili farà un viaggio in perdita per la compagnia aerea. Con questo ipotetico distanziamento le compagnie faticherebbero a coprire il 60% dei posti disponibili su ciascun velivolo”.

Se ciò dovesse avvenire, come faranno le compagnie aeree a mantenersi e a garantire i voli?

“Solo con un intervento degli stati, tramite un’erogazione di fondi pubblici, che compensino le perdite, sarà loro possibile garantire la prosecuzione dei voli e si eviterà il tracollo dell’intero comparto e dell’indotto. In alternativa le compagnie aeree più solide potrebbero scaricare i costi sui passeggeri: aumentando (e di molto) le tariffe aeree”.

Francesco Tecchio pilota linea aviazione

C’è chi pensa che il forte calo del petrolio al barile possa essere una cosa vantaggiosa per le compagnie aeree. Ma è proprio così?

“Niente affatto. Semplificando la questione, le compagnie aeree non comprano il carburante con prezzi delle quotazioni giornaliere. Esse acquistano con largo anticipo, siglando contratti a medio termine, fissando il prezzo con le compagnie petrolifere che, dal canto loro, s’impegnano a garantire la fornitura per tutto il periodo stipulato nei contratti. Per tanto, il fatto che il prezzo del greggio sia più basso rispetto a qualche mese fa non fa per ora differenza per le compagnie aeree, potrà esserlo in futuro”.

Quale futuro aspetta voi piloti?

“I grandi gruppi, per i mesi di aprile e maggio, hanno già ridotto i salari di piloti e assistenti di volo della metà. Se per giugno la situazione non dovesse migliorare ci saranno altri tagli di stipendi e licenziamenti. Inoltre i piloti devono periodicamente essere sottoposti a ore al simulatore e sottoporsi ad esami periodici, al fine di rinnovare la licenza. Attualmente alcune compagnie aeree, oltre a tenere a terra tanti piloti non avendone il bisogno, non possono far effettuare questi step essenziali per poter pilotare in quanto i centri di addestramento sono al momento chiusi”.

Come sarà essere un passeggero in questa nuova era?

“I passeggeri che dovranno imbarcarsi si dovranno abituare a nuove procedure sanitarie che affiancheranno i già rigidi controlli di sicurezza (intensificati all’indomani di quel fatidico 11 settembre, dopo gli attentati alla Torri Gemelle di New York). Ad attenderli ora ci saranno anche i termo-scanner per provare la febbre e test rapidi (esito in una decina di minuti) per accertare se le persone sono portatrici del coronavirus. Oltre a questo, per tutto l’arco del volo i passeggeri saranno obbligati a tenere le mascherine”.

Cosa potrebbe succedere qualora venisse scoperto un vaccino valido per il Covid19?

“Fino all’arrivo di un vaccino non ci sono certezze, salvo il fatto che la pandemia che stiamo vivendo avrà strascichi e porterà ad avere un numero significativo di disoccupati nel settore dell’aviazione e del turismo. Se gli scienziati riusciranno a mettere in produzione un vaccino efficace contro questo virus allora la situazione certamente migliorerà, con un ritorno, perché no, alla normalità”.

Francesco Tecchio pilota linea aviazione

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